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La mistica delle gente semplice è una turlupinatura

Il popolo di cui parlano Bannon e Galli della Loggia, che strana coppia, è un’insopportabile caricatura. Ora l’apologia della rivolta della classe media contro le élite è diventata la nuova correttezza politica

Giuliano Ferrara

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ferrara@ilfoglio.it

9 Ottobre 2018 alle 06:00

La mistica delle gente semplice è una turlupinatura

Foto Pixabay

La mistica della gente semplice, abbracciata da Bannon e da Galli della Loggia, che strana coppia, è una turlupinatura. Bannon vuole dare voce alle classi popolari americane e europee tradite dalla globalizzazione, bla bla bla, che fa gli interessi strategici del mostro cinese e avvilisce la middle class, senza peraltro proporsi il tema delle classi popolari cinesi, asiatiche, africane, sudamericane, piuttosto numerose: non hanno diritto anche loro, a parte la ciotola di riso fino a ieri mancante, di consistere in...

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    11 Ottobre 2018 - 17:05

    Sacrosanto: le due facce della medaglia. Ma questo rilievo mette in evidenza, impietosamente, la ineliminabile, possiamo dire necessaria?, intrinseca, caratteristica dell'uomo: quella della facoltà di ingannare se stesso. È uno status universale, ancestrale: non ce ne rendiamo nemmeno conto. Ma tutta la Storia dell'uomo l'ha scritta quella caratteristica. Avvalendosi del suo essere declinabile ad libitum. Ipsa inexplicata res: sic fuimus, sic sum, sic erimus. Ovvio, naturale la si personalizzi, solo che il nodo non è lì.

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  • La-Fenice

    La-Fenice

    09 Ottobre 2018 - 18:06

    A me pare che bisognerebbe riflettere ed approfondire molto la radicale svolta, operata da Clinton e Blair, con la quale venne abrogata la Legge Glass-Steagall , che separava nettamente le banche commerciali dalle banche d'affari. Uno spostamento verso la finanza e verso il rischio della ricchezza mondiale, i cui effetti si vedono, anche oggi, chiaramente nella finanziarizzazione dell'economia mondiale ed europea. Le banche inseguono il rischio, ad ogni costo e le borse ne sono i campi di battaglia. E' stata questa la vera rivoluzione (negativa) per il benessere dei popoli, rivoluzione che ha accentuato e amplificato la differenza tra pochi ricchissimi e masse sempre più "schiavizzate". E di questa separazione nessun esperto, studioso, politico, giornalista, parla, spiega, illustra.

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  • Beresina

    Beresina

    09 Ottobre 2018 - 15:03

    Ferrara dovrebbe rileggere Lasch che quasi per caso ho letto recentemente. Lasch non ha mai parlato di rivolta del popolo contro le èlite ma al contrario ha accusato, e a ragione, già le èlites americane del suo tempo (scrive negli anni 90) di essersi chusa in una torre d'avorio distaccata dalla realtà del loro paese solo preoccupata ad arricchirsi in una economia finanziarizzata e totalmente svincolata dai vincoli territoriali che condizionavano la vecchia economia industriale. Sono le èlites che si sono ribellate contro il popolo e non il contrario, Non per niente il suo libro si chiama "La rivolta delle èlites". tutto questo, al di là di quello che si voglia pensare di schmitt, non ha niente a che vedere con le tesi abbondantemente fumose del filosofo tedesco, con i difetti di cui abbonda tutta la filosofia tedesca.

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  • mussini

    09 Ottobre 2018 - 14:02

    Però, caro Carl Schmitt, e anche caro Giuliano, il “cattolicesimo romano” ha anche determinato il capitalismo medievale, le repubbliche marinare, i pellegrinaggi che hanno diffuso pietà, cultura e mercato in tutta Europa. Quanto alla mistica delle frontiere, è invenzione dello Stato moderno, così come l’esaltazione della nazione: sino alla Francia giacobina e napoleonica (allons enfants de la patrie…)

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    • mauro

      09 Ottobre 2018 - 23:11

      Il termine "mistica delle frontiere" appartiene certo alla modernità, le frontiere fuono inventate invece dai nuclei di una sorta di civiltà più avanzate che volevano tener fuori quelli che, per loro ma anche secondo un criterio di oggettività, erano i "barbari. Fino al terzo secolo della nostra era la civiltà occidentale (il termine può essere usato anche per quel periodo) viveva tranquillamente, mentre fiorivano architettura, lettere ed arti, all'interno di ben guardate frontiere; poi le frontiere non furono più guardate e i barbari dilagarono. Un pò quel che accade quasi insensibilmente alla civiltà occidentale senza frontiere oggi.

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