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Allarmisti No Vax

Tre scienziati smontano pezzo per pezzo la campagna del Corvelva contro i vaccini basata su “analisi” inadeguate

25 Gennaio 2019 alle 06:16

Allarmisti No Vax

Sara Cunial (M5s), Andrea Rinaldelli, Nassim Langrudi, Loretta Bolgan alla conferenza organizzata alla Camera (foto LaPresse)

Ieri pomeriggio, presso la Camera dei deputati, si è tenuta una conferenza stampa organizzata dalla parlamentare 5 stelle Sara Cunial con la presenza dei rappresentanti di Corvelva, associazione veneta cosiddetta free vax.

 

Per l’occasione, Corvelva ha preparato una presentazione in cui nuovamente esponeva i cosiddetti risultati scientifici ottenuti dall’analisi del contenuto di alcuni lotti di diversi tipi di vaccino.

 

Dal punto di vista scientifico, nulla di nuovo: si tratta di dati il cui significato è volutamente sovrainterpretato, basati su metodi di analisi assolutamente inadeguati e su una valutazione erronea di diversi tipi di artefatti sperimentali, come la comunità scientifica ha già avuto modo di dimostrare abbondantemente per quel che riguarda le cosiddette analisi genomiche.

  

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Ricapitoliamo per il lettore: a dicembre, sono state smentite le dichiarazioni di Corvelva circa la presenza in un certo vaccino di numerosi contaminanti, come anche su queste pagine hanno scritto diverse personalità scientifiche esperte della tecnica utilizzata (la spettrometria di massa) e come hanno sempre su queste pagine confermato in una lettera 130 scienziati da tutto il mondo, tra cui alcuni tra i massimi esperti di immunologia.

 

Ieri pomeriggio, mentre si teneva la conferenza stampa, abbiamo pubblicato l’esito della rianalisi dei cosiddetti dati genomici, in parte pubblicati da Corvelva e in parte ritrovabili all’interno di un manoscritto scientifico molto reclamizzato da Corvelva e dall’Ordine dei biologi, manoscritto che guarda caso è stato bocciato per problemi metodologici da entrambi i revisori incaricati di valutarlo. Anche in questo caso, chi dice che i dati di Corvelva provino l’assenza di qualche componente attivo in certi vaccini e la presenza invece di numerosi organismi contaminanti – quali Hiv, virus dell’epatite, vermi e ogni altra sorta di stranezza – non sa di cosa parla, e certamente non dimostra l’esperienza necessaria per pianificare un esperimento di sequenziamento e valutarne i risultati, figuriamoci per condurre un reale controllo sulla composizione di un vaccino.

 

Tralasciando le questioni inerenti alla scarsissima qualità del lavoro presentato da Corvelva ancora ieri alla Camera, restano alcuni altri punti che qui ci interessa ribadire con forza.

 

Innanzitutto, non ci si improvvisa ricercatori: pertanto metodi, laboratori e operatori, quando si tratta di qualità di un vaccino, debbono tutti quanti essere trasparentemente dichiarati e certificati. Invece, Corvelva dichiara addirittura candidamente che non dischiuderà tutti i particolari necessari a valutare le procedure utilizzate, schermandosi dietro il fatto che, avendo presentato un esposto alla magistratura, sarebbe necessario proteggere l’identità dei laboratori e degli operatori. 

  

La questione è molto semplice: non si può chiedere all’industria farmaceutica e allo stato di operare secondo tutti i più alti standard qualitativi e di legge, lamentandone l’opacità nelle risposte, e poi improvvisare analisi con metodi abborracciati, in laboratori che sono chissà dove e senza garantire in modo trasparente gli standard operativi, senza nemmeno depositare tutte le informazioni necessarie a garantire che tutto sia stato fatto a regola d’arte.

 

In secondo luogo, se fossero veri risultati scientifici così rilevanti, e particolarmente considerando che, in caso affermativo, la salute pubblica sarebbe a rischio, tutti i dati dovrebbero essere disponibili in originale per la rianalisi e le opportune valutazioni della comunità scientifica. Corvelva, ancora una volta nascondendosi dietro l’esposto che ha presentato, ha tenuto un comportamento esattamente contrario alla trasparenza che tanto invoca, non rendendo pubblici i dati originali nella loro interezza, ma fornendo resoconti sommari utili solo a creare allarme presso il pubblico. Per nostra fortuna, il contenuto di questi sommari rapporti è tale da poter già tranquillamente dimostrare che vi sono errori di metodo, di interpretazione e di comunicazione; purtuttavia, desta preoccupazione la creazione di documenti scientifici “en travesti” per impressionare la pubblica opinione, come se i dati e le analisi fossero solidi, senza in realtà mettere davvero a disposizione i dati originali nella loro completezza. Il tutto, si badi bene, mentre si continua a chiedere che “gli scienziati” – sic! – (e non chi ha fatto certe affermazioni), producano dati atti a smentire quanto dichiarato, in un rovesciamento dell’onere della prova che è l’artificio classico dei ciarlatani.

 

In sostanza, sembra di assistere ad una commedia degli inganni: si dichiara di aver ottenuto certi risultati, su basi fragilissime ed inconsistenti, si organizzano campagne sui social e sui media, propagandando conclusioni che non reggono e utilizzando la visibilità mediatica raggiungibile quando si fanno affermazioni straordinarie; si fa finta di chiedere il giudizio della comunità scientifica, salvo poi ignorare qualunque giudizio espresso e anzi, in qualche caso, dichiarando che la stessa non è un interlocutore affidabile perché corrotto dalle aziende farmaceutiche; e dopo aver finto che le analisi dei documenti a supporto delle proprie affermazioni o non siano state fatte oppure, senza mai rispondere nel merito, si chiede reiteratamente di produrre nuovi dati che dimostrino la sicurezza dei vaccini, invece di concentrarsi sulle falle invalidanti emerse che suggeriscono di buttar via tutto quanto sin qui presentato.

 

Per concludere, vorremmo fare un’ulteriore considerazione. Per quello che riguarda free e no vax, parlamentari o meno, nulla di nuovo. Tuttavia, è difficile non interrogarsi sul perché, nonostante tutte le evidenze, si persista ostinatamente nel dare ospitalità e appoggio ad iniziative che non fanno che aggravare i meccanismi descritti. Non ci si rende conto delle gravi falle metodologiche che la comunità scientifica tutta, inclusi alcuni fra i più illustri biologi del mondo, hanno additato? Perché si ignora la lettera di Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei medici, laddove a proposito delle notizie propagate da Corvelva, ha scritto che “senza le opportune verifiche, creerebbero allarmismi ingiustificati negli operatori e soprattutto nei cittadini”?

  

Enrico Bucci, SHRO Temple University, Philadelphia

  

Raffaele Calogero, Università di Torino

 

Piero Carninci, Riken Institute, Giappone

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