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Difendere l’alleanza contro natura dallo snobismo osceno e illibato

C'è chi guarda il panorama mentre le rive del fiume prendono fuoco

30 Agosto 2019 alle 06:00

Difendere l’alleanza contro natura dallo snobismo osceno e illibato

Tutto ma non lo snobismo. Bisognava prenderla a cuore, in modo pulsante e leggermente infartuale, questa svolta politica e parlamentare che ha aspetti demenziali come la crisi da cui è nata. Per una ragione semplice: le crisi, perfino questa, servono a misurare e commisurare linguaggio e intelligenza, servono a eliminare il superfluo flottante della vita ordinaria, con i suoi dettagli inessenziali, ti mettono a contatto con il patrimonio del realismo, di tanto superiore alla chiacchiera delle idee o caciocavalli appesi. Sgombrano il campo dal cancro sentimentale della coscienza assoluta, specie la coscienza individuale, specie la crisi di coscienza, che è un abbrutimento mascherato da incantamento e da bene assoluto, una specialità del giornalismo più stronzo del mondo.

 

Brindiamo alla coscienza rettamente formata, come voleva il cardinale Newman, ma ricordiamoci che senza alcune centinaia di Papi, senza disciplina liturgica, senza ordini consacrati, senza pensiero cristiano aristotelico, materialista, senza catechismo il cristianesimo oggi sarebbe una piccola setta di creduloni in perfetta coscienza. Brindiamo ai veri grandi obiettivi della guerra di Liberazione, ma ricordiamoci che senza il governo Badoglio e la svolta di Salerno in favore della monarchia fellona, altro che i grillozzi, l’Italia travolta dal mussolinismo di cartapesta sarebbe uscita dalla tragedia con un costo umano, politico e storico infinitamente maggiore. Brindiamo alla coerenza dei valori, evitiamo di giudicare in modo avalutativo, impegniamoci alla misura delle cose senza infingimenti e facilismi, ma tra le cose da giudicare mettiamoci quel che è della politica, lo scopo principale da ottenere, senza alcun tasso di interesse personale male compreso, e con il calcolo degli interessi effettuali in questione, senza pietà, un calcolo sovrano per gente intimamente onesta che non invoca l’onestà, semmai la pratica come vuole l’arte del possibile.

 

Se devi difendere le istituzioni liberali da un bruto, che ora è tornato a essere l’onorevole senatore Matteo Salvini, difendile. Se devi difenderle con una manovra parlamentare del tutto legittima, spericolata e bugiarda come tutte le manovre, esposta perfino al ludibrio, bè, difendile. Compromettiti, agisci, sii severo, intimidente, abbi per te il tuo punto di vista, per quanto inelegante, poco cool, e battiti perché produca risultati utili, non avrai mai ragione in senso assoluto, tutto è reversibile, i rischi ovviamente ci sono, ma il rischio principale è perderti per la pigrizia, l’indifferenza, il cinismo travestito da integralismo dei principi, una forma di snobismo.

 

Chi pensa che non ne vale la pena, che c’erano altre strade, che il voto a comando era meglio del licenziamento in tronco del ministro dell’Interno, il senatore Salvini, ha tutto il diritto di pensarlo. Chiedo scusa a Pigi Battista per averlo trascinato in una magnifica rissa da strada via twitter, al massimo l’indecenza della mia reazione energumenica è spiegabile con il fatto che al Foglio tengo sopra molte altre cose, senza feticismi: in effetti avrei dovuto valutare meglio che, Foglio a parte, le sue opinioni sono opinioni legittime. Ma Pigi non è stato snob, è stato per me un po’ cazzone, quello che è intollerabile è il tiepido che dice vabbè, alla Masneri, che alla fine accetta l’ineluttabile di un’alleanza contronatura per combattere un uomo troppo nature, sempre il senatore Salvini ex Truce, ma poi si riserva la salvezza snobistica della sua ipercoscienza illibata. Quello no. Quello è inescusabile.

 

Nel mio delirio pedagogico da vecchio comunista, tra una nuotata e l’altra, ho chiesto di fare a proposito di Giggino, Gribbels, Toninelli e soci le litanie dei santi, e di ripetere con me e con Padre Spadaro esercizi spirituali di ammirazione e incensamento di gente di cui dicevo fino a poco fa che bisogna combatterli per quello che sono più che per quello che fanno. Ognuno ha il suo stile. Il mio è sempre stato incendiario, in certi momenti, perché penso che senza bruciare i ponti nel mio strano, incredibile, fantasioso e feroce paese molta gente che amo finisce per passeggiare lenta sopra tutti ponti e guardare il panorama mentre le rive del fiume prendono fuoco. Lo snobismo, appunto.

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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  • eleonid

    30 Agosto 2019 - 14:03

    Spesso le grandi firme,per accontentare i loro lettori e quindi giustamente badare alla sopravvivenza del loro editore, non si risparmiano a stilare liste dei politici migliori fra i peggiori. Non si potrebbero fare queste liste anche per i giornalisti? Sarebbe non solo un atto di coraggio , ma anche di onestà intellettuale.

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  • joepelikan

    30 Agosto 2019 - 13:47

    E' inutile preoccuparsi. la bevanda bicolore nata dalla rimescolanza di urina e fluidi mestruali non può che strozzare la beve e portare all'odio verso chi l'ha preparata. Si tratta solo di aspettare. Ah, a proposito, la prossima azione è già pianificata e saranno i magistrati gialli a metterla in atto. Scommettete?

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    30 Agosto 2019 - 13:43

    Nel gioco dei roghi, tra Lega e Democrazia Diretta, ci butterei la seconda. Sapete perché tutta l’intellettualità e la cultura e la politica e i media, Ferrara sembra non fare eccezione, per ora, ma ci sta pensando, non sembrano avere coscienza del mortale pericolo antidemocratico che rappresenta la DD? Semplice: non la si può incarnare in una precisa, univoca persona, da mettere alla gogna. La DD s’è agghindata da indirizzo di massa. Se la facciamo crescere a massa critica sfocerà in una sciatta, acefala banalizzazione, come accaduto per l’aborto. Non esiste Parlamento che possa combatterla. La DD non ne prevede l’esistenza.

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  • luciano.pellegrini59

    30 Agosto 2019 - 12:10

    Caro Maestro Giuliano, ormai mi ha convinto della pericolosità estrema del truce che così va riportato ai suoi titoli originari di senatore. Ora però secondo me il dilemma che si pone ha due corni: il primo lo afferra lei dicendo che va bene ogni cosa senza tanti snobismi pur di ricondurre il truce alla sua realtà e che poi ci penserà questa a ridimensionare il personaggio. Magari e speriamo che lei abbia ragione ma la mia paura è che ci penseranno gli alleati del governo del rinnegamento a portare il semplice senatore Salvini a livelli di consenso mai visti in questo povero paese. L'altro corno, non snobistico glielo assicuro, suggerisce invece di andare alle elezioni perchè il truce adesso è più influenzabile e con le necessarie alleanze di cui ha bisogno per star sicuro della vittoria con quel gran signore Berlusconi( finche c'è e lunga vita) che saprebbe certamente come ammansirlo ed evitare che oltre le sponde non incendi anche la prateria ed il fiume stesso.

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