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Dieci giornate di ordinario spettacolo

Da Juve-Napoli ai derby di Milano e Roma, ecco dove e quando si deciderà la serie A

18 Agosto 2018 alle 06:00

Dieci giornate di ordinario spettacolo

Elaborazione grafica il Foglio

Da sabato 18 agosto, in edicola con Il Foglio del weekend, c'è Il Foglio Sportivo. Quattro pagine settimanali interamente dedicate allo sport. Di seguito uno degli articoli del primo numero. Il resto potete leggerlo qui

 


 

Sabato 18 agosto. Oggi. Ore 18. Chievo-Juventus. Si comincia prima del solito, in un clima che non dovrebbe essere quello di un inizio così. La tragedia di Genova ha fermato solo Genoa e Sampdoria, ma ha reso questo esordio della serie A un’altra cosa. Si comincia lo stesso, quindi. E questa è una Guida al campionato, nel senso di inizio e nel senso di accompagnamento alla comprensione di che cosa avverrà e di quando avverrà: i momenti più importanti della stagione, gli svincoli del campionato.

 

Dove si deciderà la stagione? Quando? Perché quest’anno il software della Lega di Serie A che ha elaborato il calendario aveva qualche variabile più del passato. Ha disegnato un percorso che comincia oggi a Verona con l’esordio di Cristiano Ronaldo nel campionato italiano. A prescindere da quanti minuti giocherà e di come giocherà: testimonial del rinascimento di un sistema che da quest’anno punta a competere con gli altri paesi. A Verona oggi comincia una storia nuova pur essendo vecchia: il percepito si trasforma in reale. Ci siamo, quindi. Chievo-Juventus è partita sulla carta scontata, eppure supera in attesa Lazio-Napoli che invece è già partita vera. Da oggi si sviluppano tre giornate normali, poi la pausa per la Nazionale, poi l’attesa crescente per il primo snodo.

 

Ecco, bisogna segnarsi il weekend 29-30 settembre: c’è Juventus-Napoli. La partita dell’anno nella passata stagione arriva alla giornata numero 7: primo scontro diretto per lo scudetto. Stessa giornata, altro milestone del campionato: Roma-Lazio. Quanto vale? Tanto, di più. Perché la rilevanza del derby di Roma cresce in maniera direttamente proporzionale alla precocità del suo svolgimento durante la stagione: conta di più se si gioca prima. Saranno lì, entrambe, vicine nel punteggio e nella posizione. Roma sarà centrale per sé e per il campionato. E si godrà un derby d’andata di lusso. Così come se lo godrà Milano, la sua stracittadina tornata centrale nelle premesse e nelle aspettative: il weekend è quello del 21 ottobre, la giornata è la numero 9, Inter-Milan la partita. Sarà il giorno del definitivo ritorno alla rilevanza di Milano, dopo anni di terrificante anonimato. E’ vero: a ogni inizio di stagione si prevedeva il ritorno di Milano. E ogni volta il campo e la classifica hanno smentito abbastanza in fretta tutti gli entusiasmi. Mettiamola così: se Nainggolan, De Vrij, Politano all’Inter (più il ritorno in Champions e una società che vuole costruire nel tempo), Higuain, Bakayoko, Caldara al Milan (più il ritorno di Maldini e Leonardo e una proprietà adesso chiara e solidissima) non saranno sufficienti al riscatto di Milano, allora vuol dire che il riscatto è al momento impossibile.

 

Comunque evidenziatore sul 21 ottobre perché San Siro sarà di nuovo San Siro, perché riavremo miliardi di persone collegate. L’attenzione sale, per Milano, per tutti. Il grafico dei punti chiave del campionato è al massimo: tre settimane dopo, sempre al Meazza, Milan-Juventus. Sarà l’11 novembre (giornata 12) e nel frattempo ci sarà stato un Napoli-Roma alla decima. Roma-Inter il 2 dicembre anticipa di una settimana appena Juventus-Inter: 9 dicembre, weekend di Immacolate e Sant’Ambrogio per l’Italia e per Milano.

La sfida più importante per quantità di tifosi, per rivalità storica e recentissima (vedi il caos del durante e del post Inter-Juventus della scorsa stagione) in un weekend di festa. Il bussolotto immaginario del calendario, i paletti del software e il destino hanno puntato e vinto. Non poteva esserci momento migliore. La giornata è la quindicesima, statisticamente tra le più rilevanti del campionato: a poche settimane dalla fine del girone d’andata (e dalla fine del campionato al ritorno che si giocherà il 28 aprile) questa volta è anche l’inizio del periodo che rappresenta la maggior novità di questa stagione.

 

Perché dicembre 2018 calcisticamente è diverso da tutti gli altri, potenzialmente il migliore di sempre: la ragione è la scelta di giocare durante le festività natalizie, una vittoria della civiltà contemporanea sull’oscurantismo pallonaro.

Il weekend 8-9 dicembre apre la natività del calcio italiano che il 22 dicembre a Torino vedrà Juventus-Roma: sono anni che questa partita capita in questo periodo e dovrebbe rimanerci. Anzi bisognerebbe istituzionalizzare il match pre-natalizio con Juve-Roma (o viceversa), come omaggio alla memoria di Carlo Vanzina che con il fratello Enrico su quella rivalità calcistica e socio-ecomomica costruì un immaginario unico e fondamentale per il successo dei film di Natale. L’Italia di oggi ha esaurito il rito del cinepanettone e adesso si prepara a inaugurare il rito del boxing day che arriva quattro giorni dopo Juve-Roma: 26 dicembre, tutti in campo. Tutti allo stadio, gli altri davanti alla tv. Finalmente. C’è Inter-Napoli, per gradire. Altro punto chiave, altra svolta della stagione, verso lo scudetto, verso la Champions, verso qualunque cosa faccia parte del campionato e della sua classifica. Si gioca anche il 29 dicembre, giornata più soft, di preparazione alla seconda parte della stagione, che ricomincia con comodo, il 20 gennaio, dopo il mercato invernale.

Riparte il giro, con il ritorno, stessi punti fermi, stesse giornate chiave. Distribuite, ordinate, precise. Non sembra neanche l’Italia, quindi è l’Italia.

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