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Traffico e modelle

L’arrivo di Cindy Crawford a Ponte Sant’Angelo paralizza ancora di più il Lungotevere

17 Giugno 2018 alle 06:00

Traffico e modelle

Cindy Crawford (foto LaPresse)

Sussulti, grida e flash di prima mattina per una bellezza tra le già tante monumentali cittadine. L’arrivo di Cindy Crawford a Ponte Sant’Angelo per girare uno spot paralizza ancora di più il Lungotevere, ma rende tutti più contenti. A colazione all’Hotel Locarno, lo scrittore Christophe Ono-Dit-Biot ci invita a “Credere nel meraviglioso”, come ricorda anche il titolo del suo nuovo libro uscito per Bompiani. Seguiamo il suo consiglio alla presentazione a Villa Medici dove la capitale è ancora più bella, almeno in superficie. La direttrice Muriel Mayette-Holtz è in festa per il successo di “Villa Aperta” e della collettiva dei suoi 15 pensionnaires. Ai Ciak d’Oro, la sexy-tuta by Versace della Santanchè è già nella storia, ma a Villa Aurelia, è l’American Academy in Rome ad ospitare il McKim Medal Gala, il più riuscito in città, probabilmente perché ad organizzarlo non c’è nessun romano. Cena placée tra candele e fiori apprezzati da Maite Bulgari e dal direttore John Ochsendorf. Il soprano Renata Scotto premia Sir Antonio Pappano e un meno british Sorrentino, Roberto Benigni. Applaudono la curatrice d’arte Lindsay Harris, Paola Cortellesi, Anna Foglietta e Valeria Golino, ma tra “Loro”, Euridice Axen è la più fotografata assieme alla modella Maria Carla Boscono. Roberta Armani è la più elegante, Pierpaolo Piccioli di Valentino il più rock, il creative director Antonio Monfreda, Antonella Rodriguez e Andrea Formilli i più simpatici. Grazie a Fendi, ritroviamo quasi tutti la sera dopo al Maxxi (pronto per il Yap Fest) da Revenge, la performance futurista di Nico Vascellari che con la compagna Delfina Delettrez riunisce amici e parenti ai Casali del Pino (l’azienda agricola di Ilaria Venturini) per il “Delfinicus Baccanale” in onore dei loro due gemelli. Tra i tanti ospiti, la cantante Lou Doillon, figlia di Jane Birkin e sorella di Charlotte Gainsbourg, “prova” vivente che il meraviglioso esiste davvero.

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