cerca

La politica ha un costo, ma come si finanzia? Urge un modello anti populista

Le indagini sui finanziamenti illeciti e alcune domande sui giusti metodi per pagare i politici. Esperti a confronto

Email:

allegranti@ilfoglio.it

18 Maggio 2019 alle 06:00

Allegranti

Foto LaPresse

Roma. Ma per evitare problemi di scontrini, accuse di presunto finanziamento illecito ai partiti, sia in versione lombarda (citofonare Marco Bonometti e Lara Comi) sia in versione “oro da Mosca”, non sarebbe meglio rivedere l’idea secondo cui la politica debba essere a costo zero e senza intervento dello Stato? Oppure, non si possono trovare forme di compromesso fra pubblico e privato?     Max Weber intitolò uno dei suoi testi più famosi “La politica come professione”. Praticamente un manifesto: la parola...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

David Allegranti

David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Su Twitter è @davidallegranti.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • branzanti

    18 Maggio 2019 - 15:03

    Mi convincono molto due affermazioni del prof. Verzichelli relative alla validità della legge del 74 sul finanziamento pubblico ed alla contrarietà al sistema Usa, scaturito dalla sentenza Citizen United (voluta dall'ultrareazionario Scalia) che ha legalizzato la corruzione in un paese già ad assetto plutocratico. Il favore per la vecchia norma nasce anche da una considerazione di cui resto fortemente convinto e cioè che la corruzione coinvolse gli altri partiti perché dovettero fronteggiare le risorse ingenti che il PCI riceveva da Mosca. Questo almeno fino alla fine dei 70, poi avidità personali e appetiti di imprenditori che amavano le scorciatoie quanto odiavano la concorrenza, mutò il quadro. In sintesi credo che un finanziamento pubblico, accompagnato dalla possibilità di donazioni private di entità ridotta, fiscalmente deducibili, siano la migliore soluzione, per riportare weberianamente la politica ad essere una professione caratterizzata da competenza (ciao ciao governo!).

    Report

    Rispondi

  • Ferny55

    18 Maggio 2019 - 10:10

    Il problema è molto più grande dell'Italia. Reti globali usano il riciclaggio di denaro per finanziare e soprattutto corrompere la politica, depredando le risorse di interi Paesi. In questo momento ci sono decine e decine di banche in tutto il mondo sotto indagine, moltissime anche in Europa e anche tra le più grandi. Alcuni parlano di cifre vicino ai tre triliardi di dollari all'anno dell'intero giro, e non calcolano il danno prodotto in termini di impoverimento dei paesi coinvolti.

    Report

    Rispondi

Servizi