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l'intervista

Petruccioli: “L'antisemitismo è di nuovo qui tra noi. I pacifisti? Opportunisti che ignorano la storia”

Luca Roberto

Lo storico dirigente del Pci e già presidente della Rai: "Non si difendono le democrazie stando con i terroristi. Chi vuole la pace non capisce che contro i nazisti non ci si può arrendere"

“Da molto tempo, anche da prima che ci fosse il progrom di Hamas nel sud di Israele, vedo con grande preoccupazione e con una certa paura il riemergere, nelle nostre società, in occidente, di quel veleno micidiale che è l’antisemitismo”. Claudio Petruccioli è uno storico dirigente del Pci, ex parlamentare di lungo corso della sinistra, già direttore dell’Unità, dal 2005 al 2009 ha ricoperto anche l’incarico di presidente della Rai. Al Foglio lo confessa con sconforto, dopo un fine settimana che ha visto manifestazioni anti israeliane in ogni dove, dopo la caccia all’ebreo scoppiata all’aeroporto nella regione del Daghestan, in Russia. “Se ci pensiamo, anche l’aggressione russa in Ucraina conteneva, a causa del fatto che Zelensky è ebreo, il ricorso a una forma di antisemitismo. E allora il riemergere di questo veleno, che ignora, nasconde, dimentica, nonostante tutte le giornate della memoria, l’esperienza più tragica dell’Europa moderna e cioè la Shoah, credo sia un fatto di una gravità estrema”.

Si scende in piazza con la bandiera della Palestina e troppo spesso si finisce a inneggiare al terrorismo di Hamas. “E la cosa che più mi ha colpito è che sia successo in università prestigiose come Harvard”, dice Petruccioli. In realtà, è una sorpresa fino a un certo punto. Perché da noi, soprattutto a sinistra, l’antisemitismo è sempre stato lì lì per affiorare in superficie. “Quel che è agghiacciante è che ciò che sta accadendo in occidente, dopo quello che è successo il 7 ottobre, un vero e proprio progrom, è esattamente il contrario di quello che dovrebbe esserci. Perché si ricerca un nemico assoluto, cadendo nell’estremismo. E dopo la caduta dei blocchi, per una certa sinistra, il nemico assoluto, il diavolo, sono gli Stati Uniti. Per cui nei confronti di Israele si somma sia un veleno antisemita che un odio antiamericano. Ecco, proprio questo atteggiamento del mors tua vita mea ha permesso all’antisemitismo di farsi strada”.

E anche qui sta tutta la contraddizione di un occidente che si dimentica di solidarizzare con gli aggrediti. “Perché ogni atto estremistico che tolleriamo è un modo per arrendersi a questa spinta, che sta crescendo. Dobbiamo capire che l’obiettivo di Hamas non è conquistare Israele, ma distruggerlo dalla faccia della terra”, ragiona ancora Petruccioli. “Della democrazia si vedono tutti i limiti che conosciamo, ma accidenti. La democrazia non la si difende stando con i terroristi”. Il grande equivoco di chi si dice pacifista, in aggiunta, è non considerare le ragioni contingenti che portano un paese a difendersi. Come ha scritto Giuliano Ferrara sul Foglio, “i pacifisti che scendono in piazza sono i veri guerrafondai”, perché posticipano all’infinito l’ottenimento della pace. E’ d’accordo? “Direi che a rispondere a questa gente ci pensa la storia. Perché quando Hitler ha scatenato la seconda guerra mondiale cosa avremmo dovuto fare, arrenderci? Oggi tutta l’Europa sarebbe sotto il nazismo”, dice Petruccioli. “Il pacifismo assoluto è un vicolo cieco. O è una forma di illusione. O semplice opportunismo. Perché così com’era chiaro l’intento di Hitler, che convinse Churchill del fatto che non ci fosse alternativa a entrare in guerra. Così è chiaro l’intento di Hamas, guidato dal radicalismo religioso, che vuole cancellare il popolo ebraico”.

 

Per altro, secondo lo storico esponente del Pci, “anche il porgere l’altra guancia, un principio cattolico molto citato dai pacifisti, è usato in maniera scorretta. Il porgere l’altra guancia non è pacifismo, è l’atto di fiducia che l’umanità venga riconosciuta anche da chi ti sta facendo violenza. Ma se uno ti riempe di botte, non puoi continuare a mettere la testa sotto la sabbia: ci sarà un momento in cui devi reagire. Nemmeno Gandhi era davvero pacifista”. Lo capiremo mai, lo capirà la sinistra, che la difesa di Israele è anche una lotta contro il ritorno degli spettri del nazismo? “Credo che molto dipenderà anche dal dialogo interreligioso, perché fa bene il Papa a dire che è immorale uccidere dei civili. Ma poi bisogna convincersi che quando il patriarca Kirill difende la guerra di Putin è alla pari degli ayatollah iraniani. Per fortuna, comunque, a sinistra non sono tutti antisemiti. Per lo meno, non lo sono la stragrande maggioranza degli elettori del Pd”.

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