La Premier League è incerta e divertente, ma mai quanto i giornali sportivi italiani

La comunicazione moderna è un ciccione bulimico che non riesce a smettere di mangiare e – diciamo così – espellere senza sosta. Ha bisogno di nuovi cibi da spazzolare, e tende a parlare male di quelli appena ingeriti e già in digestione. La comunicazione sportiva, of course, non si sottrae a questo circolo

28 Settembre 2015 alle 20:02

La Premier League è incerta e divertente, ma mai quanto i giornali sportivi italiani

Mentre il portiere del Norwich City schiaccia un pisolino a terra, i giocatori del West Ham ballano la “Macarena” in onore dei vecchi tempi (foto LaPresse)

Londra. La comunicazione moderna è un ciccione bulimico che non riesce a smettere di mangiare e – diciamo così – espellere senza sosta. Ha bisogno di nuovi cibi da spazzolare, e tende a parlare male di quelli appena ingeriti e già in digestione. La comunicazione sportiva, of course, non si sottrae a questo circolo, con un’aggravante: spesso mangia ciò che ha espulso, e lo ripropone a se stesso sotto altra forma. Questo per dire che ancora rido di chi dava per finito il campionato inglese qualche settimana fa, con il Manchester City avviato verso il trionfo solo perché aveva battuto il Chelsea di Mourinho, rivelatosi squadra più schizofrenica della Roma in questo avvio di stagione. Gli juventini per consolarsi potrebbero sostenere di avere dato il via alla crisi dei Citizens, e in effetti potrebbe anche essere vero: la squadra allenata da Pellegrini probabilmente deve ancora riprendersi dallo shock di averle prese in rimonta da una squadra che ha saputo regalare al Frosinone il primo punto in serie A della propria storia. Dimenticate per un momento il City, però, e stupitevi con me per un ritorno in cima alla classifica della Premier League di una squadra che non si vedeva da quelle parti da parecchio, troppo, tempo. Sto parlando del Manchester United, che gioca male, probabilmente malissimo, ma ha messo insieme – soprattutto là davanti – un gruppetto di fenomeni niente male. Van Gaal sostiene di pensare ormai alla pensione e di essere lì quasi solo per preparare la panchina al suo successore, Ryan Giggs, ma intanto gode a guardare tutti da lassù.

 


Demi Rose spiega ai raccattapalle come fare a ritardare il gioco della squadra avversaria quando la propria è in vantaggio: nascondendo i palloni


 

A proposito dell’allenatore dei Red Devils, ho letto con inquietudine il racconto che ne fa – in positivo – Xavi. Val Gaal è colpevole di aver lanciato l’ex centrocampista del Barcellona più pagliaccesco di sempre. “Un giorno mi umiliava ma poi diceva che ero un fenomeno”. Come i giornalisti italiani con la Juve, insomma. Il calcio dovrebbe insegnare a stare calmi, ma per come è fatto spinge le più irrefrenabili e irragionevoli passioni. Comprensibili nei tifosi, grottesche nei giornalisti. Battuto il Milan, la Fiorentina era fortissima; dopo la sconfitta con il Torino un cantiere aperto, poi una squadra fortunata ma incompleta. E’ bastato fare a fette l’Inter (nella prima partita giocata dai ragazzi Mancini contro una squadra seria) che già si parla di scudetto ai Viola. Calma, o farete la stessa fine che hanno fatto le prime pagine dei giornali sportivi post Manchester City-Juventus (sì, quelli che dicevano che Allegri è un genio). Questa è settimana di Champions League, e mi gioco mezza scorta di brandy che ho in cantina che le inglesi sapranno vendicarsi delle cadute del primo turno, mentre le italiane faranno male, malissimo. Scommettiamo?

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