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Sbirciare la stampa locale e scoprire perché il popolo vota così

Nell’epoca dei social e dei talkshow trasformati in “terze Camere” del Parlamento, i riferimenti del cittadino medio, delle aree metropolitane e delle periferie che preoccupano il Pd e Beppe Sala

24 Marzo 2018 alle 06:00

Sbirciare la stampa locale e scoprire perché il popolo vota così

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“Il Pil si è alzato, ma chissenefrega… Mio figlio guadagna tre euro all’ora in una cooperativa. Questi sono i problemi” (“Aria pulita” su Telecity Gold7, trasmissione condotta da Simona Arrigoni e Michele Avola).

 

“I veti del M5s sulle Camere? Chissenefrega… Ogni volta che vado a trovare un parente all’ospedale San Carlo non riesco a parcheggiare sulle strisce blu perché ci sono le roulotte dei rom. Li cacciano e loro ritornano. Questi sono i problemi” (“Buongiorno Lombardia” su TeleLombardia, condotto da Giorgia Colombo).

 

“Chi sarà il presidente del Consiglio? Chissenefrega… Faccio la sentinella di notte nelle case Aler al Giambellino altrimenti gli abusivi occupano gli alloggi. Questi sono i problemi” (segnalazione alla cronaca di Milano di Libero, diretta da Simona Bertuzzi).

 

“Accordo centrodestra-Cinque stelle? Chissenefrega… Quando lo mettono un bagno volante in viale Argonne, dove ci sono decine di anziani nel parco? Questi sono i problemi”. (Lettera arrivata al Corriere della Sera commentata da Giangiacomo Schiavi, storico cronista di via Solferino).

 

Ogni giorno così, anche in questa fase di formazione del governo. I tatticismi, le interviste ai politici, non prendono il popolo. Chiamano le trasmissioni di maggior presa sul circuito locale o che scrivono alle redazioni (succede lo stesso al Giorno e al Giornale).

 

Sono questi, nell’epoca dei social e dei talkshow trasformati in “terze Camere” del Parlamento, i riferimenti del cittadino medio, delle aree metropolitane e delle periferie che preoccupano il Pd e Beppe Sala. I media locali, i problemi di un localismo pragmatico e piuttosto incazzato. E’ qui che, più che sulle prime pagine, si misura il termometro di un distacco tra società e istituzioni che il 4 marzo ha certificato. Se l’assessore al Traffico Granelli incontra una rappresentanza di automobilisti che hanno preso più multe per colpa del nuovo autovelox di viale Fulvio Testi, vuol dire che l’agenda dei cittadini è questa. Certo la politica deve programmare, ma “fate voi”, sembrano dire i milanesi. A noi non va bene. “Piccole grandi cose di gente che non ce la fa – dice Schiavi – le buche, le multe, il decoro sotto casa. Certo ti scrive anche l’invalido senza lavora mantenuto dalla pensione degli anziani genitori”. La gente è tornata a scrivere ai giornali, forse l’ultimo modo per farsi sentire. “Riceviamo molte segnalazioni sulla sicurezza. Molte lettere sulle periferie e gli immigrati. Le cose che che producono disagio”, spiega Simona Bertuzzi, capocronista di Libero. E alcune volte sono i media che si sostituiscono all’amministrazione. Ricorda Giorgia Colombo, conduttrice di TeleLombardia: “Ha chiamato un telespettatore. Un signore che viveva in macchina. Sfrattato. Stavamo parlando di politica, quella telefonata ci ha riportato a una realtà difficile. Abbiamo cominciato a telefonare agli uffici competenti. Siamo riusciti a trovare una soluzione. Serviamo anche a questo”. “Non sono dei casi isolati – rilancia Simona Arrigoni di “Aria pulita” su Telecity Gold7, dove i telespettatori entrano senza filtro in diretta – L’altro giorno avevo in studio due parlamentari, parlavamo di politica nazionale. La gente che telefonava parlava di disoccupazione e case occupate. Due mondi diversi. Una signora disabile disperata ha chiesto aiuto: doveva andare all’ospedale e non sapeva come fare. Ho parlato con l’assessore della sua città e abbiamo risolto il problema in diretta. Piccole cose? La trattativa per il governo interessa poco. Noi seguiamo inizialmente i temi in rassegna stampa, ma poi sono i telespettatori che ci guidano”. Ecco, e tanto per fare un esempio. La stampa locale spiega molte cose.

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