La disciplina che salverà l'Italia

Claudio Cerasa

Le sagge parole di Mattarella sull’unità, le ragioni del rimbalzo delle borse, l’esempio del ponte Morandi, il carattere degli italiani, la gestione del debito futuro. Cinque notizie di ieri ci aiutano a capire cosa servirà all’Italia una volta superata la guerra con il virus

Non sappiamo quando finirà, non sappiamo come finirà, non sappiamo come si fermerà ma sappiamo che il giorno in cui le nostre quarantene termineranno e il giorno in cui i contagi si arresteranno il nostro paese per provare a ripartire come una molla dovrà custodire a lungo cinque notizie registrate ieri sui taccuini della cronaca italiana. La prima notizia è quella che si può leggere tra le righe delle parole consegnate ieri alla stampa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in occasione dell’anniversario della strage alle Fosse ardeatine ha utilizzato un’espressione non retorica ma molto politica sul post emergenza: unità. “I valori del rispetto della vita e della solidarietà che ci sorreggono in questo periodo, segnato da una grave emergenza sanitaria, rafforzano il dovere di rendere omaggio a quei morti innocenti. La stessa unità ci è richiesta, oggi, in un momento difficile per l’intera comunità”. L’unità che l’Italia conobbe dopo la Seconda guerra mondiale fu l’unità garantita dall’Assemblea costituente e viste le drammatiche previsioni relative alla crescita economica dell’Italia (ieri Goldman Sachs ha stimato un meno 11,6 per cento nel 2020) è difficile pensare che il nostro paese possa affrontare il dopo coronavirus con formule diverse da quelle registrate nel Dopoguerra: unità nazionale e tutti dentro in unico governo.

  

La seconda notizia arriva da Genova, dove giusto ieri, a tempo di record, è stata realizzata la terza e ultima maxi campata del nuovo ponte, ed è difficile immaginare che l’Italia del dopo Covid-19 possa seguire una direzione diversa rispetto a quella che ha permesso di realizzare il nuovo Ponte Morandi: muoversi sulle infrastrutture con assoluta e totale libertà potendo derogare, a partire dal codice degli appalti, tutte le norme dell’ordinamento italiano, a esclusione di quelle penali, e ponendo come unico paletto i princìpi inderogabili dell’Unione europea e quelli costituzionali.

 

La terza notizia è una notizia non molto valorizzata dai giornali, ed è quella che indica la percentuale molto bassa di persone denunciate tra quelle fermate ogni giorno dalle autorità in questi giorni (appena il 4,41 per cento), ma è una notizia che ci permette di mettere a fuoco un tratto importante del carattere dell’Italia di oggi che sarà fondamentale anche nell’Italia di domani: la disciplina. L’Italia, al contrario della rappresentazione che buona parte degli italiani offre sempre del suo paese, sta dimostrando di essere di fronte alla quarantena un paese, oltre che generoso (sono stati 7.900 i volontari medici che si sono proposti alla Protezione civile a fronte di una offerta di 300 posti), anche molto disciplinato e la disciplina sarà cruciale nell’Italia del futuro se è vero che i paesi che si ritrovano a fare i conti con i propri Dopoguerra devono necessariamente attingere al proprio debito pubblico (nel Regno Unito, paese virtuoso, durante la Seconda guerra mondiale il rapporto debito/pil salì dal 120 per cento al 220 per cento).

 

E qui arriviamo alla quarta notizia, confermata ieri in audizione dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ovverosia che il governo, nei prossimi mesi, attingerà ancora al debito pubblico, per l’appunto, e userà al massimo le leve del Patto di stabilità, in attesa degli Eurobond, per tentare di dare uno sprint al paese quando l’emergenza che resterà sul terreno dell’Italia sarà solo, si fa per dire “solo”, quella economica. La disciplina è una parola cruciale per un paese già molto indebitato che secondo alcune stime arriverà nel giro di pochi mesi a un rapporto debito/pil vicino al 150-160 per cento piuttosto che all’attuale 135 e per questo quando l’Italia sarà uscita dal dramma del coronavirus dovrà occuparsi subito, con disciplina e rigore, di far tornare il debito pubblico a livelli lontani dallo status di spazzatura.

 

La quinta notizia importante della giornata di ieri riguarda il notevole rimbalzo dei mercati, rinfrancate dall’approvazione negli Stati Uniti al pacchetto di stimoli bipartisan all’economia (e sottolineiamo bipartisan), che ha portato la Borsa di Milano a guadagnare ieri sei punti percentuali rispetto al giorno primo e che ha ricordato a molti operatori un dato importante: il blocco all’economia registrato a Wuhan è durato cinquanta giorni, il che significa che gli Stati Uniti e l’Europa, se riusciranno ad avere in questo un ritmo cinese, dovrebbero iniziare a ragionare già oggi per immaginare uno scenario non del tutto irrealistico: il ritorno a maggio di una semi-normalità economica. Le cinque notizie di oggi ci possono aiutare a capire come non farsi trovare impreparati.

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.