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Dire la verità sui due Matteo

Apertura e chiusura, euro e no euro, globalizzazione e protezionismo, atlantismo e putinismo. Il duello tra Salvini e Renzi, caro Espresso, è una sfida tra gagliarde visioni alternative. Il nuovo bipolarismo (mostri compresi) spiegato a chi non vuole capire

20 Agosto 2019 alle 06:00

Dire la verità sui due Matteo
Negli ultimi giorni, diverse testate, non solo italiane, hanno dedicato molta attenzione a un tema effettivamente gustoso che sintetizza bene la fase politica vissuta dal nostro paese nelle ultime settimane e che ogni probabilità continuerà a essere anche nelle prossime ore il filo conduttore della crisi di governo più pazza che c’è. Il tema in questione riguarda i due protagonisti assoluti dell’estate della nostra politica, Matteo Salvini e Matteo Renzi, e diversi osservatori, comprensibilmente, si sono esercitati in modo più...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • dongivu

    23 Agosto 2019 - 12:12

    La confusione è nata quando la sinistra senza perdere il suo statalismo ha abbracciato sui temi etici l'individualismo libertario dell'occidente. Questa confusione è confluita nel grillismo. La destra mantiene una radice statalista nel richiamo "legge e ordine". Chi può sventolare la bandiera del liberalismo centrista? E' venuto a mancare in occidente quel fondamento cristiano che, distinguendo finalmente politica e fede, possa illuminare le menti e rafforzare i cuori "liberi e forti"

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    20 Agosto 2019 - 14:02

    . La faccenda è estremante semplice: cioè terribilmente, maledettamente complessa. La semplicità è nella logica che nega che la società umana possa identificarsi e accettare universalmente un unico modello: qualunque sia quello proposto- Perché? Perché sono tutti creazioni della mente umana che non riesce a concepire un interesse comune per gli uomini. Hanno sempre prevalso, quelli, personali, di casta e di categorie. Sono migliaia di anni che, in centinaia di forme, di modi, di vesti diverse e trasformismi vari, i modelli, gli interessi, si contrastano, si combattono: Unico modus operandi che possa farli sopravvivere tutti. Le élite delle parti in gioco, non i seguaci, lo hanno sempre saputo e accettato. Solo una contesa continua, assicura vita continua. Infatti siamo sempre lì. E, lì resteremo

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  • oliolà

    20 Agosto 2019 - 13:01

    Salvini nella sua grettezza è lineare. Vuole una maggioranza di cui possa fidarsi: il Cavaliere insegna, a partire da Bossi. I grillini sono ignoranti e, da quando hanno cominciato a studiare, stupidi. Il vangelo secondo Matteo, sembra più di Giovanni. La cosa che rileva nel suo dire è la seguente: "Se volete il 'mio' voto, il governo deve essere di legislatura". A chi lo dice? A chi, dentro casa, lo ha mascariato. Certo che si batte per un governo giallorosso ma, dice, i grillini ve li tenete sul groppone per tutta la via crucis. Intanto 'noi', tra un popcorn e un altro, pensiamo ad altro. Noi, chi? Ce ne sta, ce ne sta. Domanda: chi fa gli interessi degli Italiani? Dovrebbe essere Mattarella.

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  • albertoxmura

    20 Agosto 2019 - 13:01

    Penso che la chiusura dei porti da parte di Salvini sia solo una mossa tattica per far breccia nel muro di gomma europeo, che da un lato ha sospeso Schengen, dall'altro sostiene la discutibile dottrina secondo la quale i migranti sarebbero naufraghi (piuttosto che passeggeri) titolati a sbarcare nel porto sicuro più vicino, individuato come quello di Lampedusa. Ora i pretesi naufraghi non sono certo tali. Giacché il naufragio reca con sé la fortuità e imprevedibilità dell'evento. Qui si tratta invece di eventi programmati, dove i pretesi naufraghi indossano il salvagente sin dalla partenza e pagano i trafficanti per naufragare, dirigendosi verso le navi delle ONG individuate con geolocalizzatori onde essere "salvati" e trasportati a Lampedusa. Scappano dalla guerra? No, perché non si tratta di libici, ma di persone che sono volontariamente entrate in Libia quando la guerra c'era già, col solo scopo di raggiungere l'Europa illegalmente. La quale Europa fa orecchie da mercante.

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