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Benvenuti alla Nasa di Milano, anche se siete alla vecchia Ortica

Laboratori alti 45 metri, case domotiche auto elettriche, chilometri di pannelli fotovoltaici. L’Odissea nello spazio dopo Lambrate e il ponte sulla tangenziale est

25 Marzo 2018 alle 05:10

Benvenuti alla Nasa di Milano, anche se siete alla vecchia Ortica

Milano vista dall'alto (foto via Wikipedia)

Arrivando all’Ortica, quartiere milanese, viene in mente Il ragazzo della via Gluck tanto si respira aria antica. C’è l’erba, poi case basse e cortili. Non sai ancora che lì a due passi, dopo Lambrate e il ponte della Tangenziale est, ci sono oltre due ettari di terreno dove sorge la Nasa italiana. Un cartello chiaro, ben prima del cancello, vieta di scattare foto e la totale video sorveglianza ti beccherebbe al volo.

 

All’interno delle alte inferriate ci sono quattro realtà: Cesi (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano, nato nel 1956), Rse (Ricerca Sistema Energetico), Enel con alcuni laboratori di test e Prysmian, produttore di cavi. Più di mille persone che, ogni giorno, testano, provano, ricercano sul tema dell’energia. L’impatto è notevole tra laboratori alti anche 45 metri, con all’interno elettrodi a colonna che elevano la tensione a milioni di volt, case domotiche dove tra vari elettrodomestici tutti in funzione, compresa l’auto elettrica che si sta caricando, si studia il modo di dialogare con una lavatrice. E poi chilometri di pannelli fotovoltaici di varie generazioni e con diverse modalità di scrittura sulle celle che si stanno monitorando e alternando dal 1999. Ovviamente non finisce lì. L’Odissea nello spazio continua con le gabbie di Faraday, le macchine dei fulmini; con un “inseguitore solare”, un grande piatto in alluminio mosso da un motore Stirling che in pochi secondi arriva a 600-700 gradi (dà qualche problema perché va ad elio e si scarica, ma si stanno studiando soluzioni diverse perfino condivise con Dallara e Ferrari) fino all’impianto di solar cooling, un sistema di condizionamento dell’aria che usa energia solare, in pratica produce freddo partendo da una sorgente di calore. Non un caso che siano stati presi accordi con Dubai e Abu Dhabi.

 

Matteo Codazzi, amministratore delegato di Cesi, e Saleh A. Al-Amri, ceo del GCC Electrical Testing Laboratory, azienda partecipata dalle principali utilities, istituzioni e aziende elettromeccaniche della regione del Golfo, tra cui Saudi Aramco e la Saudi Electricity Company, hanno firmato, alla presenza del ministro dell’Energia saudita, Khalid bin Abdulaziz Al Faleh, un protocollo d’intesa per la definizione di una joint venture trentennale che realizzerà e gestirà il maggiore laboratorio di testing per il settore elettrico in Arabia saudita.

 

Il centro avrà un ruolo strategico per tutto il medioriente, in particolare per i paesi del Gulf Cooperation Council: Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Cesi, leader mondiale nel testing, è anche stata selezionata, per realizzare i test e provare l’affidabilità e la sicurezza dei sistemi che compongono i corridoi, delle quattro società di trasmissione di energia elettrica in Germania, paese che sta trainando la transizione energetica sia attraverso la rinuncia totale al nucleare che nel perseguire un obiettivo di forte decarbonizzazione del proprio parco di centrali elettriche soddisfacendo l’80 per cento della propria domanda interna di elettricità con le sole fonti rinnovabili. Rse, la struttura all’interno del gruppo Gse (Gestore Servizi Energetici) società partecipata dal ministero dell’Economia in cui la realtà del controllo viene fatta di concerto con il ministero dello Sviluppo economico, vanta su 350 persone 224 laureati: tecnici scientifici, ingegneri, matematici, biologi, economisti. Rse, presieduta da Stefano Besseghini, svolge attività di ricerca nel settore elettro-energetico, su domini di interesse pubblico, che riguardano ambiti strategici per il sistema nazionale e le sue attività riguardano l’intera filiera elettro-energetica, in un’ottica essenzialmente applicativa e sperimentale. A livello internazionale la Rse partecipa ai programmi finanziati dall’Unione europea: è attualmente presente in oltre 30 progetti e coordina un centinaio di centri di ricerca europei e organizzazioni industriali di settore. Fra i progetti più significativi, la società coordina le attività relative alle reti intelligenti (Smart Grid) nell’ambito dei progetti Eera (European Energy Research Alliance) ed Eewi, dedicato all’eolico. Con l’Agenzia Internazionale per l’Energia (Iea), Rse partecipa ai programmi di collaborazione Implementing Agreements e in cinque di essi svolge il ruolo di rappresentante per l’Italia.

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