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Rousseau e la truffa del voto sul caso Diciotti-Salvini

Sulla piattaforma online il M5s pone ai suoi iscritti un quesito ad hoc per nascondere la vera posta in gioco nella richiesta di autorizzazione a procedere contro l'alleato di governo

18 Febbraio 2019 alle 11:32

Rousseau e la truffa del voto sul caso Diciotti-Salvini

Foto LaPresse

Il M5s si dice inamovibile sui suoi principi. “Niente immunità, niente insindacabilità”, c'è scritto sul sacro blog. Però sul caso dei migranti della nave Diciotti per Matteo Salvini, probabilmente, il Movimento deciderà di fare un'eccezione. “Questo quindi non è il solito voto sull’immunità dei parlamentari – si legge sul blog delle Stelle –. È un caso senza precedenti perché mai in passato si era verificato che la magistratura chiedesse al Parlamento di autorizzare un processo per un ministro che aveva agito nell’esercizio delle sue funzioni e non per azioni fatte per tornaconto privato e personale (tangenti, truffa, appalti, etc)”. Così, con queste premesse, il Movimento 5 stelle farà decidere oggi agli iscritti sulla sua piattaforma online Rousseau se la Giunta per le immunità parlamentari del Senato debba concedere l’autorizzazione a procedere nei confronti dell'alleato di governo. Basterà un sì o un no. Ma non è così semplice. Perché per votare sì occorrerà barrare il no e, viceversa, per dire sì bisognerà scegliere il no. Una mossa da Azzeccagarbugli che ha scatenato l'ironia del fondatore, Beppe Grillo: “Se voti Sì vuol dire No. Se voti No vuol dire Sì. Siamo tra il comma 22 e la sindrome di Procuste!".

 

Il Truce e una piccola questione morale. I like

Chattari stellati votano se i giudici debbano occuparsi del ministro dell’Interno che ha twittato per l’arresto di un pugno di naufraghi di pelle nera. Una faccenda da teatro dell’assurdo 

 

La domanda che il M5s pone agli iscritti della piattaforma Rousseau:

 

 

Su Twitter, il M5s dà istruzioni agli iscritti sul senso del quesito online, preoccupandosi di sottolineare il “preminente interesse dello stato” nella decisione di non fare sbarcare i migranti.  

  

 

E come rileva il direttore Claudio Cerasa 

 

  

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • lorenzolodigiani

    18 Febbraio 2019 - 13:01

    La sensazione che i 5 stelle siano dei pagliacci sembra stia diffondendosi, ma sondaggi UE rivelano che i sovranisti di Salvini godono ottima salute. Non dimentichiamo, inoltre, che delle file del PPE farà parte anche Orban, il democratico illiberale. Preoccupiamoci con ottimismo.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    18 Febbraio 2019 - 13:01

    Al direttore - L’affaire Diciotti, la piattaforma Rousseau. È l’impostazione nativa della Casaleggio&Co che mostra il suo impianto utopistico, velleitario, deviante, truffaldino, assolutamente incapace di “governare”. Funziona solo per raccogliere consensi, come minoranza d’opposizione. Il 33% ottenuto è frutto di un equivoco artatamente sostenuto: cioè che il cambiare potesse coincidere piattamente col governare. Ovvio che per cambiare occorra governare: basta però non intenderlo solo come mantenere le promesse elettorali fatte ai propri seguaci. Non è così. I militanti, gli attivisti, i certificati sulla piattaforma, non hanno coscienza della differenza tra cambiare e governare. Maxime in un contesto globalizzato come l’attuale. Attenzione: il pilastro portante dello scempio è il M5S, non Salvini. Se eliminassimo lui e non la Casaleggio, altri si venderebbero per un piatto di lenticchie e prenderebbero il suo posto. I 5S espanderebbero il loro potere.

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