Le grandi nomine oltre l'emergenza

Redazione

Poste, Enel, Eni. La continuità dipende dai risultati, non dal virus

Nell’Italia che si è fermata per il coronavirus è stato congelato per qualche settimana anche il giro di nomine nelle società partecipate dallo stato. Da Eni a Enel, da Leonardo a Terna, gli attuali vertici resteranno al loro posto fino alla fine dell’emergenza. In realtà, però, prima ancora che il governo inserisse lo slittamento in coda al decreto per le misure di contenimento dell’epidemia, l’aria che tirava intorno allo spoil system del governo era di un sostanziale mantenimento dello status quo. In ballo ci sono una cinquantina di incarichi tra amministratori delegati, presidenti, direttori generali e finanziari, ma a Palazzo Chigi è finora prevalsa l’idea di evitare il tradizionale criterio di spartizione per premiare i risultati raggiunti da chi è responsabile della gestione. Al massimo ci sarà qualche giro poltrone – magari alle presidenze - spinto più dal desiderio dei grillini di far sentire il proprio peso su nomine che portano il marchio dei governi Renzi e Gentiloni che dalla volontà dell’esecutivo di segnare una linea di discontinuità nella gestione di aziende strategiche. Così, è molto probabile che Matteo Del Fante sarà confermato al vertice di Poste italiane, che prima dell’arrivo del ciclone coronavirus aveva visto raddoppiare l’utile negli ultimi tre anni. Nessun ribaltone è previsto per le utilities Enel (Francesco Starace) e Terna (Luigi Ferraris), che oltre a risultati di bilancio in costante crescita, stanno reagendo meglio di altri al tracollo di Piazza Affari grazie ai crescenti investimenti nel settore green che piacciono anche agli investitori istituzionali. E anche Claudio Descalzi dovrebbe essere confermato nella carica di ad di Eni dopo che l’ultimo piano strategico ha reso chiara la necessità a molti investitori di una continuità gestionale per raggiungere l’obiettivo di una drastica riduzione di emissioni e la riconversione produttiva dal petrolio al gas. Unica eccezione, Mps, che, dopo la rinuncia di Marco Morelli, vede in pole position Marco Selvetti l’ex ad del Credito Valtellinese (Creval). Mps a parte, la continuità probabile nelle grandi aziende pubbliche se ci sarà non verrà dettata da logiche emergenziali. Ma dalla valutazione del buon operato del management.

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