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Contro le arpie del partito del No, Renzi deve avere più coraggio su pensioni e giustizia

Italicum e riforme costituzionali hanno difetti, ma chi ora critica il presidente del Consiglio dimentica le aberrazioni sfornate dall'intellighenzia del centrosinistra. Consigli sul da farsi in vista del referendum. Ci scrive Michele Magno.

6 Maggio 2016 alle 18:15

Contro le arpie del partito del No, Renzi deve avere più coraggio su pensioni e giustizia

Matteo Renzi con Maria Elena Boschi (foto LaPresse)

Al direttore – Che l'Italicum e la legge di riforma del Senato abbiano dei visibili difetti, non lo nego. Tuttavia, certi politici e politologi, costituzionalisti e magistrati, sindacalisti e giornalisti, registi e attori, cantanti e ballerine, quando accusano il progetto del governo di attentare alla democrazia repubblicana mi ricordano non i gufi renziani ma le arpie virgiliane, le quali "magnis quatiunt clangoribus alas" (scuotono le ali con grandi schiamazzi).

 

A questi uccellacci si potrebbe facilmente replicare enumerando le aberrazioni sfornate dai dottissimi dibattiti del passato, culminate nel capolavoro che ha stravolto il titolo quinto della Carta e sfasciato lo Stato, con il convinto e lungimirante contributo di tutta la migliore intellighenzia del centrosinistra. Ma sarebbe fiato sprecato.

 

In ogni caso, non le nascondo di essere preoccupato. Renzi è ora atteso dalla prova dei fatti. La storia europea degli ultimi decenni ci dice che non sempre le grandi rotture vengono premiate dall'elettorato. Penso alla caduta di Kohl e Schröder, i veri fondatori della moderna potenza tedesca, e a quella della stessa Margaret Tatcher. Per restare in sella e vincere il referendum di ottobre, forse nei prossimi mesi sarebbero sufficienti poche scelte per arginare, quanto meno, la crisi di fiducia che investe il renzismo (il cui principio costitutivo è dato, appunto, dalla fiducia nel leader): meno pastrocchi sulle pensioni e sui risparmiatori colpiti dalle crisi bancarie, più coraggio contro la malagiustizia e il "partito cattivo", per usare la definizione di Fabrizio Barca. A me non sembrano bagatelle.

 

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