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La procura di Milano apre un'inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega

La rassegna stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese

12 Luglio 2019 alle 10:50

La procura di Milano apre l'inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega

Matteo Salvini e Vladimir Putin (Foto LaPresse)

Italia: Procura di Milano apre inchiesta su presunti fondi russi alla Lega
Madrid, 12 lug 08:30 - (Agenzia Nova) - Nuova tegola sulla Lega. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per presunti finanziamenti russi al partito guidato dal potente vicepresidente del Consiglio e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, con l'ipotesi di reato di "corruzione internazionale". La notizia è oggi, 12 luglio, su tutti i principali quotidiani spagnoli, secondo cui l'inchiesta sarebbe partita in seguito a una serie di articoli pubblicati lo scorso febbraio dal settimanale "L'Espresso", circa un presunto incontro sospetto all’Hotel Metropol di Mosca fra Gianluca Savoini, ex collaboratore del Carroccio e presidente dell’associazione Lombardia-Russia, e alcuni emissari del Cremlino, avvenuto il 18 ottobre del 2018, data in cui Salvini era nella capitale russa per una visita ufficiale. Ad avvalorare questa testi, il sito di informazioni statunitense "BuzzFeed" che ha pubblicato una lunga intercettazione dell'incontro da cui emergerebbero trattative circa una maxi vendita di petrolio all'Eni, in cambio di 65 milioni di euro alla Lega, per finanziare la campagna elettorale per le europee del 26 maggio. Del caso si occupano i procuratori Fabio De Pasquale, Gaetano Ruta e Sergio Spadaro. Salvini, che aveva già respinto le accuse a febbraio, ha ribadito che il suo partito non ha mai ricevuto fondi da Mosca. "Zero, zero. Chiunque dica il contrario sta mentendo. Mi viene il dubbio che stiamo dando fastidio a qualcuno" , ha aggiunto in una diretta live pubblicata su Facebook. 

Leggi l'articolo da El Pais, El Mundo, La Vanguardia

 

Sea Watch 3: politologo Boillaud, maggior parte italiani dà ragione a Salvini
Parigi, 12 lug 08:30 - (Agenzia Nova) - Sull’arresto di Carola Rackete, il capitano della Sea Watch 3, la nave dell’organizzazione non governativa Sea Watch, la maggior parte degli italiani dà ragione al vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, il leder leghista Matteo Salvini. È quanto affermato dal politologo Christophe Boillaud in un’intervista rilasciata al quotidiano francese “Le Figaro”. Secondo Boillaud, gli italiani rifiutano l’arrivo di nuovi migranti nella Penisola. “In un quarto di secolo, la proporzione di stranieri residenti in Italia - terra storica di emigrazione verso il resto del mondo - è passata dall’essere una quantità trascurabile al 9 per cento della popolazione”, ha detto Boillaud, parlando di uno “stravolgimento”. Il politologo sottolinea che fin dall’inizio del suo incarico, Salvini mostra un “attivismo infaticabile” su questo argomento, utilizzando soprattutto social network e media tradizionali.

Leggi l'articolo da Figaro

 

Sea Watch 3: capitano Rackete querela Salvini per diffamazione
Berlino, 12 lug 08:30 - (Agenzia Nova) - È di nuovo scontro tra il capitano della nave Sea Watch 3, Carola Rackete, e “il Capitano”, come viene soprannominato il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, ministro dell'Interno e leader della Lega. Secondo quanto riferito dal settimanale tedesco “Die Zeit”, nella giornata di ieri 11 luglio, Rackete ha sporto querela per diffamazione contro Salvini alla Procura di Roma, motivata dai “messaggi di incitazione all'odio” nei suoi confronti pubblicati dal titolare del Viminale sui propri social network nei giorni della vicenda della Sea Watch 3. Rackete ha quindi chiesto alla magistratura di sequestrare i profili Facebook e Twtter di Salvini. In un messaggio su Twitter, il ministro dell'Interno ha risposto: “La comunista tedesca, quella che ha speronato la motovedetta della Guardia di finanza, ha chiesto alla Procura di chiudere le mie pagine Facebook e Twitter. Non c’è limite al ridicolo. Quindi posso usare solo Instagram???”. 

Leggi l'articolo da Die Zeit

  

Italia: gli enigmi dietro la misteriosa scomparsa di Emanuela Orlandi
Madrid, 12 lug 08:30 - (Agenzia Nova) - Il caso di Emanuela Orlandi, la 15enne figlia di un funzionario vaticano scomparsa nel nulla nel 1983, è certamente uno degli enigmi italiani più intriganti e, dati gli ultimi sviluppi, continuerà ad esserlo per molti anni ancora. Lo scrive il quotidiano spagnolo "El Mundo", all'indomani della scoperta che le due tombe del Cimitero Teutonico dentro le quali ci sarebbero dovute essere le spoglie della ragazzina, come indicato da una lettera anonima inviata alla famiglia Orlandi, sono in realtà completamente vuote. Fra le varie ipotesi formulate nei 36 anni dalla scomparsa, il quotidiano ricorda quella relativa al presunto sequestro della 15enne da parte di un gruppo estremista turco per chiedere la liberazione di Ali Agca, il terrorista finito in carcere dopo aver attentato alla vita di papa Giovanni Paolo II nel 1981. Altre teorie hanno invece suggerito che la Orlandi possa essere finita in una rete di pedofili dietro la quale ci sarebbero state alte gerarchie della Chiesa. Secondo altri invece la ragazzina sarebbe stata trasferita in un convento all'estero e mantenuta per anni dal Vaticano. La Procura di Roma ha indagato senza successo anche sul presunto rapporto fra il caso e la Banda della Magliana, l'organizzazione criminale di estrema destra che ha seminato il terrore a Roma nei cosiddetti anni di piombo. 

Leggi l'articolo da El Mundo  

   

Italia: interi paesi a rischio spopolamento
Londra, 12 lug 08:30 - (Agenzia Nova) - Il quotidiano britannico "The Guardian" dedica oggi un approfondimento al fenomeno dello spopolamento dei piccoli paesi in Sicilia e nelle altre regioni d'Italia. Sono, infatti, migliaia i borghi che rischiano di sparire a causa del calo delle nascite e dello spopolamento dovuto all'emigrazione dei giovani verso le grandi città. Il "Guardian" riferisce anche dei vari e a volte fantasiosi metodi che diverse amministrazioni comunali hanno ideato per contrastare lo spopolamento. 

Leggi l'articolo da The Guardian

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