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La foglia di Fico

Un dissenso molto diplomatico: nel M5s e nell’opposizione a Salvini (con un occhio al Pd). Ma quanto conta il presidente della Camera?

Marianna Rizzini

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rizzini@ilfoglio.it

5 Novembre 2018 alle 09:19

La foglia di Fico

Roberto Fico (foto LaPresse)

Uniti e compatti, chiusi a testuggine come un esercito romano: il vicepremier Luigi Di Maio ha sfoderato la metafora militaresca per arringare le folle parlamentari a Cinque stelle percorse da dubbi sulla via del dl sicurezza. Ma essere un dissidente a rischio espulsione, contenimento o autoesilio (modello Elena Fattori, Matteo Mantero o Gregorio De Falco) è nulla in confronto alla difficoltà di essere, oggi, Roberto Fico, presidente della Camera ed eterna riserva teorica per malpancisti interni del M5s – ora...

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Marianna Rizzini

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.

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