Meglio il walking football della serie A

Le celebrazioni per lo scudetto della Juve, le lagne del Napoli e l’Italia che perde la sfida del “calcio camminato” con l'Inghilterra

15 Maggio 2018 alle 06:00

Meglio il walking football della serie A

Un'immagine della sfida di walking football tra Italia e Inghilterra a Brighton (foto LaPresse)

Londra. Domenica è stata dura, durissima. Non invidio i giornalisti italiani che non sanno più che inventarsi per celebrare le vittorie degli scudetti della Juventus (su Twitter il gioco più in voga era rompere le palle ai social media manager delle altre squadre che al 90° non erano scattati sull’attenti a fare complimenti ai bianconeri, per dire), c’era un’euforia tale nelle tv italiane l’altra sera che se avessero trasmesso un discorso di Luigi Di Maio ci sarebbe stato più brio. Li capisco, questa vittoria è arrivata più telefonata di una punizione di Verratti, più prevedibile di un’uscita a vuoto di Mirante: mancava la conferma matematica, è giunta al termine di Roma-Juventus. Non poteva che essere così, e non per i furti, ma perché il Napoli ha perso tutto un minuto dopo il fischio finale della partita a Torino contro i bianconeri, tra fuochi d’artificio, battutine sulla Juve che perde le finali e preparativi per la festa scudetto. Da domenica sera sui social italiani – molto più divertenti di giornali e tv – girano le prime pagine dei quotidiani sportivi italiani dell’agosto scorso, quando per vendere qualche copia in più opinionisti ben pagati assicuravano che Inter e Milan fossero a tanto così dalla Juventus, e che questo sarebbe stato il campionato del Napoli. Sei mesi di pippe sul bel gioco hanno partorito “zeru tituli”. Sarri ha scherzato dicendo che “l’anno prossimo proveremo a giocare peggio”, si è lamentato tanto per non perdere l’abitudine ed è tornato a casa senza trofei. [È calcio minore, lo so – a proposito, il Celtic ha vinto il suo settimo campionato consecutivo, la trasformazione della serie A in Scottish League è imminente – ma se non scrivo anche di campionato italiano e bene degli arbitri poi sono fuori linea].

 


 

  

Helen Flanagan, compagna dell’attaccante del Celtic Sinclair, stava preparando uno dei suoi famosi manicaretti per la vittoria del settimo campionato di fila della squadra scozzese, quando ha saputo che anche la Juve ne ha vinti sette. Non ha retto ed è caduta a terra

 


  

L’unico evento sportivo degno di nota nel weekend è stato l’addio di Michael Carrick al calcio, e cioè al Manchester United, squadra di cui è il capitano e per cui ha giocato 464 partite. Entrerà a far parte dello staff di Mourinho, il quale con la solita umiltà ha detto che al momento non c’è “nessuno nel mondo del calcio pronto a fare il mio vice” (il suo assistente storico, Rui Faria, lo lascerà a fine stagione dopo 17 anni). Ora non resta che aspettare l’inutile finale di Europa League tra due esponenti del male assoluto, il calcio francese e quello spagnolo, e poi la meravigliosa sfida decisiva tra buoni e cattivi in Champions, dove mi auguro che il tedesco Klopp schieri una difesa meno ubriaca del solito. Alla peggio può chiedere consigli ai meravigliosi vecchietti sovrappeso del walking football, versione per anziani del gioco del calcio (senza corsa e contatti però, come una birra a bassa gradazione alcolica). In una partita dai ritmi simili a quelli di Roma-Juventus, nel pomeriggio di domenica sono scese in campo a Brighton le Nazionali di Inghilterra e Italia per una sfida all’ultimo infarto di walking football. In campo per noi c’era il fratello sfigato dei Charlton, Tommy: oggi quasi settantaduenne, smise di giocare a 24 per acciacchi fisici. I fratelli Bobby e Jack erano nella Nazionale inglese che vinse il Mondiale nel 1966, lui è l’uomo immagine del walking football (ma gli hanno scritto una lettera prima della partita in cui, come gli zii che non hanno nessuna voglia di andare alle cresime di nipoti che non vedono mai, si dicevano “dispiaciuti di non poterci essere, ma sappiamo che giocherai bene. Ti pensiamo”. Non solo, hanno anche aggiunto – perfidi – di essere orgogliosi del fatto che il loro fratello minore “segua le orme della famiglia e giochi per l’Inghilterra alla tenera età di 71 anni”). La coppa è stata vinta dagli inglesi. All’Italia manco la soddisfazione di vincere il torneo di walking football. Potete rifarvi ai Mondiali, no?

 


 

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