ansa

La relazione

Nordio alla Camera: "Sulle intercettazioni occorre razionalizzare la spesa"

Redazione

"Un pm che sequestra un cellulare è un pm che sequestra una vita”, ha dichiarato in Aula il ministro della Giustizia. E sulle intercettazioni: "Serve un tariffario unico"

"Per quanto riguarda le spese per le intercettazioni so di camminare su un ghiaccio molto sottile. Non saranno mai toccate quelle che riguardano la criminalità organizzata, il terrorismo e i reati di allarme sociale. Ma è necessaria una razionalizzazione della spesa", così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel suo discorso alla Camera ha sottolineato la necessità di adottare un tariffario unico per le operazioni di intercettazione, valido per tutti gli uffici giudiziari e con compensi obbligatori e vincolanti. La preoccupazione del ministro è quella di rendere" la giustizia rapida ed efficiente", perchè "i ritardi costano al nostro paese 2 punti di pil. Una giustizia rapida può essere una giustizia iniqua, ma una giustizia lenta è sempre una non giustizia", ha ribadito il Guardasigilli. Intanto la Commissione giustizia al Senato ha approvato l'articolo 2 del ddl Nordio, che mira a vietare la divulgazione di intercettazioni relative a terze persone, così come la trascrizione dei loro dati. L'esame completo del provvedimento dovrebbe concludersi in giornata e si prevede che verrà presentato in Aula nella prossima settimana.

   

  

In Aula il ministro è tornato anche sul sequestro dei telefoni annunciando una nuova stretta, come aveva anticipato al Foglio. "Un pm che sequestra un cellulare è un pm che sequestra una vita”, ha spiegato Nordio. “Ma voi credete che la mafia parli col telefonino se deve fare un attentato? Nel cellulare, ci sono le cartelle cliniche e le fotografie delle tac inviate per consulto a distanza. Ci sono vite intere che vengono rovinate perché un pubblico ministero in nome di questa cultura giurisdizionale e della Giustizia, sequestra il telefonino. E poi attraverso una serie di perversioni che transitano dai cancellieri agli avvocati (i dati sul cellulare) finiscono sui giornali”. Insomma dal sequestro alla gogna il passo è breve. Per questo motivo, "sul disegno di legge in materia di sequestro di dispositivi e sistemi informatici preannuncio l’imminente presentazione di un emendamento governativo prima delle votazioni previste per la prossima settimana”, ha concluso il Guardasigilli. 

  

Di più su questi argomenti: