Il Sinodo riconosca il mio amore per Paolo Di Canio

Ho visto il nuovo programma dell'ex attaccante, “House of football”. Mi è bastato vedere il logo per innamorarmene, la prima puntata per ubriacarmi di gioia: lo conduce un programma con così tanti luoghi comuni sul calcio inglese e l’Inghilterra che sembra la mia vita.
Il Sinodo riconosca il mio amore per Paolo Di Canio

Lukaku segna l’1-1 dell’Everton nel derby contro il Liverpool. Rodgers comincia a chiudere le valigie (foto LaPresse)

Londra. Brendan Rodgers aveva smesso di allenare il Liverpool due anni fa, dopo quel titolo sfumato all’ultimo, per colpa di Mourinho, e finito al Manchester City. La scorsa stagione è stata un’intermezzo di agonia, un post sbronza da cui è difficile riprendersi, suggellato dalla presenza del dannoso Balotelli nelle file dei Reds. Adesso che è stato esonerato per davvero, e si parla di Klopp e Ancelotti al suo posto, la cosa non fa nemmeno troppa notizia.

 

Più grossa è la crisi di Mou al Chelsea, da dove giura non si dimetterà mai, e pure la trasformazione del Manchester United in Arsenal. Mi spiego: la squadra allenata da Van Gaal era tornata in testa dopo due anni, e tutti prevedevano una conferma domenica pomeriggio proprio contro l’Arsenal, che in Champions League è più in imbarazzo di un tifoso del Milan in questi giorni. Partita dura ma fattibile, i Red Devils avrebbero confermato quanto di buono (non il gioco) visto finora. Ma come un Torino qualsiasi gli undici del Manchester United hanno preso tre pere dai Gunners, due delle quali nei primi sei minuti e mezzo di partita (al tacco di Sanchez ho stappato una bottiglia di brandy e l’ho tracannata in onore del gesto tecnico e della dormita di Darmian in perfetto Ranocchia’s style. Poiché scrivo anche su questo giornale, mi sono rivisto la partita con la telecronaca italiana di Fox Sports. Dopo il 2-0, perfetto come un gol nel derby sotto la curva Sud, Paolo Di Canio ha gridato: “L’Arsenal sta giocando a calcetto su un campo più grande!”.

 


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[**Video_box_2**]E quindi vengo al vero oggetto del mio articolo, il nuovo programma di Di Canio (su Fox Sports, appunto), “House of football”. Mi è bastato vedere il logo per innamorarmene, la prima puntata per ubriacarmi di gioia: Di Canio conduce un programma con così tanti luoghi comuni sul calcio inglese e l’Inghilterra che sembra la mia vita. Fa il padrone di casa in uno studio pieno di oggetti brit, trasuda amore per la Premier League anche dalle sopracciglia, tratta ospiti e argomenti con il suo modo poco retorico, non parla fluido come le regole della tv vorrebbero (ed è bellissimo), fa dei siparietti trash con una voce fuori campo che lui chiama Ambrogio, il maggiordomo della sua finta casa inglese (un nome con così poca fantasia che mi viene voglia di gridargli: “Paolo, I love you”. E poi di chiedere al Sinodo che il mio amore per lui venga benedetto. Da rivedere in loop.

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