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Globalizzazione, Europa, immigrazione. Cosa deve insegnarci l’ascesa (e il crollo) del nazismo

La fuga dalla realtà imposta dal governo gialloverde ci riporta alla Germania degli anni Trenta

29 Agosto 2018 alle 10:07

Globalizzazione, Europa, immigrazione. Cosa deve insegnarci l’ascesa (e il crollo) del nazismo

Otto Dix, Verwundeter ("Il soldato ferito"), 1924

La storia non si ripete mai identicamente, ma spesso offre lezioni importanti. C’è una lezione terribile a cui l’Italia oggi dovrebbe prestare particolare attenzione: l’ascesa del nazismo nella Germania di Weimar. Non perché l’Italia stia correndo il rischio di diventare una dittatura militare. Questo rischio non c’è. Ma perché oggi in Italia, proprio come nella Germania degli anni 30, è in atto una pericolosa fuga dalla realtà che ha per oggetto i rapporti con l’Europa.

 

Come è spiegato in un bel libro dello storico americano Benjamin Hett, “La Morte della Democrazia” (The Death of Democracy: Hitler’s Rise to Power and the Downfall of the Weimar Republic, ndr), il nazismo fu innanzitutto un movimento di protesta contro la globalizzazione, e in particolare contro l’Europa. Il nazismo riuscì a convincere e mobilitare milioni di tedeschi che si sentivano vittime di forze internazionali su cui non avevano nessun controllo, attribuendone la colpa alle potenze occidentali. Molti aspetti economici e sociali della Germania di Weimar ricordano elementi della situazione attuale dell’Italia.

 

I) Tra i tedeschi era diffuso il risentimento verso un’Europa accusata di avere approfittato delle riparazioni di guerra, e i politici cattolici e liberaldemocratici erano ritenuti responsabili di una negoziazione fallimentare del trattato di Versailles. Oggi molti italiani si sentono traditi da un’Europa che li ha esposti a una crisi finanziaria senza il salvagente della Banca centrale e li ha abbandonati sull’immigrazione, e l’establishment politico ed economico è considerato corresponsabile degli errori dell’Europa.

 

II) Nel 1930 i vincoli finanziari e il debito internazionale portavano il governatore della Banca centrale a parlare di “un’occupazione invisibile” della Germania da parte della comunità finanziaria internazionale. Così oggi i politici populisti lamentano i vincoli europei e la perdita di sovranità economica, ipotizzando congiure contro il “governo del cambiamento”.

 

III) Con la fine della Grande guerra e la rivoluzione bolscevica, l’Europa fu invasa da un’ondata di rifugiati provenienti dall’est, molti dei quali ebrei. Tra il 1918 e il 1922, un milione e mezzo di rifugiati entrò in Germania. La sensazione di non controllare i propri confini scatenò una reazione contro gli immigrati, in modo non molto dissimile da quanto sta accadendo ora in Italia.

 

IV) La Grande depressione della fine degli anni 20 aumentò le difficoltà economiche delle classi medie nelle zone rurali, e le spinse verso gli elementi anticapitalisti e statalisti del programma nazista. Analogamente in Italia la lunga recessione ha ampliato i divari economici tra le aree più dinamiche e il resto del paese, alimentando un ritorno verso lo statalismo.

 

V) Anche negli anni 30, come oggi, la rivolta contro la globalizzazione era a sua volta un fenomeno globale, che riguardava anche la Turchia di Atatürk, l’Italia di Mussolini, l’Ungheria di Horthy.

 

L’autarchia e l’isolamento dall’Europa erano al centro del programma politico nazista. Ma questo programma era irrealizzabile senza creare per la Germania uno “spazio vitale” a est. Una nuova guerra mondiale era lo sbocco logico del programma nazista. Ma questa implicazione divenne evidente a tutti solo dopo che Hitler ebbe vinto le elezioni e conquistato il potere. Molti tedeschi si erano fatti convincere che una Germania autarchica e isolata dal resto d’Europa potesse avere un futuro migliore. Sappiamo come è andata a finire.

 

Anche oggi molti italiani sembrano attratti da posizioni politiche che di fatto stanno isolando l’Italia in Europa. Quale è lo sbocco logico di questa nuova impostazione politica? Ce lo sta segnalando la fuga di capitali. Le regole e le istituzioni su cui è stata costruita la moneta unica non cambieranno domani perché lo chiede l’Italia. L’alleanza con i governi euroscettici dell’Europa orientale non porterà nessun vantaggio all’Italia. Il progetto di integrazione europea non si fermerà se l’Italia minaccia di abbandonarlo. Semplicemente l’Italia sarebbe abbandonata al suo destino.

 

Non sarebbe una guerra, ma l’Italia sarebbe travolta da una crisi finanziaria ben peggiore di quella del 2011-12 e ne uscirebbe devastata. Per quanto tempo vogliamo ancora continuare a ignorare la realtà, prima che la situazione diventi incontrollabile?

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    29 Agosto 2018 - 15:03

    "Il progetto di integrazione europea non si fermerà se l’Italia minaccia di abbandonarlo. Semplicemente l’Italia sarebbe abbandonata al suo destino". Ma davvero si pensa che, se l'Italia dovesse uscire volente o nolente dall'euro, esso non andrebbe a catafascio? Perfino la crisi della Gracia che, con tutto il rispetto, ha un pil infinitamente inferiore, lo ha fatto traballare. Sarebbe come l'orchestra che continuava a suonare sul Titanic dopo lo scontro con l'iceberg. Come dice Tremonti, l'euro è figlio della paura, nessuno vuol davvero sapere cosa accadrebbe se crollasse. Ma già il fatto che esso non sia figlio della fiducia induce a pensare che l'equilibrio su cui si regge sia molto instabile, pronto a crollare come un castello di carte al primo cigno nero. D'altronde la stessa Germania il piano B di uscita dall'euro ce l'ha già da un pezzo, e non sono pochi quelli che vorrebbero attuarlo. Cosa che dal nostro punto di vista appare insensato, visto che godono di tutti i vantaggi.

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    • manfredik

      29 Agosto 2018 - 17:05

      Quelli che in Italia hanno comprato casa con il mutuo al tasso fisso del 2% a 30 anni invece "non godono". Quelli "godevano" con la lira, dove il mutuo glielo facevano al 12% nel 1993 (al 16% nel 1992), con l'inflazione al 4,63% (e la "scala mobile" non c'era più). Invece di guardarsi l'ombelico bisogna girare per lavoro in nord Europa, USA ed emergenti, e si vede che l'Italia, nonostante qualcuno pensi che il suo enorme debito la renda fortissima e in grado di ricattare il mondo, non è più quella "potenza" economica che gareggiava per le prime posizioni del G7. Se "sciopemo" facciamo rumore, ma quelli più nella ... siamo noi. L'Euro potrebbe anche essere figlio del diavolo, ma fino ad oggi ha parato il didietro a tutti gli ingrati che lo vogliono seppellire prematuramente.

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      • lorenzo tocco

        lorenzo tocco

        29 Agosto 2018 - 23:11

        Se qualcuno ha potuto avere un mutuo a tasso fisso al 2% non è merito dell'euro, ma casomai di Draghi che è riuscito a salvarlo e che per combattere la crisi ha imposto tassi negativi, che proseguono tuttora. Con Trichet che aumentava invece i tassi a crisi in corso non c'era tanto da stare allegri. Comunque sia, nel 2001 uno stipendio di 2.000.000 di lire era un buon stipendio, nel 2002 l'analogo in euro di 1.032,9 era quasi da fame e non c'è stato molto tempo per guardarsi l'ombelico. Se l'euro fosse questa panacea lo avrebbero adottato tutti i paesi UE senza starci a pensare. Invece ha pro e contro e come dicevo prima, la paura insieme all'interesse tedesco impediscono anche solo di modificare ciò che non va.

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  • manfredik

    29 Agosto 2018 - 14:02

    Andavo bene in storia; le analogie storiche mi tentano. Ma poi penso a quanto si è gridato "al lupo" contro Berlusconi: iniziò Bobbio additandolo come il nuovo volto del fascismo, continuò Scalfari e poi Grillo e adesso, bel risultato. E allora penso che...basta! Bisogna dire semplicemente alle famiglie Italiane che tengono in conto corrente bancario circa 950 miliardi di Euro: questo governo, volente o per sbaglio, trasformerà i vostri risparmi in lire. Bene, se avete 50.000 euro riceverete non 100 milioni di vecchie lire, ma solo 70. Dopo potrete dare la colpa all'Europa, a Soros, ai banchieri Ebrei demoplutocratici, a chi volete, ma i vostri soldi non ve li restituirà nessuno. Fumati. Per sempre. Avanti così, se questo è il volere del popolo sovrano. Ma nessuno degli elettori 5S e Lega ha nemmeno un petacchino da parte? Ma 'sti benedetti 950 miliardi li hanno tutti quelli che votano PD? Classe media, se ci sei batti un colpo prima che sia troppo tardi.

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    • Skybolt

      29 Agosto 2018 - 15:03

      I 950 miliardi sono la giacenza media, comprende per esempio i versamenti da pensioni , stipendi, parcelle, compensi, etc. Non sono risparmi. E comunque non c'è bisogno di uscire dall'Euro perchè lo Stato se le mangi: mai sentito dire della tassa di bollo sui conti correnti? Fu quell'eroe dei vostri tempi di monti (minuscolo) a introdurla, se non mi sbaglio.

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    • Skybolt

      29 Agosto 2018 - 15:03

      I 950 miliardi sono la giacenza media, comprende per esempio i versamenti da pensioni , stipendi, parcelle, compensi, etc. Non sono risparmi. E comunque non c'è bisogno di uscire dall'Euro perchè lo Stato se le mangi: mai sentito dire della tassa di bollo sui conti correnti? Fu quell'eroe dei vostri tempi di monti (minuscolo) a introdurla, se non mi sbaglio.

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  • Daria

    29 Agosto 2018 - 11:11

    Ammiro il giornalista dell'articolo per le sue conoscenze della storia, che io amo. Quindi, egregio giornalista, sapra' anche cosa accadde in Libano negli anni '70 del secolo scorso: 400.000 rifugiati (e quelli lo erano davvero, altro che gli africani)) palestinesi furono accolti in Libano, un piccolo stato Dopo un po', i profughi diventarono chi voleva dettare legge. Fini' nella guerra civile che lei conosce. Anche questa, egregio giornalista, e' una analogia. Daria P.

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    • branzanti

      29 Agosto 2018 - 21:09

      Quello che lei chiama giornalista è un illustre accademico di economia, in anni recenti anche Rettore dell'Università Bocconi. La competenza, malgrado le intemerate grillozze, vale ancora ed il prof. Tabellini esprime, nell'articolo, una valutazione condivisibile (ed anche lievemente preoccupante).

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    • Skybolt

      29 Agosto 2018 - 12:12

      Vogliamo aggiungere i Palestinesi in Giordania? SettembreNero etc.

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