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Il rito ambrosiano di Beppe Sala dà la direzione di marcia al Pd

“Il nostro credo europeo è totale”, ha rimarcato il sindaco di Milano, “e i numeri contano”, facendo riferimento alla manifestazione contro il razzismo di sabato scorso

7 Marzo 2019 alle 10:46

Il rito ambrosiano di Beppe Sala dà la direzione di marcia al Pd

Foto LaPresse

Anche il Pd si deve arrendere al rito ambrosiano. La prova generale dei nuovi equilibri prossimi venturi, Beppe Sala l’ha celebrata ieri a palazzo Marino, davanti alla platea dei sindaci dem, riuniti per l’incontro “I Comuni per l’Europa, 100 piazze per l’Europa”, alla presenza di un sempreverde Romano Prodi contento di essere (quasi) tornato a casa (nel Pd). Sala ha ricordato che il motivo del successo di Milano, da trasferire, pari pari, nella battaglia per una nuova Europa, è la volontà di “esprimere dei valori e la capacità concreta di fare”, di realizzarli. “Il nostro credo europeo è totale”, ha rimarcato Sala, “e i numeri contano”, facendo riferimento alla manifestazione contro il razzismo di sabato scorso. Conta molto meno l’avvenuta migrazione in massa dell’apparato piddino dalla zona franca del renzismo arrembante alle braccia inclusive di Zingaretti.

 

Il rito ambrosiano nell’anno Domini 2019 si chiama “modello Milano”, o se si preferite “ripartire da Milano”. Insomma, sotto la Madonnina è Beppe Sala a dare le carte, con buona pace dei due capi del Pd locale, il mite Vinicio Peluffo (segretario regionale) e la volenterosa Silvia Roggiani (segretaria milanese), ignoti ai più. La prova provata? Gli osservatori “indipendenti”, dopo la manifestazione dei 250 mila contro il razzismo, voluta proprio da Beppe Sala e organizzata da Pierfrancesco Majorino, regista del Welfare con spinta a sinistra, hanno scritto che il gran corteo “ha fatto da apripista al successo delle primarie”. L’apripista era però Beppe Sala, alla faccia dei piddini di strada invecchiati sotto i pur popolati gazebo. Un partito senza leader – Zingaretti ancora si barcamena in immagini da “primo compagno tra i compagni” – rischia grosso, soprattutto in luoghi poco empatici per la sinistra come il nord. E Sala lo sa. Primo step, le candidature europee: Pisapia o Calenda? Secondo step, dopo l’Europa inizia la corsa verso le amministrative di Milano. Sala dovrà decidere se portare il rito ambrosiano sotto la Fontana di Trevi o accettare la sfida di Salvini. A lui spetta la sua parte di scelta. Sul resto deve decidersi il Pd.

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