cerca

Le mura di Cittadella

Se nei secoli scorsi gli amministratori del comune veneto avessero ascoltato le odierne favole senzafrontieriste, oggi non esisterebbe la meraviglia di un camminamento di ronda unico al mondo

15 Febbraio 2020 alle 06:00

Le mura di Cittadella

Cittadella vista dell'alto (Foto Wikipedia)

Muri, non ponti. Muri anzi mura, le mura di Cittadella. Se nei secoli scorsi gli amministratori del comune veneto avessero ascoltato le odierne favole senzafrontieriste (“Ponti, non muri”), oggi non esisterebbe la meraviglia di un camminamento di ronda lungo due chilometri completamente percorribile, unico al mondo. Oggi Cittadella non differirebbe da tanti paesi smurati dove non va nessuno. Cittadella dimostra che i muri sono una risorsa, oltre che una necessità. A dispetto del lavaggio del cervello operato dal cosmopolitismo, le mura piacciono a tutti, a giudicare dalla fila all’ingresso (io l’ho scampata perché stranamente sono riuscito a svegliarmi di buon’ora e mi sono goduto il camminamento quasi da solo). “La recinzione è ciò che produce il luogo Sacro”, scrive Carl Schmitt, infatti “paradiso” deriva dall’antica parola iranica che significa “recinto”: il paradiso terrestre dei persiani, degli ebrei, dei cristiani è un parco chiuso, un giardino murato. Perché senza muri non esisterebbero delizie, che sono delicate e necessitano di protezione. Oasi nel caos di un mondo informe, Cittadella sia considerata ricordo, profezia, assaggio di Eden.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Fogliaz

    23 Febbraio 2020 - 11:02

    Le mura non sono state rese obsolete dal "cosmopolitismo", ma dallo sviluppo dell'artiglieria e delle armi da fuoco.

    Report

    Rispondi

  • graziano.dorazi

    21 Febbraio 2020 - 07:40

    Le mura delimitano ambiti prigionieri. Antonino Pio chiuse i Pitti nel loro fazzoletto di terra delimitato dal mare... e dal limes: porli in condizione di non nuocere risparmiando loro la vita costava meno che inviare legioni a massacrarli. Diverso è il caso di chi, preda della psicosi, dia corpo alla paura dell'assedio circondandosi di mura. Insomma, riferendoci a Schmitt, la differenza tra temenos e prigione, sacerdos e homo sacer la fa chi costruisce muri. Non considerando poi che, temenos o galera, quando entrare è difficile, è pur difficile uscire. Saluti

    Report

    Rispondi

  • Chichibio

    17 Febbraio 2020 - 12:33

    Senza dimenticare le mura di Lucca.

    Report

    Rispondi

  • Alessandro2

    Alessandro2

    17 Febbraio 2020 - 11:49

    Perfetto. In tutte le città italiane lacerti più o meno lunghi, più o meno intatti ricordano al visitatore che in tutte le epoche non v'è stata civiltà e non benessere, senza protezione.

    Report

    Rispondi

Servizi