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Comprare subito prodotti israeliani contro i boicottaggi europei

Le lettere al direttore Claudio Cerasa del 14 novembre 2019

14 Novembre 2019 alle 06:11

Al direttore - Venezia vorrebbe restituire un po’ d’acqua.

Giuseppe De Filippi

 


 

Al direttore - Mai come adesso sono d’accordo con i burocrati europei che vogliono etichettare i prodotti israeliani lavorati nelle colonie: il consumatore ha diritto di sapere. Certo la lunghezza delle etichette aumenterà, anche perché dopo il made in colonia israeliana, dobbiamo anche mettere il made in paesi che finanziano il terrorismo o sfruttano il lavoro minorile o violano i diritti umani: il consumatore ha il diritto di sapere.

Valerio Gironi

 

Nella mattinata di martedì, mentre gli israeliani scendevano nei rifugi antimissile, la Corte di giustizia dell’Unione europea, come ha raccontato ieri Giulio Meotti sul nostro giornale, stabiliva per la prima volta che “i prodotti originari dei territori occupati dallo stato di Israele devono recare l’indicazione del loro territorio di origine accompagnata, nel caso in cui provengano da un insediamento israeliano all’interno di detto territorio, dall’indicazione di tale provenienza”. Israele è diventato il primo e unico stato i cui beni provenienti da territori contesi sono marchiati con una speciale dicitura. Ci sono duecento contese territoriali nel mondo, dalla Crimea invasa dalla Russia al Tibet sotto dominio cinese fino a Cipro. Quattro anni fa, il Foglio aprì un comitato di solidarietà anti boicottaggio per promuovere la vendita di prodotti israeliani e invitare ad acquistare ciò che l’Europa vuole invece follemente marchiare. Esiste un modo semplice per rispondere al boicottaggio approvato dalla Corte di giustizia europea: comprare quei prodotti. Vi rioffriamo l’elenco. Prodotti agricoli: agrumi e pompelmi (Mehadrin, Jaffa), datteri (Mehadrin, Haidaklaim, King Solomon, Jordan River), avocado, mango e melograni (Mehadrin, Kedem, Frutital, Sigeti, McGarlet), frutta secca, disponibili in tutti i supermercati italiani. Sodastream: prodotti gasatori per l’acqua frizzante. Ahava: azienda israeliana di cosmetici prodotti con i famosi fanghi del Mar Morto. In Italia si vende nelle farmacie, erboristerie, profumerie e grandi magazzini come la Rinascente. Vino: Golan Heights Winery e Barkan, due fra i maggiori e più pregiati vini israeliani disponibili in tutte le nostre enoteche. Comprate, please.

 


 

Al direttore - Luigi De Magistris, nella giornata di martedì, ha nominato Eleonora De Majo come assessore alla Cultura di Napoli. De Majo viene dai centri sociali e in passato ha insultato l’ebraismo intero equiparando sionismo e nazismo e minimizzando la Shoah. Giusto arrabbiarsi contro gli estremisti di destra che giocano con il fascismo e l’antisemitismo. E’ pensabile che la stessa indignazione venga rivolta contro tutti coloro che pur essendo contro la destra continuano a giocare con l’antisemitismo?

Luca Ridoni

 

Leggo che su Facebook nel 2015 la signora De Majo scrisse la seguente frase: “Abbiamo sempre detto che il sionismo è nazismo e che i metodi di violenza efferata utilizzati dagli israeliani contro i palestinesi ricordano quelli che negli anni Quaranta portarono alla morte di 4 milioni di ebrei. Mai avremmo pensato però che la follia sionista potesse costituire da sola i ponti di questa continuità. Siete porci, accecati dall’odio, negazionisti e traditori finanche della vostra stessa tragedia. Che schifo”. Che schifo, caro sindaco.

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