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Abbecedario Gialloverde

Facinorosi, ipocriti, presunti profughi. Appunti sul nuovo italiano, lontano dall’attico del radical chic

22 Luglio 2018 alle 06:00

Abbecedario Gialloverde

Matteo Salvini alla fiera delle armi di Vicenza (foto LaPresse)

Chi crede nell’uguaglianza di tutti gli uomini è uno “snob”, i volontari sono “affaristi”, mentre i profughi che scappano da guerre e persecuzioni sono scrocconi che vogliono solo godersi la “pacchia” nel nostro paese. Benvenuti nella nuova Italia, ma soprattutto nel nuovo italiano gialloverde: cartina linguistico-ideologica di un paese dove tutto andrebbe benissimo, dopo le elezioni del 4 marzo e l’alleanza – pardon, il “contratto di governo” – tra Movimento 5 stelle e Lega, se non fosse per quel vecchio...

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  • mauro

    23 Luglio 2018 - 10:10

    Pur vivendo all'estero devo aver visto qualche film di Vanzina e Tom Wolfe non è in cima alla catasta dei miei libri, ma se posso lo stesso timidamente comunicare la mia impressione all'autore dell'articolo vorrei dire che non potrei istintivamente condividere alcuna opinione di "Giggino" e quindi nemmeno quella citata. Anche se il Foglio mi sembra davvero diventato il portavoce di una sorta di radicalismo chic; ma suo proprio, saggio, ammantato di cultura, con longanesiani lampi di pol cor pur se celati dietro la moderazione e la forbitezza delle parole. Tutto scorre, perchè il Foglio e chi vi scrive dovrebbe fare eccezione.?

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  • stearm

    23 Luglio 2018 - 09:09

    La caricatura del buonista, del radical chic (con il corollario fondamentale di 'traditore del popolo') ha sempre messo in crisi la socialdemocrazia occidentale, è infondo la retorica che spostò buona parte del proletariato verso posizione estremiste-ortodosse sia all'interno del movimento operaio sia al di fuori, quando poi fu utilizzata dal fascismo e dal nazismo. Funziona anche in America d'altronde, visto che l'elettorato conservatore ormai è composto in gran parte da un proletario che vede nei 'liberal' dei nemici del popolo. Visto da una destra moderata, questo fenomeno può sembrare a prima vista positivo, infondo il buonista, radical-chic, è effettivamente un pò odioso, abbastanza arrogante, se non ideologicamente ottuso. Ma la democrazia non si regge solo su norme, ma sul rispetto dell'avversario politico. E' sempre meglio avere a che fare con un avversario politico ottuso e arrogante che comunque non mette in discussione nè la democrazia nè l'economia di mercato.

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  • MR1960

    23 Luglio 2018 - 07:07

    E parli come badi! che anche la Josepha ci ha denunciati a tutti

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    23 Luglio 2018 - 02:02

    “Chi crede nell’uguaglianza di tutti gli uomini è uno “snob”, i volontari sono “affaristi”, mentre i profughi che scappano da guerre e persecuzioni sono scrocconi che vogliono solo godersi la “pacchia” nel nostro paese.” Bene, a parte le tre perle di grossolana disinformazione, tutto sembra ridursi ad una querelle “estetica”. Infatti, guarda caso, anche sul linguaggio, ben più antidemocratico dei grillozzi, si fa “estetica”. Comunque tutto il tono dell’articolo è intriso di esempi dello spocchioso indirizzo tipico del “razzismo culturale” verso gli avversari. Ben oltre il razzismo legato al colore della pelle. Mi sono sempre stati sui cabbasisi i predicatori della moralità: “vi diciamo noi come dovrebbe essere”.Ma chissà perché, ci cascano tutti

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