Sindacato all'attacco

Landini si scaglia contro il governo: "Vorrebbero vigilare su di noi, è un fatto gravissimo"

Gianluca De Rosa

Durante una lunga conferenza stampa per lanciare la manifestazione del prossimo 7 ottobre il segretario della Cgil attacca l'esecutivo sul caso dell'ex portavoce Gibelli

Altro che Giuseppe Conte, altro che Elly Schlein. Il vero capo dell’opposizione al governo Meloni è lui, il segretario della Cgil Maurizio Landini. Durante una conferenza stampa fiume nella sede del sindacato di corso Italia a Roma, per presentare la manifestazione del prossimo 7 ottobre, Landini lancia un attacco frontale al governo che “ha paura di chi non la pensa allo stesso modo, delle mobilitazioni che stanno crescendo nel paese” e “se la prende persone che scappano dalla guerra e dalla carestia, invece di pensare ai giovani italiani che vanno via dal nostro paese" (dovrebbe chiudere gli aeroporti, piuttosto che i porti, è la battuta). Ma soprattutto, Landini accusa l’esecutivo di continuare a prendere in giro i sindacati. “Continuano - dice - gli incontri finti, anche in quello di oggi sull'inflazione non c'è nessuna novità”.

 

Poi, il segretario esaspera il presunto attacco del governo contro la Cgil. “Di fronte a un paese che è in una situazione drammatica il principale partito di maggioranza, usando ricostruzioni giornalistiche sommarie, presenta una interrogazione e il governo risponde dicendo che vigilerà sulla Cgil. Questo è un fatto gravissimo, mai successo". Il riferimento è al licenziamento dell’ex portavoce del segretario Massimo Gibelli, il quale con un’intervista aveva denunciato di essere stato licenziato attraverso l’utilizzo delle prescrizioni normative del Jobs act, tanto avversato proprio dalla Cgil.

La notizia aveva portato all'interrogazione parlamentare del capogruppo a Montecitorio di FdI Tommaso Foti e alla risposta della ministra del Lavoro Elvira Calderone che durante il question time di ieri ha spiegato: “Il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali vigilerà sulla vicenda segnalata e, come per tutti i datori di lavoro, verranno svolti gli opportuni controlli di legge". Una risposta tutto sommato neutra che ha però fatto infuriare Landini che durante la conferenza stampa è entrato anche nel merito. “Abbiamo deciso di sopprimere il ruolo del portavoce e il contratto con la persona che lo ricopriva. Lo abbiamo fatto rispettando le norme e il contratto giornalistico, il Jobs act non c'entra niente". Qualcuno però, subito dopo, prova a chiedere al segretario se a Gibelli non potesse essere affidato un altro ruolo. Ecco che Landini s’inalbera un’altra volta: "Non c'è un'altra funzione come la sua. Aveva quelle condizioni, non posso metterlo a fare fotocopie".

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