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Le parole contro la paura

Libertà, e poi? I lettori, il governo e i termini giusti per costruire un’alternativa alla politica dello sfascio

9 Ottobre 2018 alle 10:51

Le parole contro la paura

Foto LaPresse

I populisti, ha scritto il direttore Claudio Cerasa, hanno dei messaggi tanto pericolosi quanto chiari che riescono a imporre nel dibattito pubblico. Per chi invece considera quei sogni come degli incubi il problema è proprio questo: essere senza parole. Qual è la parola giusta intorno alla quale costruire un’alternativa alla politica dello sfascio? Noi diciamo libertà, voi? Scriveteci qui: parole@ilfoglio.it. In questa pagina pubblichiamo alcune delle centinaia di email che abbiamo ricevuto. Nei prossimi giorni continueremo a pubblicare i vostri contributi più significativi.

 


  

Al direttore – Colgo l’invito di Cerasa: la mia parola è uguaglianza. Perché? La lotta per una società più giusta dovrebbe partire dal riconoscere i diritti dei più deboli, di chi non ce la fa e che è tenuto a margini. Una parola di speranza, che guarda a ciò che dovrebbe essere ancora fatto per ridurre le disuguaglianze nel nostro Paese e che purtroppo si scontra contro un clima rovente di chi, invece, sta alimentando solo la lotta tra gli ultimi confondendo strumentalmente i piani del problema legato alla crescita della povertà.

Antonio Scotti

 

Al direttore - Platone, se ne intendeva più di noi tutti, aveva chiaramente capito che la Libertà, non coincide col giusto, anzi se ti fa ubriacare, perché interessati “coppieri” la versano in continuazione nelle gole delle masse, porta inevitabilmente al suo contrario. Il 1789 generò Napoleone Imperatore, il 1917 Stalin, Mussolini, Hitler, Franco, ecc. A suo tempo feci la metafora: la Libertà è come una formula uno, non si può far credere che tutti la possano e la sappiano guidare. Oggi il concetto di Libertà è scaduto a quello di Licenza. Ci siamo così ubriacati della Parola da togliergli il suo vero significato che postula l’uso responsabile della stessa. Comunque non sta accadendo niente di non già visto. L’elemento nuovo è solo la tecnologia che permette di comunicare in tempo reale e amplifica a livello mondiale “la cronaca” e genera sensazioni, percezioni, opinioni, desideri. Olim si ricorreva alla ratio, oggi alla peristalsi intestinale. Diagnosi del principio di realtà.

Moreno Lupi

 

Al direttore - Cultura.

Oriella Ferrante

  

Al direttore - Rispetto e tolleranza.

Andrea Rossi

 

Al direttore - Verità.

Filippo Sensini

 

Al direttore - Sono veramente preoccupata di questa maggioranza, sia per il contenuto dei programmi che per il modo di di rivolgersi alle istituzioni. È disgustoso ascoltare ogni giorno, queste persone, è anche offensivo chiamarle persone, sono barbari e soprattutto con la loro arroganza e ignoranza sono dilettanti allo sbaraglio, non so dove ci porteranno a sbattere ma certo è che non hanno il diritto di distruggere il nostro Paese anche se mal ridotto in tutti i sensi.

Maria

 

Al direttore - E se per una volta la parola fosse: Cretinetti? Loro demoliscono statisti con parole simili, che sorprendentemente funzionano per tante persone. Facciamolo anche noi, vi prego, inutile far ricorso a concetti elaborati.

Laura Mariano

  

Al direttore - Per me la parola contro gli oscurantismi e i sovranismi e per costruire un’alternativa alla politica dello sfascio è responsabilità. Responsabilità vuol dire tenere in considerazione le conseguenze delle proprie decisioni e azioni, soprattutto se si è nella condizione di detenere un potere pubblico. Rendere conto ai cittadini, non abusare del potere di cui si dispone, rispettare limiti e regole, non violare i principi costituzionali. Responsabilità significa avere cura della polis, contemperare i diversi interessi, ottemperare all’obbligo della trasparenza, usare un linguaggio consono al ruolo che si svolge. Non usare le istituzioni per fini privati. E uno scopo privato è anche la ricerca di facili consensi elettorali a danno del bene comune. In sintesi, responsabilità pubblica significa rispettare le istituzioni e svolgere il proprio ruolo con “disciplina e onore”, come recita l’art. 54 della nostra Costituzione. Che non è una pura questione di forma, ma di sostanza politica ed etica: vuol dire che si impegna nel ruolo pubblico la propria personalità oltre se stessi, cioè oltre il bene privato, consapevoli che ci si sta occupando del mondo e del bene comune. Agire responsabilmente significa farsi carico di questo mondo comune e risponderne pubblicamente.

Vittoria Franco

 

Al direttore - Verità.

Riccardo Volpi

 

Al direttore - Studio e conoscenza.

Maria Rossi

 

Al direttore - Quello che oggi è pericoloso e irritante è il fatto che l’attuale classe politica (quasi tutta) manca di cultura, educazione, stile . L’articolo di Claudio Cerasa di oggi mi rappresenta. Bravo!

Stefano Bianchi

 

Al direttore - Educazione rispettosa.

Gianni Ceccarelli

 

Al direttore - La mia parola è: conoscenza.

Mario Romoli

 

Al direttore – Non posso che condividere al 100 pe il contenuto dell’articolo di Cerasa. Dobbiamo fare qualcosa. Continuate cosi per scacciare gli incubi.

Riccardo Corsi

 

Al direttore – Rinascimento… Il problema è trovare le menti e le personalità di e per la rinascita prima che ci estinguiamo.

Gennaro Pinto

 

Al direttore - Umanità, aggettivo e sostantivo.

Arturo

 

Al direttore - Soldi, nostri e dei nostri figli. È inutile pensare a concetti complessi, parliamo a gente che pensa poco, come i tifosi di calcio. Devono essere raggiunti da messaggi semplici. À la guerre comme à la guerre.

Renato Lo Coco

 

Al direttore – Libertà.

Giovanni

 

Al direttore - Sono un vostro affezionato lettore e abbonato. Secondo il mio modesto parere la parola giusta, più che libertà, è intelligenza. Comunque, tenete duro.

Marco Pascucci

 

Al direttore - Libertà.

Vilma Bragagni

 

Al direttore - Buongiorno, la politica sfascista del governo del cambiamento rappresenta perfettamente la società sfascista presente oggi in Italia dove le persone sono sempre più sole, senza punti di riferimento valoriali e culturali. Non esiste più una rete comunitaria e sociale che ci costringa a reprimere i nostri istinti più egoistici e ci insegni che convivere significa prendersi cura degli altri, e non averne paura. Io penso che la parola sia convivenza.

Tomas Toscano

 

Al direttore - Proprio ieri stavo facendo questa riflessione e sono arrivato alla stessa conclusione: adesso in gioco c’è la nostra libertà!

Vittorio Negrini

 

Al direttore - “Appello ai Liberi e Forti” pensiero di don Sturzo.

Matteo Ferrari

 

Al direttore - Libertà fraternità democrazia fratellanza, solidarietà.

Rabuano

 

Al direttore - “Domani”.

Gaetano Cuppone

 

Al direttore - Democrazia: oggi e sempre.

Mario Masia

 

Al direttore - Parole contro il nuovo corso politico: mitomani, mangiapane a tradimento, guerrafondai, imbonitori, complessati, ignoranti, illiberali, antidemocratici, falsi.

Giovanni Orsi

 

Al direttore - La parola giusta da usare contro il populismo sfascista è coesione.

Davide Stefanelli

 

Al direttore - Libertà.

Giovanni Verdini

 

Al direttore - Si, per me oltre alla vostra bella “liberta” c’e’ un’altra parola altrettanto bella, di cui adesso mi sento derubata, ed e’ dignita’, quella che non si ottiene per decreto, e che questa brutta gente ci sta togliendo facendoci sprofondare nella vergogna.

Alessandra

 

Al direttore - Moderazione, serietà, educazione, competenza, sincerità, umiltà, civiltà.

Eliese Steiner

 

Al direttore - Condivido tutto detto sul populismo dai bulli Salvini/Di Maio. Ma vi invito anche a proporre una grande mobilitazione di cittadini sullo stato in cui versa Roma. L’ex sindaco Marino chiuse la discarica di Malagrotta la Sig. Raggi ha aperto la discarica di Roma. Grazie

Giovanni Artenio

 

Al direttore - La parola giusta da usare contro il populismo sfascista è coesione.

Davide Stefanelli

 

Al direttore - Futuro.

Ugo Cuciniello

 

Al direttore - Sono seriamente preoccupata per la situazione del nostro paese. Condivido quanto affermato da Cerasa. Il degrado culturale e sociale sono il brodo di cultura che favorisce svolte autoritarie. E uso la parola autoritarie come eufemismo. La volgarità e l’irrisione di valori quali la solidarietà e il rispetto dei diritti umani desertificano la nostra anima facendoci assuefare al peggio.

Vilma Cappello

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Commenti all'articolo

  • Isola procida56

    09 Ottobre 2018 - 19:07

    Caro Direttore Secondo me la parola chiave è FUTURO perché gli avventurieri non avendo alcuna visione strategica organizzano le loro azioni con l'obiettivo di conseguire vantaggi per se stessi di breve termine. La legge di bilancio che si va profilando riflette questa loro caratteristica. In tal modo il nostro FUTURO è compromesso ed ciò che invece va primariamente tutelato. Cordiali saluti ugo cucciniello

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  • luigi.desa

    09 Ottobre 2018 - 12:12

    Hanno tutti ragione .La vita è sogno. luides

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