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Viale Mazzini

Rai zozzona, tra processi e castighi. Conte punta all'ultimo pezzo di Rai 3

Carmelo Caruso

Stop ufficiale a Facci, due telecronisti sospesi per frasi sessiste. La tv pubblica come un tribunale. È corsa e scontro tra Pd e M5s per sostituire Bianca Berlinguer. I grillini spingono per Gomez, Costamagna e Senio Bonini

Piercamillo Davigo sta per sbarcare in Rai. Viale Mazzini come  Milano 1993. Processi, provvedimenti, condanne. Filippo Facci è stato raidannato. Dopo le sue frasi su Libero, sul caso La Russa, ieri, la sentenza Rai: niente programma. Il fascicolone è però un altro. Due telecronisti di Rai Sport, due zozzoni, si sono macchiati, in diretta, di sessismo,  body shaming.  La loro difesa: “Pensavamo di non essere in onda”. Rischiano trent’anni di raiclusione. Fragranza! La Rai è adesso materia giudiziaria. L’avvocato del Popolo, Conte, intende pignorare al Pd, il martedì sera. Il Pd: “Resistere, resistere, resistere!”.


 Rai prima notizia di tutti i siti. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio,  di questo passo,  oltre al concorso esterno in associazione mafiosa, chiederà di abolire pure  il concorso  interno Rai. La giornata era cominciata tranquilla, si fa per dire. L’esito del processo Facci era previsto. Condanna. Lui, Facci, ha postato una foto, dal mare. Contumacia! Forse gli daranno i servizi sociali, un programma di musica. Forse.

 

La Corte di Cassazione Rai, guidata dall’ad Rai, Roberto Sergio, il  generale Patton, riunita in Camera di Consiglio, ha dovuto cedere al verdetto dei giudici popolari. Facci, via! Il generale ha preso dalla sua libreria i classici di Calamandrei e tiene sul suo tavolo una brocca. E’ limonata di Sorrento. In Rai gli danno dispiaceri ogni giorno e gli bloccano la digestione. Patton voleva amministrare la tv pubblica, e invece gli tocca fare pure il presidente di Cassazione Rai. Lo strattonano. Il Pd lo vuole giustizialista, la destra è  per la separazione delle carriere di Facci: una cosa è come scrive, un’altra è la televisione. Patton fa il giudice alla vecchia maniera: “Chi oggi gode per Facci,  domani faccia attenzione. Non farò sconti a nessuno”. Ahi, ahi.

 

Pd, attento. Dal comando generale, il dispaccio: “Su Facci sarà pure una vittoria del Pd, ma è una vittoria di Pirro. Il Pd ha creato un clima infame”. Al generale non sono mai piaciuti i mozzaorecchi, ma, i peggiori, per lui, sono gli zozzoni. Quando ha saputo (tramite pec spedita da uno spettatore Rai) che gli zozzoni telecronisti di Rai Sport, Lorenzo Leonarduzzi e Massimiliano Mazzucchi, durante la diretta mondiale di trampolino sincronizzato, hanno pronunciato frasi come “le olandesi sono grosse come la nostra Vittorioso (il riferimento era alla campionessa italiana Giulia Vittorioso)”; “fuma bene, fuma sano, fuma pakistano”, e, ancora, “gli uomini devono studiare sette note, le donne solo tre Si, la, do”, il generale ha battuto il pugno sul tavolo: “In Rai nessuno parla così. Nessuno!”.

 

Gli audio ci sono anche se non sono presenti sul sito. Il direttore di Rai Sport, Jacopo Volpi, ieri mattina, lo hanno visto dare calci ai cestini. Il generale Patton ha firmato immediatamente il provvedimento disciplinare. I due sudicioni, erano in Giappone,  rientrano in Italia dove li aspetta, lui, il generale Patton, all’aeroporto, con lo stivalone di ferro e due calcioni che se li ricorderanno. Lo hanno fatto vergognare, come si vergognava il nonno Tano quando sentiva lo zio Gino,  strafatto di gin e vino guasto, fare lo sporcaccione con la barista Ninetta. Vergogna! Uno dei due, Leonarduzzi, aveva pure precedenti. Nel 2018 mandò gli auguri a Hitler e nel 2020 altra battuta sessista. Irrecuperabile. Usigrai, dove sei? Mentre in Rai andava in onda il remake dei film di Alvaro Vitali, in un’altra aula di tribunale si istruiva la pratica Pd contro M5s. Non c’è verso. Giuseppe Conte non vuole perderne una. Insieme al consigliere in cda Rai, Alessandro di  Majo, ha aperto uno studio legale e si fa  pure  lo  spot: in Rai le vinciamo tutte. Ricordiamo i successi del duo. Il direttore Giuseppe Carboni a Rai Parlamento, Claudia Mazzola a Rai Com, Adriano De Maio, alla direzione di genere Cinema e Serie tv, Donatella Bianchi (candidata 5s nel Lazio) è tornata a Linea Blu. Bruno Luverà sarà nuovamente vicedirettore del Tg1. Roberto Gueli sta per andare a fare il vice di Rai sport. Ma a Conte non basta. Vuole il martedì sera di Rai 3. Elly Schlein dice: “Mo’ basta”. I direttori Orfeo (Tg3) e Calandrelli (Rai Cultura) erano Pd vecchia gestione, Francesca Bria, membro cda Rai, l’ha scelta Enrico Letta, insieme al capomastro Andrea Orlando.

 

Elly  vuole vedersi un bel programma di sinistra Schlein,  magari con Monica Giandotti, ma  Conte, non molla. La Talpa Rai è con Conte: “Diamogli  il martedì sera, così, al Pd, je damo ‘na regolata”. Conte fa i nomi di Luisella Costamagna, Peter Gomez e Senio Bonini. Come sapete, nei tribunali, e la Rai oggi lo somiglia, si vedono facce di ogni tipo. Gianluigi Paragone è stato visto da un cancelliere di  Mazzini chiedere: “C’è qualche programma-processo per me?”. Massimo Giletti dicono invece che possa rientrare con una trasmissione di intrattenimento (ma in passato aveva rifiutato 600 mila euro dalla Rai perché: “Io resto un giornalista!”). Gli ingredienti ci sono tutti.  Sky ci riflette. Trent’anni dopo sarebbe  la nuova serie cult. “2023”, da un’idea di Stefano Accorsi (se Accorsi non sgancia metà dei diritti a Facci, il sequel se lo scorda).

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  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio