Lady Brexit. Theresa May a Downing Street

di Stefano Basilico e Gabriele Carrer, NR Edizioni, 113 pp., 4,60 euro (formato Kindle)

Decifrare Theresa May è un’attività che rischia di diventare monotona, perché il curriculum del premier britannico è ricco di serietà e rigore e dedizione, ma di pochi guizzi. Stefano Basilico e Gabriele Carrer ne prendono uno, quello decisivo, quello che ha trasformato la May da ministro (nemmeno troppo amato dai colleghi) a premier del Regno Unito, e lo declinano in un ritratto politico e personale della seconda dama di ferro della storia inglese. “Lady Brexit” è il primo saggio della collana Insiders della NR Edizioni – un esperimento editoriale neonato, costola di #NightReview, collezione giornaliera (bella e utile) di articoli stranieri con una newsletter nel weekend – e naturalmente tratta il tema del momento: le elezioni inglesi, le chance della May di vincerle, soprattutto la sua visione del mondo e del paese, per cercare di capire che cosa accadrà con la Brexit. A oggi gli inglesi non sono nemmeno sicuri che sarà l’attuale premier a essere confermata alla guida del paese – è stata una campagna elettorale bruttina e feroce, con due attentati terroristici nel giro di pochi giorni che hanno stravolto e straziato l’andamento claudicante della campagna. “Lady Brexit” spiega però che la resistenza di fronte alle avversità è uno dei tratti dominanti della May, che ha imparato, anche con la sofferenza, ad aspettare il proprio momento. Questo potrebbe rivelarsi decisivo alle elezioni – anche se pure il suo rivale Corbyn è uno che sopravvive a qualsiasi tormenta politica. Se infine la May dovesse vincere, che tipo di paese vorrà costruire? Gli autori di “Lady Brexit” si avventurano in territori che la stessa May preferisce evitare, così schizzinosa com’è nei confronti delle etichette e dei paragoni (risponde piccata quando si fanno inevitabili riferimenti alla Thatcher), e spiegano come il conservatorismo compassionevole della May sta trasformando non soltanto i Tory, ma anche il Regno Unito. La frattura con Cameron è evidente e anche ostentata – quanti malumori ha digerito la May quando era al servizio dei cameroniani, e quante piccole vendette si sta gustando oggi – ma la riflessione non riguarda soltanto la dinamica interna al partito ma il contesto esterno e internazionale: di fronte alle crepe della formula neoliberale, è necessario trovare una nuova risposta. Per formazione – è importante rileggere la sua educazione sotto questa lente – la May è meno cosmopolita e più “socialistizzante” di molti suoi compagni di partito, ma quel che più le preme, oltre al potere e all’ordine attorno a sé, è trovare una sintesi. Questa è la storia di “Lady Brexit”, la ricerca di una sintesi, tra una dedizione parrocchiale e la necessità di una spinta liberale a livello internazionale, un abbraccio grande, garanzia di una Brexit in qualche modo promettente.

 

LADY BREXIT. THERESA MAY A DOWNING STREET
Stefano Basilico e Gabriele Carrer
NR Edizioni, 113 pp., 4,60 euro (formato Kindle)

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