(foto Ansa)

La dark lady

Eleonora, ritratto di una Berlusconi tendenza Veronica

Ginevra Leganza

In un mondo di bionde lei è la mora: diversa di chioma e di parlata, è tutto il contrario di Barbara e somiglia alla madre. Chi è la sfuggente ed estranea quarta figlia del Cav.

Eleonora Berlusconi che nasce ad Arlesheim nel 1986 nella clinica antroposofica Ita Wegman, come tutti i figli di Veronica Lario, non beve, non fuma e non ha vizi. Apatica fra gli empatici, Eleonora è quella che piange poco in piazza Duomo. Si distingue. E forse gioca facile… In un mondo di bionde lei è la mora. “Eleonora l’estranea”, è raccontata da chi la conosce, “è un’apatica. E comunque lontana da tutto quel mondo”. Malizia s’impone e allora è vero che somiglia alla madre, Veronica Lario. “Le è molto affezionata, sì. In effetti non è come il padre: non ha vizi”. Quello dei vizi è gene dominante in famiglia. “Forse fra le donne. Ma lei non fuma, non beve e non dice le parolacce. Diversissima da Marina e Barbara”. Diversa di chioma e di parlata. “Totalmente. Barbara è una specie di Silvio al femminile: un desiderio di vita, di gioia… E pure di uomini mentre Eleonora no”. E infatti sembra viva in un mondo suo. In una sua nuvola di dubbi e di bellezza, nascosta dalla già storica veletta del 14 giugno (“in stile feretrò”, come canzonavano i social). Una veletta perfetta per la Leika di Ferdinando Scianna ma anche per gli impressionisti del tardo Ottocento.

 

Estranea, appunto, dai codici Mediaset. Eleonora era la dark lady sotto la Madonnina. O una donna di Giuseppe De Nittis… E forse è per questo che bisogna ritrarla in un dipinto. Quando passeggiava sul prato di Villa Belvedere (Macherio) Eleonora era una bionda in un mondo di more e vi camminava avanti e indietro, sfuggente. Appariva già schiva. Con camicetta e jeans oversize. “Una sognatrice”, forse un po’ menefreghista. Tutto il contrario di Barbara: intensa, reattiva, in minigonna Pucci. Le sorelle avevano diciotto e vent’anni – una bionda e una mora – sembravano due veline. Lo yin e lo yang ma sempre amiche della “Milano bene e young”. Vicine entrambe – come molti altri vip – a Nicolò Cardi, il ragazzo cresciuto dal padre Renato nella Galleria Cardi, di cui Barbara è ancora socia, in corso di Porta Nuova.

 

Quarta di cinque fratelli e seconda femmina del matrimonio numero due. Già defilata, né prima né ultima, all’ombra di giovani figlie in fiore e di due maschi. Sin da subito un po’ nascosta, Eleonora è fiocco rosa ma con veletta. Iniziazione steineriana e liceo Villoresi di Monza. E ancora St. John University di New York: studia business management. Ma dal management Eleonora è davvero estranea: nel 2010 si manifesta a Mediaset e nel 2013 affianca Barbara nella Fondazione Milan Onlus. D’allora non si sa quasi niente. Dicono sia l’esatto opposto della tivù: “tendenza Veronica”, appunto. Anti Gabibbi e valletti, la ragazza è tutta sua madre. Non mediatica ma già mitologica: che vi sia ciascun lo dice… Dove sia nessun lo sa. È spesso in viaggio, ma le mete cambiano sempre. Invia agli amici messaggi in cui scrive “Sono a Mumbai”. Gli amici chiedono al fratello, “Luigi, tua sorella è partita?”. E quello, immancabilmente, e spiritosamente, risponde: “Sì, quella… è partita di testa… Ma che Mumbai! E’ con un ragazzo indiano, ti scrive dalla sua sim indiana e immagina d’essere a Mumbai”.

 

Dettagli fantastici, questi della sim. Il mistero la fa bella e di sicuro è bellissima la favola di Eleonora estranea e fuggitiva. Che fugge di testa e da sé stessa. E parte, non si sa per dove. estranea dalla compulsione instagrammiana. Dove abita, invece, si sa ma non si dice. Vicino alla madre, pare, in luogo ameno ma per riservatezza impronunciabile. E comunque non distante da Vimercate, dov’è rinchiusa Lady Veronica nel grattacielo Magnolia del quartiere Torri Bianche. E giusto in punto di magnolie, c’è da dire che la vita di Eleonora profuma di fiori e campagna. Ama gli animali e fa equitazione come Nicole, la figlia di Paolo e cioè la cugina, con cui condivide “la fissa per i cavalli” (Nicole è in fissa sul serio: attivista, si batte contro i maltrattamenti, eppure non ha inventato niente perché già Veronica deplora ristoratori che servano carne equina). È una vita muta, la sua, da musa e figlia di mammà. Con le pupette – sue e dell’ex fidanzato, il modello inglese Guy Binns – che sono prova di devozione filiale (sempre “tendenza Veronica”). Eleonora è madre di Riccardo, Flora e Artemisia. Ed ecco la dimensione bucolico-steineriana – di ville caprette e fiori – erompere nell’onomastica fitofila. Da nobildonne rinascimentali.

 

Sempre in tema yin-yang, se i pupi di Barbara sono il patriarcato di papi santi profeti principi imperatori (Alessandro, Edoardo, Leone, Francesco Amos, Ettore Quinto: tutti maschi), Eleonora chiama la figlia come sua nonna materna: Flora Bartolini. La stessa che dà il cognome a Veronica (al secolo Miriam Bartolini). Ed è sempre in “tendenza Veronica” – e in successione matrilineare – che Eleonora è estranea al biondo Mediaset. Quello in pendant col bianco-De Filippi. Eleonora è talmente nera che persino sui social è difficile da trovare. Ma ecco che dopo tanto scartabellare, ella compare. È senz’altro lei: Bartolini86. E ancora una volta spunta il cognome: all’ombra della Grande Madre. Eleonora “tendenza Veronica”: uno su cinque ce la fa.