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Le fesserie di Salvini sulla scorta di Saviano

Le parole del ministro fanno del Viminale una tribunetta ducesca utile solo ad eccitare i forgotten man italiani

21 Giugno 2018 alle 18:05

Le fesserie di Salvini sulla scorta di Saviano

Roberto Saviano e Matteo Salvini (foto LaPresse)

A un certo punto qualcuno, credo Claudio Scajola, indimenticabile ministro dell’Interno, di gran lunga superato in orrori da Salvini, ora candidato sindaco tra Oneglia e Porto Maurizio, convinse Berlusconi che bisognava togliere la scorta alla Boccassini, magistrato in Milano impegnatissima in odiosissime indagini contro il Cav., poi naturalmente finite nel ridicolo del comune senso del pudore e della “furbizia orientale” della nipote di Mubarak. Qui ci sembrò un’esagerazione molesta, e un errore, e anche un piccolo delitto. Lo dicemmo a chiare note, anche un po’ insultanti, e per tutta risposta, invece di mandarci tutti a quel paese con un ruggito, quel gran signore del presidente del Consiglio di allora rimise la scorta alla Boccassini. E fece bene.

 

Ora si tratta di Saviano. Non mi piace, è troppo scioccamente macho, oltre che banalmente e convenzionalmente de sinistra. La sa troppo lunga su tutto il correttismo del mondo, non gli va la camorra, non gli va la coca, non gli vanno gli schiavisti, e appena tocca queste corde legalitarie ho voglia di andare a Napoli dai camorristi, tirare un paio di piste, schiavizzare qualcuno e invadere la Polonia. Scrive molto male, infatti è letto parecchio e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ha anche un senso di primato da campione del mondo per via della scorta, che fu il complemento di un caso Saviano soffiato, costruito, ingigantito dai mass media. Sì, vabbè, era un ragazzotto del Manifesto, buone intenzioni, scarse attitudini politiche, furbizia occidentale, come direbbe Ilda la Rossa, ben tagliato per la promozione dell’ovvio, di quelle maggioranze che sono il coagulo di tante minoranze tranne questa. A sparlarne con molta e viva cordialità si rimediavano dei rabbuffi che lèvati, parevi un casalese. Anche così, tenendosi su un piano ritrattistico e letterario, quasi mondano. Ma il senatore D’Anna non l’hanno manco rieletto, già, aveva risollevato la questione della copiatura del compito in classe, roba forte ma di poca consistenza qui da noi in Italia, e aveva chiesto che gli si togliesse la scorta con la misura del più luccicante sberleffo.

 

Ora è il turno del senatore Salvini, per l’occasione ministro dell’Interno in gita dal solito Vespa a Sporta a sporta, la solita trasmissione cucita su misura, immagino. Gli vuole togliere la scorta. Probabilmente non sa quello che si dice o lo sa fin troppo bene. Ha deciso di usare il Viminale come una tribunetta ducesca per risollevare il morale e il consenso dei forgotten man italiani, gli eterni fascisti naturali che non sanno distinguere tra l’epica maligna del totalitarismo anni Trenta e la burlesca ideologia nazional-padana del leghismo, la prima preparata dai futuristi, questa coccolata dal passatismo delle notti al chiaro di luna senza negher. E nei dintorni di Dux siamo già alla crisi mistica, Dio lavato e stirato come le camicie. Condoni tombali, minacce, autarchia dei porti e delle frontiere, insulti a un tizio, Manu, che quando il nostro Dux si disfaceva di birra e pizze studiava da filosofo, economista, banchiere e capo di stato, con il chiacchierone che dice cornuto all’asino. Che il Signore ci conceda un Gérard Collomb come ministro dell’Interno, gente seria e preparata e con il senso dell’imparzialità e della sicurezza, e riconsegni al Front National questa pulzella scappata di casa dalla Lombardia peggiore, e rifugiata al governo della nazione.     

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    22 Giugno 2018 - 15:03

    Forse Ferrara si è trasferito in un universo parallelo. E' l'unica spiegazione per chi confonde causa (gli insulti dello squallido Macron) a effetto (le doverose risposte italiane). Se il nostro galletto d'oltralpe effettivamente "studiava da filosofo, economista, banchiere e capo di stato" non pare accorgersene nessuno, almeno in Europa, in Gallia non so. D'altronde anche uno come Di Pietro (sarà nel frattempo divenuto anche lui amico di Ferrara?) risulta laureato, che vuol dire? Che il Signore ci liberi da gente come Collomb, mandante e complice di Macron su chiusura dei porti francesi, scorribande a Bardonecchia, defenestrazione di donne incinte a Ventimiglia. E Saviano dovrebbe rimborsare lo stato per il costo della scorta indebitamente goduta.

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  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    22 Giugno 2018 - 13:01

    Ma siamo sicuri che i “forgotten men” italiani, genìa di individui che “non sanno distinguere tra l’epica maligna del totalitarismo anni trenta e la burlesca ideologia nazional padana”, siano l’espressione di un presunto “fascismo naturale”, di un “passatismo delle notti al charo di luna senza negher”, o non costituiscano invece - e piuttosto - l’ “obiettivo naturale” di quel bombardamento mediatico e culturale che ha reso impresentabile alla società la (evidente) maggioranza (naturale) di chi non ne più delle lezioni di “moralità” e di “civiltà” - di recente addirittura di “umanità” - impartite dai buoni di turno da ogni possibile “tribuna” dell’orbe terracqueo (altro che la tribunetta del Viminale), ed “utili solo ad incendiare gli animi in senso uguale ed opposto” (cit. Ferrara, con modifiche) dovendone immancabilmente constatare l’irrealtà oltre che la supponenza? Non ero forte in fisica, ma il "terzo principio della dinamica” potrebbe suggerire qualcosa, sul tema.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    22 Giugno 2018 - 13:01

    La caratteristica autentica di Salvini è di non piacere alla gente che piace. Quella che stravede per Saviano. Quel milieu parassita e conformista, pseudo culturale, modaiolo e frou frou, querulo ed effimero, sempre in cerca d'indignazione selettiva omologante, per dimostrare a se stessi di essere vivi.

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    • pg.to

      22 Giugno 2018 - 16:04

      La ringrazio. Lei ha espresso, parola per parola, anche il mio pensiero.

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    • Skybolt

      22 Giugno 2018 - 16:04

      Tecnicamente è la chattering class.

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  • Franco11

    22 Giugno 2018 - 13:01

    Nell'ottobre 2009 il capo della Squadra Mobile di Napoli Vittorio Pisani ha messo in dubbio la necessità della scorta per proteggere Roberto Saviano sostenendo che non vi erano riscontri alle minacce di morte. Nel 2004 il sito internet Carmilla Online organizzò una raccolta di firme di solidarietà per l'ex terrorista dei PAC Cesare Battisti, poi rifugiatosi in Francia e in Brasile e divenuto scrittore, coinvolgendo oltre 1.500 firmatari nel panorama politico-culturale di Francia e Italia, tra cui Saviano...

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