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Portate i popcorn a Roma per vedere lo spettacolo del prossimo collasso grillino

Ma perché non prendere una saggia decisione e lasciare che a Roma scorrazzino allegramente i barbari (oi barbaroi, gli stranieri) grillini?

6 Dicembre 2015 alle 15:00

Portate i popcorn a Roma per vedere lo spettacolo del prossimo collasso grillino

foto LaPresse

Ha ragione Vittorio Feltri, che ne ha scritto qualche settimana fa sul Giornale, così come aveva ragione Pietrangelo Buttafuoco, che ne aveva scritto tempo fa sul Foglio, e sospettiamo che questa in fondo sia una tentazione sincera che ha una buona parte della classe dirigente del partito che governa l’Italia, ovvero il Pd. La questione è semplice ed è a suo modo spassosa: ma perché non prendere una saggia decisione e lasciare che a Roma scorrazzino allegramente i barbari (oi barbaroi, gli stranieri) grillini? 
Chi scrive è sempre scettico al cospetto dei sondaggi offerti periodicamente dai giornali o dai telegiornali secondo i quali sarebbe imminente il devastante avvento dell’epoca grillina, se non altro perché lo tsunami tour che avrebbe dovuto sconquassare e rivoluzionare l’Italia è stato già rinviato nel 2013, nel 2014 e persino nel 2015. Nel 2013 il Movimento 5 Stelle arrivò a un passo dal Pd, alle politiche, ma a due anni di distanza si può dire che il bottino incassato dal grillismo è stato dissipato in modo surreale – e dunque molti tituli sui giornali ma zeru tituli nei fatti.
 
Nel 2014, quando l’onda populista avrebbe dovuto conquistare il mondo, il Pd prese il 41 per cento, il vinciamo noi diventò un vinciamo poi, e nessuno ricorda una sola iniziativa fatta in Europa dal popolo a 5 stelle (secondo zeru tituli). Nel 2015, in primavera, con le elezioni amministrative, il boom comicamente rivendicato dalla ditta Casaleggio ha riguardato cinque città che insieme fanno più o meno gli stessi abitanti di un quartiere di Roma (Venaria, 34 mila abitanti; Quarto, 40 mila abitanti; Porto Torres, 22 mila abitanti; Augusta, 36 mila abitanti; Gela 76 mila abitanti). E nelle città in cui il Movimento 5 Stelle amministra laddove le cose non vanno male c’è un sindaco di fatto scomunicato (Pizzarotti, Parma) e laddove le cose invece vanno male (Livorno, Nogarin) c’è una giunta che di fatto galleggia e che resiste alle intemperie delle pratiche di governo con grande difficoltà.
 
La prossima grande occasione in cui verrà testato il vinciamo noi coincide dunque con le amministrative della prossima primavera e se c’è un partito che oggi rischia tutto ma proprio tutto a quelle elezioni, quel partito più che il Pd è proprio il Movimento 5 Stelle. Roma, da questo punto di vista, è un caso eccezionale e si capisce che i grillini siano più che terrorizzati dall’idea di doversi confrontare con gli elettori della Capitale. Il Movimento 5 Stelle, a Roma, ha solo da perdere e anche nel caso in cui dovesse vincere rischierebbe di perdere. Senza conquistare il Campidoglio, con un partito (il Pd) morto, un partito (Forza Italia) che non esiste, un rivale (Marchini) senza partito, una campagna elettorale sponsorizzata indirettamente dalla procura di Roma, Grillo dimostrerebbe di non essere considerato affidabile neppure da elettori moderatamente disperati come quelli romani e fa bene il comico genovese a preparare il copione per giustificare una sconfitta che sarebbe clamorosa: il candidato non era giusto, che ci volete fare, ha scelto er webbe, noi non potevamo fare di più. Ma anche in caso di vittoria a Roma varrebbe più la pena comprare una buona scorta di popcorn che una stecca di fazzolettini di carta per asciugare le lacrime e varrebbe insomma la pena accomodarsi in poltrona per osservare una volta per tutte l’incompatibilità strutturale e culturale tra un partito di protesta e un progetto di governo.
 
[**Video_box_2**]Roma, da questo punto di vista, sia in un caso sia nell’altro potrebbe diventare la tomba del Movimento 5 Stelle e si capisce dunque la tentazione di disimpegnarsi da Roma non solo della Casaleggio & Flop & Associati ma anche del Partito democratico di Renzi, che tutto sommato, non avendo alcuna possibilità di vincere a Roma, se non per interposto Marchini, potrebbe persino guadagnarci a mettersi lì sulla sdraio e a osservare i barbari grillini fare la stessa fine della generazione dei Podemos e dei Varoufakis. Chi porta i pop corn?

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