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Il populismo digitale non poteva che premiare Virginia Raggi

Roma sul podio delle città più visitate su Tripadvisor. La sindaca esulta: "La nostra città piace sempre di più": quando la realtà conta quanto i fact-checking per la Brexit e l’elezione di Trump

1 Aprile 2018 alle 06:10

Il populismo digitale non poteva che premiare Virginia Raggi

Il sindaco di Roma Virginia Raggi (foto LaPresse)

Che ce frega delle buche con dentro i Suv, del traffico ingestibile, della monnezza, di una città che quando piove si paralizza e se nevica chiude. Roma arriva terza su Tripadvisor e Virginia Raggi esulta su Facebook: “In base alle preferenze registrate dal sito nel 2017, la nostra capitale è sul podio delle città europee più visitate e quarta nella classifica mondiale”. Altro che Olimpiadi, altro che la “maggica” in Champions. Qui ci vogliono i festeggiamenti al Circo Massimo. Una capitale a cinque stelle su Tripadvisor può mettere tutti a tacere e diventare il fiore all’occhiello di un governo Di Maio. Per la Raggi è un successo formidabile. Più la città diventa invivibile, più risale posizioni nelle recensioni di un sito in cui se inserissimo il “cratere della Balduina” sotto la voce “parchi e attrazioni” potrebbe tranquillamente prendere il massimo dei voti: “un affascinante paesaggio lunare pieno di mistero, a noi è sembrato il set della Guerra dei Mondi, ai bambini è piaciuto molto, ci torneremo”.

 

 

E’ il populismo digitale, bellezza. La realtà conta quanto i fact-checking per la Brexit e l’elezione di Trump. “Stiamo presentando al mondo una Roma inedita”, scrive Raggi, “una Roma rinnovata, accogliente, che piace sempre più”. Insomma, la città va sempre meglio, facciamocene una ragione e adeguiamoci alla rete. La democrazia diretta vive anche di recensioni su Tripadvisor, un ecosistema digitale che incarna il trionfo della ferocia populista sulla stucchevole supponenza degli “esperti”. Raggi parla di “classifiche sul turismo che continuano a darci ragione”.

 

In quella presentata a fine novembre al “World Travel Market” di Londra, Roma era dodicesima e non c’era neanche una città italiana nelle prime dieci. Ma vuoi mettere con un giudizio “dal basso”, disintermediato, partecipato. Il popolo che prende la parola e scrive, valuta, giudica. Quando Grillo e Casaleggio hanno scelto il simbolo del Movimento pensavano sicuramente alle agognate “cinque stelle” di Tripadvisor. Confidare nella classifica di Tripadvisor per risollevare di una città è un po’ come affidarsi a Cambridge Analytica per difendere la democrazia. I princìpi su cui si regge il sito, le regole con cui si definiscono le graduatorie sono sempre quelle: contenuto delle mail personalizzato e integrato con Facebook, analisi dei dati di comportamento e dei flussi, valorizzazione della tendenza a replicare i comportamenti sul modello della “social proof”). Insomma, Roma mette i monumenti, Tripadvisor il neuromarketing, Virginia Raggi rivendica il successo della giunta. Evviva Roma che arriva “dopo Londra, prima di Bali”. In effetti, una collocazione che traduce assai bene il livello di modernità della città, anche se un filo più spostata verso Bali, con le sue caratteristiche palafitte di monnezza sopra uno sconfinato oceano di buche.

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