Diciotti di distrazione di massa

Redazione

Serve un “caso” al giorno per fare dimenticare recessione e manovra correttiva

Di quanto crescerà l’economia italiana nel 2019, se crescerà? C’è una raffica di revisioni al ribasso: rispetto all’uno per cento fissato dal governo (già tagliato rispetto all’iniziale 1,5) si va dallo 0,2 della commissione Ue allo 0,3 di Fitch, allo 0,6 di Bankitalia. L’agenzia Moody’s prevede dallo zero allo 0,5. Nel frattempo si sa già come vanno le cose in queste settimane: l’Istat, dopo la recessione nella seconda metà dello scorso anno, stima una discesa “più approfondita” a fine marzo, che sarà certificata il 30 aprile e che istituti come il Centro Europa ricerche ipotizzano a meno 0,3. Tra venerdì prossimo (Fitch) e fine aprile (Standard & Poor’s) arriveranno le possibili revisioni al ribasso delle agenzie di rating: dunque siamo in mezzo alla tempesta, al punto che il governo pensa di rinviare, anche quello a dopo le europee, il Documento di economia e finanza che deve essere pronto il 30 aprile.

 

Il motivo è semplice: poiché debito e deficit pubblico sono rapportati al pil con questo andazzo avremo già un disavanzo del 2,5-2,4 per cento. Questo senza che né il reddito di cittadinanza né quota 100 abbiano dato i miracolosi effetti espansivi promessi: anzi, alcuni economisti calcolano che quegli effetti saranno recessivi di uno o due decimali di pil, a causa dei maggiori costi per lo stato (che già si vedono in termini di tasse e riduzione di investimenti e produzione) a fronte di benefici zero. Eppure la maggioranza gialloverde agita armi di distrazioni di massa quali il caso Diciotti, le regionali. Salvini offre il petto e tiene il punto, Di Maio in cerca di sostegno psicologico, il premier che dopo l’exploit del “sarà un 2019 bellissimo” scompare dai radar italiani e internazionali (vedi il caso diplomatico con la Francia). Ci aspetta un atterraggio rovinoso, una manovra di rientro stimata in 10-15 miliardi, ai quali se ne aggiungeranno 23 per la sterilizzazione dell’aumento Iva 2020. Dove il governo prenderà i soldi si guarda bene dal dirlo. Nel frattempo si impiegano soldi pubblici per Alitalia, per Tim, per Trussardi, e si buttano via quelli della Tav.

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