La prima volta senza Giulio

La legislatura che si è aperta è la prima della Repubblica in cui Andreotti non c’è. E ci vorrebbe, con la sua arte di mediatore. Ma in fondo c’è: da “non sfiducia”a“due forni”, tutte le sue invenzioni sono tornate di moda

1 Aprile 2018 alle 12:30

La prima volta senza Giulio

Giulio Andreotti (foto LaPresse)

Resterà probabilmente controverso, il dibattito tra gli storici attorno a un punto sottile della biografia di Giulio Andreotti: se fosse un politico vendicativo, oppure no. La fisionomia vaticana, l’antropologia ciociara, le labbra sottili e taglienti quanto gli occhi che si facevano a fessura non hanno mai aiutato, neppure in vita, a decifrare. Assai meno lineare che non il tratto vendicativo, da Terza Internazionale, di Giorgio Napolitano, senatore a vita e membro più anziano della XVIII legislatura della Repubblica italiana iniziata...

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    02 Aprile 2018 - 13:01

    Il mondo di appena ieri non lo possiamo applicare all’oggi. Lui , il divo, applicava la sua genialità politica al muro comunista che, a prescindere, non doveva trasbordare. Il popolo, sempre ottuso, credeva alla befafa e a babbo Natale ed ancora non se ne esce. L’oggi con i Di Maio e i Salvini niente astensioni intelligenti o appoggi esterni, meglio il voto e rischiare di tirare le cuoia che tirare a campare perché non ce lo concedono gli altri. Da un governo 5S, dopo la musata si potra’ ricominciare. Il divo Andreotti, pace a lamina sua, non avrebbe risolto.

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  • carlo schieppati

    01 Aprile 2018 - 15:03

    Povero Andreotti cosa non gli hanno fatto? Vabbè che adesso sappiamo che l'inferno non esiste, ma lui ripeteva spesso, a commento dell'operare dei suoi aguzzini, una frase della nonna: "in paradiso non ci si va in carrozza". Vendicativo? Non sembra. Io invece non posso dimenticare che il re dei lacché, Enrico Mentana, la sera del 6 maggio 2013 ha celebrato la scomparsa di Andreotti con la proiezione su La7 del "Divo" di Sorrentino.

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