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Greta in cucina

Quale sarà la parola dell’anno per gli intenditori di enogastronomia? "Responsabilità, Sostenibilità, Contaminazione, Condivisione, Consapevolezza, Recupero, Rispetto, Etica". Orrore

4 Gennaio 2020 alle 06:06

Greta in cucina

Greta Thunberg (foto LaPresse)

Mi facessero un monumento, i lettori dei miei pezzi enogastronomici. Per quanto sono indispensabile e insostituibile. L’autostima non mi manca ma da ieri, da quando ho letto gli auspici dei critici riguardo la ristorazione del 2020, è schizzata alle stelle. Il campione raccolto da Andrea Cuomo per il Giornale è altamente rappresentativo: settanta interpellati (me compreso) di tutte le generazioni, attivi su testate grandi e piccole, guide, blog, social… Difficile che una sola pagina contenga tanto conformismo e moralismo. Alle domande 5 e 6 le risposte più significative. La 5 riguarda il bere: “Quale sarà il vino del 2020?”. Molti hanno citato vini a base chardonnay, cabernet, merlot, vini sepolti in barrique o semisepolti in tonneau, vini metodo classico (vulgo: spumanti). Perché siamo già negli anni Venti ma, enologicamente parlando, gli anni Novanta sono duri a morire. La 6 è concettuale, dunque intellettualmente impietosa: “Quale sarà la parola dell’anno”? E qui ho assistito a uno spettacolo indecoroso, alla sottomissione della cucina alla politica, allo scappellamento dei gourmet di fronte a idoli e slogan. Moltissimi hanno risposto Responsabilità, Sostenibilità, Contaminazione, Condivisione, Consapevolezza, Recupero, Rispetto, Etica… E non soltanto donne, come la mia misoginia mi spingeva a prevedere, visto che l’inchino più profondo è di Antonio Paolini del Gambero Rosso: “Sostenibilità (Greta in cucina)”. Ah, se non ci fossi io…

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    19 Gennaio 2020 - 19:59

    Guardi la parte finale di "Greta la donna bestia": Le piacerà

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    • fabriziocelliforli

      20 Gennaio 2020 - 19:08

      E' un film se non erro del 1976, ascrivibile agli zeta movies (serie zeta partendo dalla a, quella dei cinema d'essai politically correct); e non è nemmeno agevole anzi per niente MA è su youtube previo accesso per dimostrare di avere 18 anni (il minimo). Non è un bel film ma ha un titolo che per me, enigmista ludofilo, è meglio di un invito a nozze. Fra l'altro: DETESTO CON TUTTO ME STESSO I PRANZI DI NOZZE.

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  • Chichibio

    05 Gennaio 2020 - 13:08

    La sola parola "bio" mi fa venire l'orticaria. Combinata a "location" chiede giustizia sommaria.

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