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Il governo dei No secondo Nardella

“M5s e Lega sono allergici allo sviluppo. Da Firenze può partire una riscossa della società civile”, ci dice il sindaco fiorentino

12 Dicembre 2018 alle 06:00

Il governo dei No secondo Nardella

Il sindaco di Firenze Dario Nardella (Foto LaPresse)

Roma. Dice Dario Nardella che il governo Conte è “allergico alle infrastrutture e alla crescita”. Per questo, spiega al Foglio il sindaco di Firenze, “società civile, Confindustria e sindacati dovrebbero mobilitarsi anche in Toscana come già avvenuto in altri casi, penso a Torino”. Partiamo da quel che sta accadendo a Firenze. I continui traccheggiamenti o, nel peggiore dei casi, le prese di posizione contro lo sviluppo dell’aeroporto di Peretola sono lì a dimostrarlo. “Questi ultimi mesi di rallentamenti darebbero adito alle peggiori letture sulla procedura di autorizzazione della nuova pista dell’aeroporto. Ma io voglio continuare a pensare che viviamo in uno Stato di diritto, che le leggi abbiano ancora un senso e che quindi i politici siano alla fine tenuti a rispettarle”.

 

Certo oggi il futuro dell’aeroporto di Firenze “è messo a dura prova dall’ostilità, ormai palese, di questo governo e del ministro dei trasporti Danilo Toninelli. Il quale stamattina (ieri, ndr) ha pronunciato affermazioni inaudite e perfino ridicole. Per giustificare la sua contrarietà all’aeroporto, ha sostenuto la necessità di aspettare il piano nazionale degli scali, dimostrando così una totale ignoranza, nel senso etimologico del termine”. Toninelli, dice Nardella, “ignora completamente il fatto che un piano nazionale degli aeroporti esiste già, introdotto con una legge della Repubblica entrata in vigore nel 2015”. Questa vicenda dimostra che “l’incapacità e la contrarietà ideologica sono la cifra distintiva del governo in tutte le grandi partite delle infrastrutture del nostro paese”. Ma se guardiamo al resto d’Italia, osserva Nardella, le cose non migliorano. 

 

“La situazione è disperata ovunque”, dice Nardella. “La Gronda di Genova è ferma, la Cuneo-Asti è ferma, i progetti della Tav sono fermi sia in Piemonte sia, per il sottoattraversamento, a Firenze. Il Terzo valico va avanti a stento, La Napoli-Bari procede molto a rilento. La situazione è ovunque di vera e propria emergenza e le conseguenze economiche di questo stallo generalizzato sono gravissime”. Il governo non considera infatti l’impatto che la politica del No ha su un settore strategico del paese come l’edilizia e l’ingegneria trasportistica. “In Toscana abbiamo le più grandi aziende del settore delle costruzioni in crisi. Condotte è sull’orlo della crisi, un’economia è in ginocchio”.

 

Secondo Nardella le responsabilità non sono solo dei Cinque stelle. “Le colpe peggiori le ha la Lega. Se a parole afferma di volere lo sviluppo, non ha però fatto e non sta facendo niente per bloccare il ministro dei trasporti che sta portando avanti questo scellerato piano di ingessatura del paese. Quindi trovo ancor più grave il comportamento della Lega, che è complice e subalterna verso l’alleato di governo. Credo che nel medio-lungo periodo la Lega pagherà questo comportamento in termini di consenso”. A portare avanti la politica leghista in Toscana c’è Susanna Ceccardi, sindaca di Cascina e commissaria della Lega, “nelle cui parole c’è la voglia di rispolverare un vecchio e stantio campanilismo toscano, in una sorta di scontro tra Pisa e Firenze, come se cercasse una rivincita della battaglia di Cascina. Io direi invece di guardare avanti.

 

In tutto il mondo le infrastrutture si progettano, si finanziano e si realizzano”. E, avverte Nardella, “se non si completa il piano di integrazione fra Firenze e Pisa e si sviluppa l’aeroporto di Peretola, i toscani sceglieranno Bologna come scalo di riferimento. Io non posso permettere che, per la strategia di qualche scellerato dirigente leghista toscano, la Toscana scivoli fra le regioni di serie B e sia completamente asservita alle infrastrutture dell’Emilia Romagna”. L’idea di sviluppare Pisa e chiudere Firenze è “inaccettabile. Anche perché porterebbe al licenziamento di mille persone. In più, servirebbe un nuovo collegamento ferroviario, economicamente insostenibile, per il quale servirebbero 15 anni di attesa. Oltretutto, Pisa è un aeroporto militare e ha i limiti strutturali che ne impediscono un pieno sviluppo. L’unico aeroporto civile della Toscana è quello del capoluogo e da nessuna parte al mondo il capoluogo non ha uno scalo degno di questo nome”.

 

Quindi, dice Nardella rivolgendosi a Confindustria, sindacati e non solo, “credo che siano maturi i tempi per una reazione della società civile, del mondo produttivo e del mondo del lavoro contro questa miope e opportunistica strategia dell’ingessamento. La Toscana è sempre stata una terra di sviluppo e dinamismo economico. Privarla di infrastrutture adeguate significa condannarla alla povertà e alla crisi. E quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi. Per questo credo che non bastino le risposte delle istituzioni pubbliche e dei partiti, ma sia a questo punto indispensabile una riposta più larga, come già è avvenuto in altri casi, per esempio a Torino. Mi auguro che ci sia un moto di reazione e di orgoglio.

 

Siamo di fronte a un attacco politico senza precedenti da parte di chi usa le infrastrutture per mettere in difficoltà il governo politico della Toscana e della città di Firenze. Un’opera non è né di destra né di sinistra, serve alla città e alla regione. E’ meschino che si utilizzino le infrastrutture pubbliche per fare battaglia politica”. La Lega su questo fronte, preconizza Nardella, “perderà molto terreno, perché è subalterna alla logica del reddito di cittadinanza. E’ subalterna alla logica della contrapposizione allo sviluppo. Ed è sul tema della crescita e dello sviluppo del paese che società civile e centrosinistra possono trovare una nuova saldatura”.

David Allegranti

David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Su Twitter è @davidallegranti.

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