Elly Schlein e Giuseppe Conte (Ansa)

Chi si rivede

Elly a 5 stelle, 5 stelle per Elly. Ecco gli ex grillini sulla soglia del Pd

Valerio Valentini

Sergio Battelli, Davide Crippa, Paola Deiana. E poi, forse, Vincenzo Spadafora. La truppa veterogrillina ora bussa alle porte del Nazareno

Ammiccamenti, per lo più. Scambio di messaggi, complimenti. Ma anche qualche richiesta avanzata, in certi casi già validata. Eccola, la truppa veterogrillina che ora bussa alle porte del Nazareno: tutti più o meno entusiasti, più o meno ben disposti, verso Elly Schlein. Vincenzo Spadafora è forse il più cauto. Celebra la svolta dem sui diritti, elogia il nuovo corso: ha anche scritto alla nuova segretaria per felicitarsi della sua vittoria. “Ma più che un ingresso nel Pd, quel che mi piacerebbe fare – racconta l’ex ministro dimaiano, tornato alla sua antica passione per l’associazionismo lavorando per Terre des Hommes – è aggregare varie esperienze di attivismo giovanile e del terzo settore, ovviamente nel campo della sinistra”. Se questo significherà portare in dote una rete di Onlus a Schlein, presto per dirlo. Non è prematuro, invece, immaginare Sergio Battelli con la tessera del Pd. L’ex parlamentare ligure, già presidente della commissione Affari europei, non nasconde le sue intenzioni: “In questo nuovo Pd potrei riconoscermi, certo. Ma entrerei, come si dice, in punta di piedi, nel massimo rispetto della storia di un grande partito”. Ai gazebo s’è già recato: “Alle primarie ho votato, sì. Per Schlein, certo”.

 

Ancor più spostate a sinistra, invece, sono le trame che potrebbero condurre nel Pd un’altra ex grillina, Maria Laura Paxia. Tendenza Dibba, in questo caso, con spiccato afflato soi-disant pacifista, la ex deputata siciliana è da tempo in contatto col mondo di ArticoloUno e dintorni, e per quelle vie potrebbe arrivare fino al Pd. Dov’è già approdata, invece, la sarda Paola Deiana, molto impegnata sui temi ambientali, che pure aveva battezzato, in un primo momento, la vittoria di Stefano Bonaccini. Poi c’è Davide Crippa. Lui, l’ex capogruppo del M5s alla Camera, a lungo in attrito con Giuseppe Conte e la sua stretta cerchia di fedelissimi, col Pd aveva già trattato in vista del 25 settembre, quando si lavorò per costruire la sua candidatura da indipendente nelle liste dem. E’ andata com’è andata. Ma quella vicinanza ora è rimasta. E pare destinata a maturare, in tempi rapidi.

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  • Valerio Valentini
  • Nato a L'Aquila, nel 1991. Cresciuto a Collemare, lassù sull'Appennino. Maturità classica, laurea in Lettere moderne all'Università di Trento. Al Foglio dal 2017. Ho scritto un libro, "Gli 80 di Camporammaglia", edito da Laterza, con cui ho vinto il premio Campiello Opera Prima nel 2018. Mi piacciono i bei libri e il bel cinema. E il ciclismo, tutto, anche quello brutto.