Savoini e l'invasione della Polonia, Borghi e i minibot. Salviniani alternativi

Luciano Capone

Dai vaccini agli extraterrestri, dai nazi-putininani ai minibot. Tutte gli ispiratori “alternativi” del Capitano

Roma. I giornalisti, al suo seguito nel viaggio istituzionale in Finlandia per il vertice con i ministri dell’Interno dell’Unione europea, hanno notato che Matteo Salvini ha gli occhi rossi. Il ministro soffre di allergia, un disturbo non particolarmente grave che affligge milioni di italiani che trovano sollievo per via farmacologica (collirio o compresse). “Vuole un antistaminico?”, gli chiede un giornalista di Repubblica. “No, sono per la medicina alternativa”, ha risposto Salvini.

 

La “medicina alternativa” è alternativa alla medicina sperimentale come un ombrello a un paracadute se ci si lancia dall’aereo, come uno scolapasta a un casco se si cade dal motorino. E’ un variegato mondo di teorie e pratiche mai provate scientificamente che nei casi di patologie lievi e passeggere sono inutili (anche se l’inefficacia comporta un costo economico), mentre nei casi più seri sono pericolose e dannose per la salute.

 

Non sappiamo se davvero Salvini in medicina si affidi alla pseudoscienza, ma in fondo si tratta di una questione personale. La cosa rilevante è che l’ha cavalcata politicamente, per raccogliere consensi tra chi diffida di Big Pharma, soprattutto per quanto riguarda la battaglia contro i vaccini e contro l’obbligo vaccinale. “Ritengo che dieci vaccini obbligatori siano inutili e in parecchi casi pericolosi, se non dannosi”, disse al popolo no vax via radio.

 

Sempre nella stessa occasione fece un elogio di Antonietta Gatti e Stefano Montanari, “li abbraccio e li ringrazio per il loro coraggio e la loro onestà”, si tratta di due guru del movimento No Vax che hanno prodotto ricerche scadenti contro i vaccini. In altre occasioni Salvini aveva invitato a leggere il libro di Paolo Bellavite, un altro idolo dei no vax, che continua a ribadire la infondata correlazione tra vaccini-autismo.

 

Ma i punti di riferimento “alternativi” per Salvini non si limitano solo alla politica sanitaria. Ad esempio aveva scelto come portavoce e poi come sherpa e ambasciatore in Russia l’ormai famoso Gianluca Savoini, il presidente dell’Associazione LombardiaRussia protagonista della trattativa del Metropol, onnipresente nelle visite di Salvini a Mosca. Savoini, di simpatie putiniane e naziste, ha una teoria “alternativa” sulle cause della Seconda guerra mondiale: la colpa è dei polacchi, che hanno provocato Hitler. Le stesse provocazioni dell’Ucraina a Putin, che però per il momento ha deciso di non invaderla (del tutto): “La guerra mondiale se non c’è è perché la Russia ha evitato di entrare in Ucraina – dichiara Savoini in una video intervista –. Ricorda un po’ quello che è successo nel 1939, con i polacchi che colpivano i tedeschi all’interno del confine polacco e alla fine hanno ‘costretto’ la Germania a entrare. Ed è scoppiata la Seconda guerra mondiale”. Insomma, l’invasione della Polonia sarebbe colpa dei polacchi, che intorbidivano l’acqua di Hitler (Fedro scansati).

 

Il socio filorusso di Savoini è Claudio D’Amico, che Salvini si è portato a Palazzo Chigi come “consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale”. Ma D’Amico, oltre alle attività internazionali, è interessato anche a quelle extraterrestri, perché è molto interessato agli Ufo. D’Amico vuole l’apertura degli archivi europei sugli avvistamenti degli alieni e chiuse le frontiere del sistema solare: “Che sia immigrazione dall’Africa o da Alfa Centauri deve essere regolamentata”, dichiarava.

 

Anche in campo economico non mancano le figure e le teorie “alternative”. Si va da Armando Siri, ideologo della “flat tax a più aliquote”, che con la sua vecchia creatura politica Spazio Pin si occupa dei corsi di formazione politica della Lega ma anche di ipnosi, massaggi shiatsu e passeggiate sui carboni ardenti. E si arriva a Claudio Borghi, il teorico dell’uscita dall’euro “preferibilmente a Capodanno” per risolvere i problemi dell’economia italiana nonché inventore dei Minibot. Una moneta parallela all’euro, ma all’occasione anche alternativa.

  • Luciano Capone
  • Cresciuto in Irpinia, a Savignano. Studi a Milano, Università Cattolica. Liberista per formazione, giornalista per deformazione. Al Foglio prima come lettore, poi collaboratore, infine redattore. Mi occupo principalmente di economia, ma anche di politica, inchieste, cultura, varie ed eventuali