La crisi dello sport nazionale

Il calcio è cambiato e noi siamo rimasti a guardare

Stadi vecchi e vuoti, eccessiva dipendenza dalla tv, Serie A con i conti da anni in rosso, resistenze ai capitali stranieri. Perché l’Italia, indietro in Europa, è arrivata in ritardo anche all’appuntamento con i Mondiali

26 Novembre 2017 alle 06:02

Il calcio è cambiato e noi siamo rimasti a guardare

Milano, 13 novembre 2017: sconfitti all’andata dello spareggio con la Svezia, gli Azzurri di Gian Piero Ventura non si qualificano per la fase finale del Mondiale di calcio in Russia

Albert Camus, portiere di talento nonostante la tubercolosi, diceva che il calcio gli aveva insegnato una cosa fondamentale: “La palla non arriva mai dove la si aspetta”.   Il football è una metafora, lo annunciano i telecronisti sportivi e lo ripetono i tifosi che ancora resistono sugli spalti. Ma lo dicevano anche i filosofi. Per alcuni, è addirittura la metafora per eccellenza. Metafora della vita secondo Jean-Paul Sartre, della guerra condotta con altri mezzi secondo Pascal Boniface, teorico della geopolitica,...

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    27 Novembre 2017 - 11:11

    L'articolo è ottima storia ed esegesi del calcio europeo ,ma nelle due partite contro la Svezia i calciatori italiani mi sono sembrati figurine Panini.luigi de santis

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