(foto Ansa)

L'intervista

Abuso d'ufficio? Battaglia di sinistra, dice il sindaco di Parma Michele Guerra

Marianna Rizzini

“La paralisi delle amministrazioni blocca interventi urgenti su sanità, scuola e politiche del lavoro, andando a colpire le fasce più deboli”, ci dice il primo cittadino di centrosinistra

“I sindaci lo chiedevano da molti anni, come peraltro è stato ribadito nel corso dell’ultima assemblea Anci”, dice Michele Guerra, sindaco “civico” di Parma, eletto nel giugno del 2022 alla testa di una coalizione larga di centrosinistra (dalla sinistra al Pd a Italia Viva), alludendo all’intervento del ministro della Giustizia Carlo Nordio sul reato di abuso d’ufficio, con cancellazione prevista nel disegno di legge approvato qualche giorno fa dal Consiglio dei ministri. “Nel 93 per cento dei casi le inchieste per abuso d’ufficio non arrivano nemmeno al giudizio”, ha detto il sindaco dem di Bari e presidente Anci Antonio Decaro. Ma ieri, durante l’intervento di apertura della direzione Pd, la segretaria Elly Schlein ha ribadito una linea tiepidissima in proposito. “Parlano prima di tutto i numeri, non per niente ricordati dall’Anci”, dice Guerra, già assessore nella Parma de-grillizzata di Federico Pizzarotti e già sostenitore di Stefano Bonaccini alle primarie del Pd.

 

“E i numeri dimostrano”, dice Guerra, “che, nella grandissima maggioranza dei casi, rispetto all’accusa di abuso d’ufficio, il tutto si conclude con un nulla di fatto. I sindaci sono in prima linea e devono certo circondarsi di persone capaci che possano aiutarli a identificare preventivamente rischi e limiti della propria azione, ma questo è un paese dove la classe dirigente è impaurita e bloccata”. “Bisogna invece”, dice il sindaco di Parma, “ricostruirla, una classe dirigente anche giovane: è fondamentale. E bisogna avere, a mio avviso, il coraggio di dire che, dal punto di vista giuridico ma anche politico, l’abolizione del reato di abuso di ufficio viene incontro a un’esigenza molto sentita sul territorio. Sono d’accordo con l’ex ministro per la Funzione pubblica Franco Bassanini: la riforma dell’abuso d’ufficio è una battaglia di sinistra. La paralisi delle amministrazioni blocca interventi urgenti su sanità, scuola e politiche del lavoro, andando a colpire le fasce più deboli. E’ la velocità amministrativa che, al contrario, le garantisce”.

 

La contrarietà di una parte della dirigenza Pd rispetto alla riforma e ora cancellazione dell’abuso d’ufficio, dice Guerra, “ha rischiato e rischia di far sentire inascoltati molti amministratori che si impegnano tutti i giorni sul campo e che avevano più volte segnalato il problema, chiedendo almeno di ragionare su una rimodulazione. Ora si parla di cancellazione: meglio così, dico io. E non si è meno di opposizione a questo governo dicendolo, fermo restando il mio rispetto per il dibattito interno al Pd. Ma, in un momento in cui c’è bisogno di rinsaldare il rapporto tra segreteria Pd e base territoriale, non so se sia utile porre distinguo, come in questo caso, su un argomento che sta così a cuore alla base territoriale. Al di là della dialettica politica interna, è importante far capire che si sta nel mondo reale”.

 

Parma è, come si è detto, la città de-grillizzata per antonomasia, e Guerra è il sindaco civico del dopo: alle ultime amministrative il M5s parmense, viste le percentuali, non si è presentato. Com’è stata vista, da Parma, la presenza della segretaria pd Schlein nella piazza anti-precariato dell’ex premier Giuseppe Conte, sabato scorso, nel giorno delle polemiche per le frasi di Beppe Grillo sulla resistenza precaria con passamontagna? “Io non ci sarei andato, in piazza”, dice Guerra, “però credo che non si possa non parlare con il M5s, se si vuole costruire un centrosinistra di governo. Non c’è bisogno di rincorrerlo, ecco”. Il messaggio, per Schlein, intanto, è di “non dare per scontati i sindaci e neanche l’operato prezioso del corpo dirigente della Pa”, dice Guerra, “corpo dirigente fatto di persone che non hanno voce pubblica, ma che dovranno attivarsi in concreto in vista della messa a terra dei progetti via Pnrr”.

  • Marianna Rizzini
  • Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.