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Lettera d'amore di uno straccione a Cindy Crawford

Ho perso il lavoro e sono stato abbandonato da mia moglie. Però sono innamorato della diva americana

11 Aprile 2019 alle 06:00

Lettera d'amore di uno straccione a Cindy Crawford

Cindy Crawford (Foto LaPresse)

Gentile Cindy Crawford, sono uno straccione di Milano. È circa venticinque anni che sono così. Avendo perso il posto di lavoro prima ed essendo stato abbandonato dalla moglie (giustamente: bevevo) mi sono ritrovato in strada. Anche gli assistenti sociali del comune hanno detto: “Non abbiamo mai visto uno perdere così tante posizioni nella scala sociale”. Infatti allora ero dirigente del comune. Vivo sotto la Torre Branca, la mitica struttura che c’è a Milano. Potremmo vederci oggi qui? Non penso, anche perché giro tutto il giorno e solo verso sera mi ritiro sotto la Torre Branca che, tendo a ripetere, è una delle cose più belle di Milano. Forse negli anni Ottanta, quando venivi a Milano per le sfilate non ne avevi mai sentito parlare, anche perché in quel periodo era stata spostata in un luogo segreto. Ma neanche. Ciao Cindy, sei la più bella di tutte. Un bacio.

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