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Due italiane sul tetto d'Europa. Conegliano-Novara per la Champions di volley femminile

Le stelle del Mondiale femminile giocano in Italia, si è visto in questa stagione di campionato e si vedrà anche oggi. Parla il ct della nazionale Davide Mazzanti

18 Maggio 2019 alle 06:07

Due italiane sul tetto d'Europa. Conegliano-Novara per la Champions di volley femminile

Foto tratta dalla pagina Facebook Imoco Volley

Almeno una squadra italiana questa sera vincerà la Champions League sotto il cielo di Berlino. Ecco di cosa parliamo quando non parliamo di calcio. Se la nostra serie A in Europa ha smesso di vincere, la pallavolo sorride e se lo merita. Tre delle quattro squadre finaliste nella massima competizione del continente per club sono italiane. Il vero capolavoro è al femminile. Questo pomeriggio alla Max Schmeling Halle scenderanno in campo l’Imoco di Conegliano contro l’Igor Novara, una replica della sfida scudetto di due settimane fa vinta dalle venete 3-2 dopo un quinto set finito 15-13. Il campionato non basta più, l’Italia del volley senza urli né proclami vuole prendersi l’Europa e ci sta riuscendo, dopo aver dimostrato di essere migliore di tutte le altre venticinque sfidanti. Durante le semifinali giocate contro le due squadre di Istanbul, il Fenerbahce e la VafiBank detentrice delle ultime due edizioni della Champions, Imoco e Conegliano hanno perso un solo set sui dodici giocati.

 

Non esistono mostri sacri. Te ne accorgi quando scendi in campo e ti rendi conto che dall’altra parte della rete l’avversario ti somiglia. “Comunque finisca questa partita, sarà un risultato storico e inaspettato”, dice al Foglio Davide Mazzanti, il ct della Nazionale femminile e dell’argento ai Mondiali del Giappone lo scorso anno. A Berlino in campo ci sarà anche un pezzo della sua squadra, le sue ragazze terribili: Paola Egonu e Cristina Chirichella per il Novara; Anna Danesi, Miriam Sylla e Monica De Gennaro per il Conegliano. “Pensavamo che le turche avessero qualcosa in più rispetto a noi, invece ci sbagliavamo. Il colpo del ko è arrivato da parte nostra. Non solo, abbiamo anche rischiato di avere un podio tutto italiano con Scandicci”.

 

C’è adrenalina nei palazzetti. L’argento non è più appeso al collo delle giocatrici ma ha lasciato un segno, l’entusiasmo è ancora intatto, servirà quest’estate per le qualificazioni alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Si ritorna in Giappone, con due anni di più sulle braccia. “L’anno scorso eravamo la squadra più giovane di tutte, con un’età media di 23 anni. Siamo partiti per il Mondiale senza troppe aspettative, volevamo fare esperienza, non cercavamo i risultati, pensavamo di non essere ancora pronti. Invece è successa una cosa che di solito non accade nello sport; in campo abbiamo trovato nello stesso momento sia le vittorie sia la maturità”. Doveva essere il ballo delle debuttanti, una breve apparizione prima di lasciare la scena alle grandi, invece le Azzurre sono arrivate fino in fondo, con un oro sfiorato (e rimpianto) fino agli ultimi due punti contro la Serbia. Non è stato un caso, lo sport non fa né sconti né regali. Basta controllare le statistiche del Mondiale: la migliore realizzatrice di tutte è stata Paola Egonu, con 324 punti conquistati; la miglior palleggiatrice Ofelia Malinov, il miglior libero Monica De Gennaro. Tutte le stelle del Mondiale giocano in Italia, si è visto in questa stagione di campionato e si vedrà anche oggi a Berlino. La qualità è contagiosa, la nuova generazione di fenomene è aria fresca per tutto il movimento. Il presente è luminoso, il futuro lo sarà ancora di più, lo conferma il ranking europeo: l’Italia Under 19 è seconda in classifica dopo la Russia, le Under 18 sono prime. Lo ribadisce anche Mazzanti: “C’è una connessione tra noi e le giovanili. Ho notato che anche le giocatrici più piccole imparano da subito schemi tecnici e tattici che usiamo anche noi in Nazionale. Questo dialogo da lontano è molto importante”. L’Italia è un buon posto in cui essere pallavolisti. Il volley è il terzo sport più praticato in assoluto dopo il calcio e il tennis e il primo tra le donne, con 245.319 atlete tesserate nel 2019. “Al di là dei numeri, che sono fondamentali, è importante anche vedere cosa succede in campo, il livello medio si sta alzando. Lo scorso autunno, quando siamo partite per l’Asia volevamo dimostrare che non esiste una pallavolo delle grandi e una delle piccole. Giochiamo tutte lo stesso sport”. E anzi, le emergenti, sono arrivate in cima all’Europa. Oggi pomeriggio, dentro il palazzetto tutto esaurito di Berlino, dove per la prima volta si giocheranno una dopo l’altra la finale femminile e quella maschile (diretta su Dazn), Sylla ed Egonu si sfideranno per la quarta finale da avversarie di questa stagione. Entrambe inseguono la loro prima Champions della carriera. Qualche tempo fa Miriam Sylla ha detto: “Siamo come un circuito, ci alimentiamo a vicenda”. E fanno sorridere l’Italia anche in Europa.

Giorgia Mecca

E’ nata a Torino il 6 novembre 1989. La prima volta che ha visto la capitale, nel 2010, ha deciso  che quello sarebbe stato un buon posto in cui fermarsi. Ha studiato lettere alla Sapienza, prima antiche e poi moderne. Adesso vive tra Roma e Torino, rimpiangendole entrambe. Legge molti libri, alcuni li recensisce per il Foglio. Quando non è in treno, gioca a tennis e si diverte moltissimo.

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