cerca

Cari neofascisti giavenesi, mi spiace ma il "popolo" non esiste

Nel piccolo centro piemontese Forza Nuova ha affisso un cartellone con frasi da Ventennio

27 Giugno 2018 alle 17:29

L'"onda nera" è una bufala

Una manifestazione di Forza Nuova (foto LaPresse)

In ben cinque lingue s’è espressa Forza Nuova su un cartellone affisso a Giaveno, provincia di Torino, invitando gli immigrati a rimpatriare: italiano, francese, inglese e due idiomi dalle astruse grafie che mi restano sconosciuti ma a occhio sembrano cinese e arabo. Di questi ultimi due non posso giudicare, mentre il costrutto del francese mi sembra più disinvolto dell’inglese e anche l’italiano non è male: “Immigrati tornate a casa vostra! In Italia siamo senza lavoro, senza casa, senza futuro”. Questa scelta poco autarchica è significativa anzitutto perché sconfessa alfine il tradizionale rigetto fascista delle lingue straniere; poi perché, riportando per prima l’intimazione in italiano, rivela che a Giaveno è particolarmente temuta l’immigrazione dal Canton Ticino, da San Marino, probabilmente anche dalla Città del Vaticano. A meno che non s’intendano immigrati tutti gli italiani non giavenesi d’origine, i quali dunque sono caldamente invitati a tornarsene a Frossasco, a Villar Perosa, forse addirittura a Pinerolo, consentendo così ai giavenesi di poter di nuovo disporre di impieghi, di abitazioni e di un significativo prolungamento dell’aspettativa di vita. Soprattutto però colpisce la scelta d’illustrare sul medesimo manifesto l’ideologia essenziale sottesa alla presa di posizione: “Ogni terra ha il suo popolo, ogni popolo ha la sua terra”. Singolare dappoiché l’Italia stessa, da Dante alla Repubblica passando per il Risorgimento, è vissuta su diatribe riguardo all’equivoca definizione di quale popolo fossimo e di dove giacessero i confini della patria; senza contare il fascismo, che voleva esportare il nostro popolo in altre terre e importare altri popoli nella nostra (“Faccetta nera piccola abissina / ti porteremo a Roma liberata”). Va notato infatti che sul manifesto questa rivendicazione ideologica è riportata solo in lingua madre perché, non avendo senso, tradurla correttamente era ardimentoso.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Dario

    Dario

    28 Giugno 2018 - 08:08

    "Ogni popolo ha la sua terra, ogni terra ha il suo popolo". La versione 2.0 della servitù della gleba.

    Report

    Rispondi

Servizi