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Quota 100, una scuola precaria

Senza ricambi. In arrivo 150 mila supplenti, improvvisati e non motivati

18 Luglio 2019 alle 06:00

Quota 100, una scuola precaria

Foto LaPresse

L’avvio della scuola a settembre si annuncia ancora più caotico del solito. Mancheranno più di 50 mila insegnanti, anche per gli effetti del pensionamento ottenuto per quota 100, ma non si sono indetti concorsi per sostituirli, così ci sarà un esercito di oltre 150 mila docenti temporanei, supplenti magari trovati fuori dalle graduatorie, che nelle maggiori città sono esaurite per le materie scientifiche. Così la scuola si riempie di docenti improvvisati e non motivati, affannati in una girandola di trasferimenti, che rendono la continuità didattica o anche soltanto la competenza didattica un traguardo irraggiungibile. Nemmeno le sanatorie annunciate per mettere in ruolo persone che hanno accumulato supplenze (e delle quali non è affatto garantita la qualità professionale, visto che in passato non hanno superato i concorsi) risolveranno il problema. A complicare le cose c’è il divieto ai presidi di intervenire con assunzioni dirette, che permetterebbero almeno di avere un minimo filtro qualitativo. Se quota 100 doveva servire ad attivare un ricambio di personale (che in realtà avviene quasi solo nel settore pubblico), insieme alle uscite bisognava organizzare i nuovi ingressi. Nel caso della scuola (e non solo, basta vedere quel che accade in settori cruciali della sanità pubblica) bisognava indire concorsi tempestivamente, che invece bene che vada daranno risultati fra due o tre anni. Intanto si sarà creata una nuova massa di “precari”, per i quali i sindacati chiederanno forme di stabilizzazione indipendenti da una effettiva qualificazione. “Se hanno insegnato vuol dire che sanno insegnare”, dicono, ma proprio perché non è affatto vero, il livello della scuola e i risultati degli studenti sono sempre peggiori. Non è tutta colpa del governo attuale, naturalmente, ma non si può negare che i difetti storici del sistema non sono migliorati affatto, anzi si può dire che invece di rinnovare e ringiovanire il corpo docente, lo si è dequalificato.

Redazione

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