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Non è il 41 bis il vero guaio della Giustizia

Bonafede pensa al rientro dei boss in carceri che non garantiscono la salute

6 Maggio 2020 alle 16:22

Non è il 41 bis il vero guaio della Giustizia

foto LaPresse

L’indecorosa bagarre tra il Guardasigilli Bonafede e il dottore Di Matteo ha trovato la scintilla nel caso dei boss di mafia detenuti in regime di 41 bis mandati ai domiciliari per l’emergenza Covid (sono 376, secondo l’elenco fornito dal Dap). Ah, ci fossi stato io al Dap, recrimina Di Matteo. La vicenda è costata il posto a Francesco Basentini, ma non lascia tranquillo nemmeno il ministro.   Bonafede annuncia infatti la sua “fase 2”, e anziché concentrarsi sul problema di...

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  • oliolà

    06 Maggio 2020 - 18:02

    Dunque la Trattativa fra Stato e Mafia, secondo Di Matteo, continua. Stavano per nominarlo capo del DAP o di non so che, solo due anni fa. Qualcuno interviene e niente più nomina. Quando si cominciò a trattare? Come minimo nel 92. Con Berlusconi, subito dopo, il trattato era bello e stipulato. O avete dimenticato Dell'Utri? Siamo arrivati fino ad Andreotti, che sgattaiolò per decorrenza dei termini, e ci dovremmo fermare di fronte a un grillino fedifrago? Mah, sembrano questioni per chi spacca il capello in quattro . E' sempre così quando si tratta di Democrazia, Giustizia e Libertà.

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  • Andrew

    Andrew

    06 Maggio 2020 - 16:40

    il 41 bis appare non un regime di effettivo contrasto dei mafiosi più pericolosi, come sempre e da tutte le sedi predicato, ma una sorta di presa in giro se in poche ore chi vi sia detenuto riesca a sapere cose dette in via confidenziale fra il ministro della Giustizia ed un suo potenziale collaboratore, in relazione alla nomina di questi alla direzione del Dap. Se invece fosse vera un'altra ipotesi – che cioè quelle intercettazioni fossero di data precedente al colloquio tra Bonafede e Di Matteo – allora i detenuti al 41 bis godrebbero addirittura di un potere profetico, conoscendo in anticipo – per dolersene molto – di una sua possibile nomina al Dap, prima ancora che lo stesso Di Matteo lo sapesse da Bonafede. E come avrebbero fatto a sapere ciò che neppure lo stesso Di Matteo sapeva? Chi lo avrebbe detto loro? Inquietudine doppia, tripla, all’ennesima potenza!

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