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"O in Europa ci salviamo tutti o è la fine", dice Enrico Letta

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Sueddeutsche Zeitung, Financial Times, Obs, Abc, Welt

20 Aprile 2020 alle 09:23

"O in Europa ci salviamo tutti o è la fine", dice Enrico Letta

Enrico Letta (foto LaPresse)

Conte, l'Italia era “da sola” ad affrontare il coronavirus

Monaco di Baviera, 20 apr - (Agenzia Nova) - È “incontrovertibile: l'Italia era da sola” a far fronte alla pandemia di coronavirus. È quanto affermato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano “Sueddeutsche Zeitung”. Conte ha aggiunto: “Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen la vede così, si è scusata a nome dell'Ue al Parlamento europeo. Devo dire che ho apprezzato questo gesto”. Con riferimento agli aiuti inviati in Italia da Russia e Cina, oggetto di accese critiche sui mezzi di informazione italiani e internazionali, il capo del governo ha osservato: “Penso che la solidarietà che alcuni paesi ci hanno fatto sentire abbia avuto un peso e un'interpretazione dal punto di vista geopolitico eccessivo”. Oltre a Russia e Cina, l'Italia è stata infatti aiutata da “molti altri paesi, dall'Egitto al Qatar a Cuba”. Altri aiuti sono giunti “anche dall'America e dai paesi europei”. A tal riguardo, il presidente del Consiglio ha dichiarato: “Desidero ringraziare anche la Germania per aver accolto pazienti affetti da coronavirus italiani nei propri ospedali”. Conte ha quindi ribadito che gli aiuti all'Italia sono stati forniti anche da Mosca e Pechino. “Certo, c'erano anche Russia e Cina. I cinesi avevano appena avuto la stessa nostra esperienza e si sono offerti di aiutarci come li avevamo precedentemente aiutati quando si trovavano nella fase più acuta dell'epidemia”, ha dichiarato il capo del governo.

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Italia: ambasciatore tedesco Elbling, maggioranza popolazione favorevole a Europa

Berlino, 20 apr - (Agenzia Nova) - In Italia, “è vero che le preoccupazioni e le paure di alcuni italiani sono state strumentalizzate da certi attori politici per surriscaldare la situazione”, in particolare durante la crisi provocata dalla pandemia di coronavirus. È quanto affermato dall'ambasciatore di Germania a Roma, Viktor Elbling, nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano “Die Welt”. Tuttavia, aggiunge Elbling, “non direi che questo concerne la maggioranza della popolazione”. L'ambasciatore di Germania a Roma si dice, quindi, “fermamente convinto” che “la maggioranza della popolazione in Italia è in favore dell’Europa a medio e a lungo termine, rimane europeista e vede nell’Europa un partner importante”. Commentando gli ultimi dati secondo cui il 49 per cento degli italiani è per un uscita del loro paese dall'Ue, Elbling osserva: “In questo momento la gente è fortemente preoccupata, è tormentata dalla questione se l’Europa può essere di supporto per l’Italia in una situazione considerata incerta”. A tal riguardo, il diplomatico dichiara: “Io credo che questa volontà di sostenere l’Italia sia stata dimostrata molto chiaramente negli ultimi giorni”. In Italia è, dunque, in corso “un confronto critico con l'Europa non è nato con la crisi del coronavirus, ma viene dal passato. Secondo l'ambasciatore tedesco a Roma, “bisogna tener presente che il paese ha raggiunto in molti degli ultimi anni un avanzo primario strutturale nel proprio bilancio”. Tra l'altro, nota Elbling, “sono state fatte delle riforme pensionistiche e molti italiani ritengono di aver già fatto molti sacrifici per aggiustare la rotta del paese. Pertanto, “è in questo contesto che va vista la speranza e a volte anche la delusione se arrivano posizioni che non segnalano subito agli italiani: siamo qui per sostenervi”

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L'Italia aspetta la fine della quarantena tra paura e impazienza

Parigi, 20 apr - (Agenzia Nova) - L'Italia si prepara ad uscire dalla quarantena con un sentimento di paura mista a impazienza. Lo scrive il settimanale francese “L'Obs”, spiegando che nella Penisola sono stati registrati più di 23mila morti. Il confinamento rimarrà in vigore almeno fino al 3 maggio incluso e per il momento ancora non c'è nulla di ufficiale sulle misure previste per il periodo successivo. I cittadini hanno voglia di ricominciare la loro vita in un paese dove l'economia è ormai bloccata. Secondo uno studio pubblicato il 18 aprile scorso da Confindustria, il 97,2 per cento delle aziende italiane è stato colpito dalla pandemia di Covid-19. Un terzo di queste ha accusato un impatto “molto grave”. Su Facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha sottolineato l'importanza di un programma “ben articolato, che concili protezione delle salute ed esigenze di produzione”.

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Ue: Enrico Letta, un "pericolo mortale" se non si raggiunge un accordo

Madrid, 20 apr - (Agenzia Nova) - Enrico Letta, ex presidente del Consiglio tra il 2013 e il 2014 e ora direttore della Paris School of International Affairs, è intervenuto nel dibattito sul ruolo dell’Unione europea in questa crisi del coronavirus, sottolineando la situazione di grave pericolo se non verrà raggiunto un accordo tra i Paesi. In un’intervista al quotidiano spagnolo “Abc”, Letta sostiene che “non dobbiamo sottovalutare la capacità autodistruttiva, perché è una crisi che sta esplodendo vecchi stereotipi che mi sembrano insopportabili, come la storia delle cicale e delle formiche, oppure il nord è virtuoso e il sud è vizioso”. Stereotipi che se diventano la base delle decisioni che l'Ue prenderà - sostiene l’ex capo del governo italiano - rischiano di trasformare “da provocazione a realtà” quello che viene definito “pericolo mortale”, riprendendo un termine di Jacques Delors. “L'Europa è interconnessa. O ci salviamo tutti o è la fine”, ha poi ribadito. “Penso che verrà raggiunto un accordo, perché altrimenti ci sarebbe un terremoto nei mercati. Penso alle dinamiche del 2011, quando l'Italia e la Spagna sono affondate. Paghiamo ancora oggi per la mancanza di visione e miopia dei leader europei di quel tempo. Oggi è necessario un accordo. Spagna e Italia devono lavorare per un accordo e non per una rottura, perché oggi siamo la parte debole”, ha infine concluso.

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Italia: il paese è più in pericolo di quanto l'Eurozona voglia ammettere

Londra, 20 apr - (Agenzia Nova) - L'Italia è più in pericolo di quanto l'Eurozona voglia ammettere. Lo sostiene il quotidiano britannico "Financial Times", secondo cui il governo italiano ha davanti a sé soltanto tre possibili strade in vista della imminente crisi finanziaria, annunciata dallo spread tra titoli pubblici italiani e tedeschi salito a ben oltre il 2 per cento. Intanto, l'Italia potrebbe vedere il suo debito pubblico superare il 180 per cento del Pil. La prima strada è l'accettazione di una soluzione di compromesso sul Meccanismo europeo di stabilità (Mes), che sarebbe comunque molto penalizzante per l'Italia. La seconda possibilità è la bancarotta dello Stato o comunque una drastica ristrutturazione del debito. Vi è poi l'Italexit, ossia l'uscita dall'euro, una eventualità da non escludere considerando la crescita dell'euroscetticismo tra la popolazione italiana. A queste tre soluzioni, tutte nettamente negative, non vi sono alternative secondo il "Financial Times".Da un lato, il presidente francese Emmanuel Macron non porterà fino in fondo la sua battaglia a favore dell'adozione degli eurobond. Dall'altro, gli Stati membri del nord dell'Ue, guidati da Germania e Paesi Bassi, sembrano incapaci di capire quanto le loro stesse economie sarebbero danneggiate da un default dell'Italia. Il fallimento italiano sarà inevitabile se la politica non sarà in grado di escludere le altre alternative, conclude il "Financial Times". Quando accadrà, "l'Eurozona sarà ancora una volta impreparata".

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    20 Aprile 2020 - 12:15

    Enrico Letta chi??? A parte le battute, un bravo al Financial Times che in poche righe ha a mio avviso fotografato la situazione del nostro paese e le possibili alternative. Sì, l'UE sta perdendosi in un labirinto di incomprensioni reciproche e di infantili ripicche. Il Financial Times ha ragione, se l'Italia decidesse di uscire dall'UE, sarebbe un danno per il nostro paese ma lo sarebbe anche per ciò che resterebbe di una unione che gli italiani avevano sognato e che ora (80% circa) disdegnano.

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  • Mario 1

    20 Aprile 2020 - 10:34

    Se lo sta capendo anche Letta Enrico, gli Italiani è un po che hanno capito,poi questa prova tragica ha messo a nudo tutti i tranelli economici dell'Europa ,aiuti? sono arrivati da paesi extra UE.

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