Contro l’abolizione della democrazia rappresentativa

L’eversione spiegata a Lega e M5s (e Colle) con Luigi Einaudi

Claudio Cerasa

Email:

cerasa@ilfoglio.it

18 Maggio 2018 alle 06:23

Contro l’abolizione della democrazia rappresentativa

L'Aula del Senato (foto LaPresse)

"L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". La ragione per cui siamo arrivati al punto di dover ricordare cosa prevede l’articolo 1 della Costituzione è che nel silenzio generale – o forse peggio: in un silenzio complice – la notte del 16 maggio del 2018 verrà ricordata come la notte in cui i due più importanti partiti italiani hanno trovato un accordo non solo...

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  • Chichibio

    18 Maggio 2018 - 18:06

    Una volta sancito il mandato imperativo, tanto varrebbe eliminare le discussioni in Parlamento: ogni partito dichiarerebbe il numero dei propri parlamentari presenti e la relativa somma di voti. Vince chi, sulla carta, ne schiera di più. Come le guerre italiane rinascimentali in cui era dichiarato vincitore chi era in grado di schierare più soldati.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    18 Maggio 2018 - 17:05

    La democrazia rappresentativa, non è un pranzo di gala. Si fonda su elementi e presupposti ineliminabili: classi politiche e dirigenti che devono apparire ed essere credibili, corrette, dare la visione che perseguono interessi comuni, oltre il propri orticelli, autorevoli, ed esercitare l’autorità esecutiva delle istituzioni. Il governare non può prescindere da quei presupposti. Nell'ambito dei quali e nel rispetto degli stessi, deve svolgersi la legittima lotta politica per la conquista e la gestione del potere di governo. Fa male constatare che l’ultimo mezzo secolo, da noi, è stato un perenne, ubiquitario e trasversale, svicolare da quei presupposti. Caro direttore, tutto si tiene e, in politica, quasi nulla accade per caso. Bisogna batterci il muso per capirlo. E, quello che si poteva tenere sotto controllo, ora è diventato un immane intreccio di interessi che offe spazio ad ogni demagogia

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  • giovanni_sandri

    18 Maggio 2018 - 15:03

    Bravissimo e chiarissimo come sempre Claudio Cerasa che costituzionalista non è ma ragiona e scrive sempre da persona libera e democratica. A proposito di costituzionalisti: bellissimo il silenzio di Gustavo Zagrebelsky che naturalmente starà meditando sugli errori di Renzi

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  • carlo schieppati

    18 Maggio 2018 - 14:02

    E pensare che tutto questo era stato descritto per filo e per segno da Ugo Intini nel 1995 con il suo LA DEMOCRAZIA VIRTUALE. In 250 pagine indicava il vero obiettivo della Grande Menzogna iniziata con Tangentopoli: l'Istituto della Rappresentanza. Purtroppo non c'è stato niente da fare: ce l'hanno fatta.

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