Il Cav. e lo sgabello

Berlusconi sulle ali di Amazon, amico di notti insonni e di un’incantata scoperta del mondo nuovo

19 Settembre 2017 alle 06:00

Il Cav. e lo sgabello

Foto LaPresse / Roberto Monaldo

Silvio Berlusconi è tornato nel mondo portando con sé la scoperta di Amazon, compagno di notti insonni e di riflessioni politiche. Non riusciva a dormire, e gli è venuto in mente che gli serviva uno sgabello. Immagino che Berlusconi abbia uno staff che si occupa delle necessità domestiche, ma lui quella notte aveva in mente il suo sgabello, forse per la cucina, forse per il guardaroba, o per il bagno. Allora l’ha cercato su Amazon, forse ha semplicemente inserito la parola sgabello su Google, e così come una volta si incantava davanti alle sterminate televendite notturne di coltelli da cucina, e telefonava alle due di notte dicendo: “Sono Silvio Berlusconi, vorrei il set di coltelli”, così si è entusiasmato perché su Amazon ha trovato novantotto diversi tipi di sgabelli, di fogge, colori e prezzi diversi, che arrivano direttamente a casa. Ha studiato le varie caratteristiche, ha studiato le foto e ha comprato tre sgabelli, con grande soddisfazione. L’ha raccontato a Fiuggi per spiegare la minaccia dell’e-commerce, da lui forse appena scoperto, ma immediatamente abbracciato con il candore di chi sempre si appassiona alla vita, di chi ancora si aspetta molto dal futuro.

  

Purtroppo nessun giornalista e nessun adoratore gli ha fatto domande sugli sgabelli, ma è sempre stupefacente, nel romanzo esistenziale e politico di Berlusconi, la connessione fra eccezionalità e quotidianità, la capacità che ha di stare su Marte senza perdere mai il contatto con i movimenti della realtà di tutti. Il suo incontro da uomo del Novecento con la modernità ha ancora qualcosa di fanciullesco: come un bambino davanti ai regali di Natale, Berlusconi si diverte con i novantotto sgabelli di Amazon e li applica alla sua idea di incanto politico. Prende una cosa non proprio nuova, che tutti conosciamo, a cui siamo devoti, e la trasforma a modo suo, dimostra di averla capita e di saperla rendere accessibile ad altri diffidenti uomini del Novecento. Non dice infatti di avere acquistato un libro su Kindle o una batteria al litio per il computer, e del resto nemmeno candelabri d’oro o cascate di diamanti. Silvio Berlusconi, l’uomo più avventuroso e stravolgente degli ultimi vent’anni di storia d’Italia, passato attraverso glorie, disastri, processi e ringiovanimenti, a ottant’anni ha sempre quel segreto mostrato a tutti: il sole in tasca, quindi lo sgabello dei sogni comprato con un clic su Amazon. Amazon non gli offre la stessa soddisfazione dei televenditori notturni, stupefatti dalla telefonata gongolante del Cavaliere che si informa sui coltelli e chiede che vengano recapitati ad Arcore il prima possibile: non c’è pubblico negli acquisti online, nessun centralinista da sedurre con domande e barzellette, ma c’è l’intuizione del mondo nuovo e della sua centralità, da conquistare e spedire a domicilio, sulle ali di un antico, incrollabile ottimismo.

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Commenti all'articolo

  • perturbabile

    19 Settembre 2017 - 13:01

    Credo sia un ricco felice, che ha mantenuto curiosità per le cose e un certo incanto verso aspetti della vita cui altri restano indifferenti. Viene inviato al servizio sociale tra i vecchietti di un ospizio e ne crea un fatto positivo. Riemerge da una quantità di guai (politici, giudiziari, coniugali), intralciantigli non poco l'esistenza, apparentem. senza esserne sfiancato e senza spirito di vendetta. Si scopre salutista: ne fa un happening! Accumula case e ciò non sembra complicargli la vita. Ogni tanto marca visita per lifting. Canta le note di Napoli, sguazza tra nipoti, barboncini e convivialità. ENTHUSIASM, insomma. Mi ha deluso, da PdC, per le promessa mancate (è il solito discorso, con la dovuta attenuante di obiettivi ostacoli) e per il mancato ascolto o valorizz. dei talenti, dall'economista A. Martino (che gli disse 'fai almeno UNA delle cose per cui sei stato eletto'!), al tosto on. Fitto, ad altro. Ma qui abbiamo sviato (e anche sbrigativamente) verso il B. politico.

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