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Adesso basta vergognarsi dell’Europa

Europa 2019 è una cosa seria e il senso della prossima campagna elettorale sarà chiarire le cose che contano, far capire la natura del conflitto e della divisione. L’Europa è pace, l’Antieuropa è guerra. Ora basta scherzare, è ora di lottare

31 Agosto 2018 alle 06:09

Adesso basta vergognarsi dell’Europa

Con Pif e Saviano non si va da nessuna parte. Europa 2019 è una cosa seria. Occorrono liste di professionisti politici e popolo, lavoratori donne e giovani. Gente che sa parlare la sua lingua e altre lingue, la lingua della storia novecentesca, tremenda, e dell’Europa contemporanea. Anche qualche prete, qualche suora scalpitante, qualche cristiano libero da impacci e sufficientemente laico per non considerare superstizione la devozione e per giudicare la politica come “la più alta forma di carità”. A ciascuno la sua lista, ovvio, visto che è un voto proporzionale e non c’è tempo né modo di unificare gli “europeisti” militanti della sinistra, del centro moderato e perfino della destra ragionevole. Mica siamo in Francia, dove peraltro le cose si mettono così così. Nemmeno in Germania, dove le cose stanno così così, per non dir peggio visto quel che succede a Karl Marx Stadt (Chemnitz). Al massimo un bollino trasversale, le stelle in campo azzurro, potrebbe dare un’infarinatura all’impasto e definire l’opposizione di cui parlava ieri il direttore qui, aperti e chiusi, alfabeti e non, democratici e liberali contro illiberali autoritari, vaccinati e untori, altro che destra e sinistra. Perdere, e perderemo! Va da sé. Ma il come è la vera questione. 

 

Chiarire le cose che contano, questa è la campagna elettorale. Lasciamo da parte Lady Spread, che sa benissimo parlare da sola, con i tassi sui mutui, il deprezzamento dei patrimoni di cui l’Italia che muore di fame è ricchissima, l’urto monetario della destabilizzazione non ha bisogno di interpreti oltre una certa misura, impareranno presto a amare i tecnocrati, quelli del popolo populista. E chiariamole ciascuno nella propria lingua: qui barbarismi e violenza, caricature e ragionamenti acuminati, analisi puntuale e un po’ di avanguardismo minoritario; Tajani farà la sua parte, e che parte, con il colletto inamidato; Veltroni ricostruirà un linguaggio di sinistra; D’Alema ci metterà dell’utile spocchia, Bersani le metafore; Martina solleverà le periferie; i centri sociali, miei prediletti ormai, spiegheranno a CasaPound che alla poesia da miglior fabbro ci erano arrivati prima loro; la Cgil si farà perdonare il suo sonno; la Cisl di Bentivogli è come un maiale nel truogolo o un cavallo nella prateria, che è più giustamente lusinghiero; l’Arci e Lgbt si muoveranno a loro agio; i vescovi la finiscano di scannarsi su vecchi episodi di patte aperte e di coperture etiche, si diano da fare perché c’è ben altro da fare; gli imprenditori o padroni vedano un po’ che cosa convenga loro, e ci mettano qualcosa, parole e quattrini; poi ci sono i costituzionalisti e gli intellettuali profondi, c’è parecchio da aspettarsi dalla loro scienza e coscienza.

 

L’importante è far capire la natura del conflitto e della divisione. Europa è pace, l’Antieuropa è guerra. L’Europa è indipendenza dai poteri forti americano e russo, e in prospettiva cinese, l’Antieuropa è la decomposizione dell’integrità di stato e politica estera. L’Europa è prosperità diffusa, scambio, libertà, società viva contro istituzioni morte, robe di due secoli fa, lo stato nazionale a confini chiusi, in prospettiva nuove carneficine, espansionismi, grottesche farse come fu, vedi il pezzo mirabile del professor Tabellini di qualche giorno fa, dall’inizio degli anni Venti e Trenta del Novecento. Europa è un atteggiamento civile, una moneta forte, la possibilità di riscattarsi con genio e misura e compostezza, come alla fine hanno fatto i greci, maestri di follia e di saggezza da millenni. Europa è storia e mito, letteratura e storie di cui non vergognarsi più, filosofia, scienza sociale, medicina e ricerca, progresso nell’unico senso possibile del termine, cioè avanzamento graduale nei settori in cui c’è bisogno di progredire, altro che Lumi e giacobinismi di riporto e Terrore. Impariamo dai “maestri selvaggi”, come Chateaubriand, dai nostri venti, dai nostri panorami, dalle nostre inaudite bellezze, dal mare, dalle foreste, unico antidoto al ghigno insopportabile degli arrembanti, dei parvenu, dei nuovi potenti che ci vogliono antieuropei, cioè sudditi.

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  • La-Fenice

    La-Fenice

    03 Settembre 2018 - 12:12

    Sì, concordo: l'Europa di De Gsperi, di Schuman, di Adenauer era e rimane un progetto sacrosanto. Ma, caro Direttore, questa Europa, tutta finanza e niente democrazia vera, in cosa assomiglia al progetto originario? Tutto è solo finanza, pareggio di bilancio, mercato, borse, tassi, monete, che ben poco hanno a che vedere con la Patria d'Europa, con la cultura, con i popoli. Tutto è economia e solo economia e tutti (spero non anche lei) si sono accodati al pensiero unico (propugnato dai liberisti teutonici) che centro della società è l'economia, quando invece, come magnificamente racconta il Prof. Sapelli, centro della società, è la società, è l'uomo, la persona di cui, questa, Europa si è del tutto dimenticata producendo forme di lavoro neo-schiavista, impoverimento e perenne deflazione. Questa Europa, va cambiata!

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  • giuseppezavaroni

    03 Settembre 2018 - 07:07

    C'è da restare esterrefatti. Il peggiore nemico dell'Europa (e il maggiore sostenitore di quella che il sedicente elefantino chiama Antieuropa) è l'Unione Europea creata e amministrata da quelle trsiste e meschine figure che l'articolo in parte nomina. Il vero Foglio queste cose le notava e le segnalava. Le occasioni (di cambiare) ed evitare il disastro sono state innumerevoli e quei soggetti che, secondo l'ologramma del pachiderma, dovrebbero salvarci dal baratro le hanno sprecate tutte. E vedere questa Firma prestigiosa e autorevole unirsi alla retorica europeista è una pena indicibile. Ha da passa'....

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  • carlo.trinchi

    31 Agosto 2018 - 21:09

    Bravo Ferrara. Ha ingranato la marcia ed è partito. Adesso parliamo di partito o movimento che riporti l’Italia all’interno del contesto europeo. Chi rivitalizza l’Europa se Macron è desaparesidos e la Merckel in rianimazione? Bravo Ferrara, l’importante è esserci e parlare di imperi, finalmente, fa capire che il tempo degli staterelli è finito e se non ti aggreghi, anche con la puzza sotto il naso del gregariato che ci meritiamo, siamo finiti tutti e dello spazio tra est e ovest faranno il vuoto, il deserto. Bravo Ferrara resistiamo perchél’Europa è pace, l’antieuropa è guerra anche se litighiamo o abbiamo idee diverse pure sull’ora legale. La forza sta nel crederci e avere la consapevolezza che fuori e soli non abbiamo futuro.

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  • mtferrari

    31 Agosto 2018 - 15:03

    un italiano ad el Alamein sotto una tenda senza anestesia subiva l'amputazione di una gamba stringeva la mano di un britannico a cui toglievano i piedi. Si sono giurato di fare l'Europa. L'Europa esiste dobbiamo migliorarla è un regalo ricchissimo di chi ha sofferto e capito ... .

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